La Liguria etnica

Regio IX Liguria

Regio IX Liguria, che in età augustea comprendeva solamente il territorio storico dei Ligures, dal Varo ai confini con l’Etruria, ad oriente. Per quanto parte di quest’ultima, la terra degli Apuani (odierna Lunigiana) rientra etnicamente e culturalmente nell’ambito ligure, così come l’area nizzarda. La Liguria romana includeva anche l’Oltrepò pavese e il Piemonte cispadano, territori, assieme alla Liguria canonica, alquanto caratterizzati dalla presenza antica degli Ambrones.

Popoli antichi

I Liguri (secondo Puncuh da una radice anariana *liga che indicherebbe i luoghi melmosi e paludosi abitati in origine da costoro) erano un antichissimo popolo dell’Italia nordoccidentale, per taluni preindoeuropeo per altri indoeuropeo, un tempo stanziato soprattutto tra Po e Mar Tirreno. Anche in questo caso, probabilmente, la verità sta nel mezzo: su di un iniziale, arcaico, sostrato paleo-mediterraneo “iberico” può essersi innestato un successivo, e robusto, strato ariano (anche linguistico) recato in ambito cisalpino dalle genti protoceltiche e italiche calate dai valichi alpini, tanto che l’etnonimo storico con cui i Liguri erano soliti denominarsi – ossia Ambrones – risulta molto simile a quello degli Umbri, con un termine indoeuropeo che richiama la presenza dell’acqua nei territori da essi abitati. Noti manufatti liguri sono le cosiddette statue-stele, tra cui quella di Taponecco (Apuania) è una delle meglio conservate.

I Liguri Apuani (secondo Guazzelli dal termine indoeuropeo *apua, similare a quello che trovasi alla base dell’oronimo appenninico, indicante “punta, cima, vetta”) erano un insieme di tribù liguri stanziate nell’odierno territorio di Lunigiana e Garfagnana, ove sorse il centro romano di Luni (noto per l’anfiteatro con, alle spalle, le Alpi Apuane). Parte di essi, una volta debellati dai Romani, venne deportata nel Sannio dopo il 179 a.C.

Gli Ingauni (il cui etnonimo, per Petracco Sicardi, è forse composto da una radice preindoeuropea *ing- seguita da un classico suffisso etnico celto-ligure -auno-, e che per qualche autore potrebbe essere accostato al nome dei reto-liguri Euganei) erano un’antica tribù ligure stanziata attorno al centro di Albium Ingaunum, l’odierna Albenga. Nota è l’isoletta di Gallinara, al largo della città ligure.

Gli Intemelii (o Intimilii, nome in cui è forse presente il termine celto-ligure *mellum, “collina, collina fortificata”) erano un’antica tribù ligure attestata in ciò che oggi è la moderna Ventimiglia (antica Albium Intimilium, dove Albium, a parere di Falileyev, riprende il classico toponimo ligure Alba, che in celtico vale “bianco”, e quindi “cielo”, ma anche “città capoluogo” o “città posta in alto”, per analogie con il bianco luminoso del cielo, appunto), ma che occupava anche il territorio che andava dal Varo, antico e vero confine occidentale d’Italia, alla vecchia Oneglia-Porto Maurizio, passando per Nizza e Montecarlo.

I Bagienni (o Vegenni, dall’indoeuropeo *bhagos, “faggio”, + suffisso del ligure antico -enn-) erano un’antica tribù ligure stanziata nella Valle del Tanaro, Piemonte sudoccidentale. Loro antica capitale Augusta Bagiennorum, oggi Bene Vagienna (che ha alle spalle il Monviso).

Gli Statielli (o Stazielli, Statiellati, etnonimo da qualcuno accostato alla voce latina statio, “luogo di dimora, soggiorno”) erano un’antica tribù ligure delle alte valli della Bormida che occupava una vasta area compresa tra Liguria appenninica e Piemonte meridionale, attorno all’attuale Acqui Terme (già Aquae Statiellae), dove sorgeva la loro capitale. La città è capoluogo dell’alto Monferrato e dell’Acquese.

La Pietra di Bismantova è una caratteristica montagna dell’Appennino reggiano che nell’antichità ricopriva un importante valore sacrale per i popoli cispadani, in particolare per i Liguri montani. Il toponimo sembra derivare dalla storpiatura del latino Suismontium, “monte del cinghiale” (per via della forma?), nome originale, e derisorio, dato dai Romani al curioso altopiano, difeso strenuamente dagli indigeni. Seppur oggetto dello scherno capitolino, esso divenne monumento della resistenza ligure ai conquistatori romani. Da citare, altresì, la tesi dello studioso Zavaroni, secondo cui Suismontium potrebbe corrispondere ad un ipotetico Mons Mocconius, dal celtico *moccos, “suino, cinghiale”, che è anche antroponimo.

Nota: le informazioni storiche, etnografiche e geografiche puntuali sono tratte da Wikipedia.

Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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