Paolo Sizzi a “Piazzapulita”

Il sottoscritto

Quella che sta per concludersi è stata una settimana impegnativa, per il sottoscritto, essendo passato per ben tre interviste effettuate dai media di regime: due interviste de La Zanzara di Cruciani e Parenzo e una ad opera del programma di La7 Piazzapulita. Qui parlerò di quest’ultima.

Mercoledì 27 novembre, mentre rincasavo dal lavoro, mi sono trovato tra capo e collo un giornalista di Piazzapulita con un cameraman, che praticamente sono irrotti in casa mia seguendomi alle spalle, essendo il cancello aperto. Sono stato preso alla sprovvista, così come mia madre che trovandosi due estranei in casa (abito in un rustico villino del contado bergamasco) usciva allarmata per vedere che accadesse.

Capendo la situazione mia madre, anziana e vedova, si è spaurita, venendo colta da sconforto, e di fronte alla telecamera ha espresso tutta la sua preoccupazione e sofferenza per via delle mie vicende giudiziarie (condanna, non definitiva, per offesa all’onore e al prestigio del PdR, Napolitano, e istigazione alla discriminazione razziale).

Questo, cari amici, suscita in persone normali ed oneste la persecuzione liberticida di chi si sfila dalle maglie dello status quo mondialista, finendo denunciato, condannato, esposto alla berlina mediatica. Leggi come la Mancino e il vilipendio delle istituzioni italiane sanzionano mere idee ed opinioni, e chi si macchia di tali “reati” non fa alcuna vittima, non danneggia né persone né cose: le uniche vittime sono gli stessi identitari, e i loro famigliari tirati in ballo nella caccia alle streghe.

Ho cercato di tranquillizzare mia madre, facendole capire (per l’ennesima volta) che io non dico nulla di male, nonostante certe esagerazioni del passato – anche se lei non sente ragione e teme per me, soprattutto in chiave lavorativa (perché un lavoro ce l’ho) – e che, francamente, dell’opinione altrui me ne sbatto allegramente i cosiddetti. L’odio o il disprezzo che le reti sociali possono vomitare su di me non mi tange, anche se fa capire chi, per davvero, è vittima di persecuzioni, di insulti, calunnie, minacce, bullismo internettiano e squadrismo fucsia da tastiera.

Dopo la scena patetica scatenata dall’intervento dei due figuri di La7 – che pensavo non venisse filmata e poi mandata in onda, avendo detto di non coinvolgere il genitore – ho comunque deciso di rilasciare un’intervista di un quarto d’ora circa, fuori dalla mia abitazione, in cui ho esposto il mio pensiero völkisch, la bontà della battaglia lombardista, la necessità di un Italianesimo etnofederalista e la mia passione per l’antropologia fisica e la genetica delle popolazioni.

Pur comprendendo come il rischio del taglia e cuci fosse concreto, ho deciso di affrontare le telecamere, nonostante tutto e tutti, e ho illustrato il mio punto di vista, anche in merito alle domande che mi venivano fatte. Si è parlato di craniometria e craniologia, di antropologia fisica, di genetica delle popolazioni, di Ebrei (Segre) e di Balotelli, del concetto di cittadinanza e nazionalità, di endogamia e di altri aspetti emersi dalla mia visione del mondo, ripescando miei vecchi cinguettii su Twitter.

Ultimata l’intervista, i due se ne sono andati e io sono rincasato. Una settimana dopo, giovedì 5 dicembre, ho visto il servizio su La7, anticipato dagli spot della trasmissione, Piazzapulita. Il sottoscritto è stato presentato dissotterrando un vecchio filmato che circola su YouTube, sulla mia fase lombardista radicale, praticamente un video di quasi 8 anni fa, e mostrando alcuni tweet del vecchio profilo Twitter, in pratica andati perduti (essendo stato cacciato da quel social), ma salvati dalla “preziosa” opera dell’Osservatorio antisemitismo. La cornice? Il tema dell’odio, ovviamente.

Sì, perché è stato proprio tale osservatorio democratico (?), ossessionato dai neonazisti virtuali o presunti tali e malato di censura, a dare l’imbeccata al giornalista Alessio Lasta, questo il suo nome, indirizzandolo verso di me, al fine di confezionare un servizio in cui si mettesse alla gogna pubblica il “nazi” disadattato di turno per fare notizia. Sono stato presentato come un nazista, un odiatore, un leone da tastiera che vomita bile su Internet (come se mi fossi mai nascosto dietro avatar e nickname, peraltro!), un disagiato sociale, accostandomi a personaggi controversi e facendo passare il messaggio che, da un momento all’altro, potrei passare all’azione, come se l’identitarismo fosse odio e la passione antro-genetica fosse il prodromo alla violenza.

Dell’intervista, ovviamente, sono stati mandati pochi spezzoni raffazzonati, evidenziando faziosamente i passaggi più pruriginosi, se vogliamo, ancorché espressi in tutta calma, lucidità, razionalità, senza deliri e senza atteggiamenti nazisteggianti. Hanno trasmesso i frangenti in cui ho parlato di endogamia all’europide, affermando l’importanza della salvaguardia anche biologica della propria identità (caucasoide bianca, italica, lombarda); la necessità di difendere il concetto di razza, come subspecie, che non è nulla di nazista e hitleriano – checché ne dica l’intervistatore – ma è realtà antropologica, genetica, biologica appunto (mentre etnia è un concetto più culturale che altro); la differenza tra cittadinanza (carta) e nazionalità (sangue), sottolineando come la Segre, ebrea italiana, sia di cittadinanza italiana ma di nazionalità giudaica, così come un Balotelli nato e cresciuto in Italia sia negroide ghanese, e non italico per sangue.

Non mi sembra proprio di aver affermato delle castronerie perché la stessa genetica delle popolazioni ci dice come esistano Ebrei distinti in vari rami (Aschenaziti e Sefarditi, i principali, ma anche gli Italkim, cui la Segre appartiene) e soprattutto dai popoli europei, essendo una popolazione sì ibrida ma comunque situata, come cluster genetico, tra Sud Italia e Levante. E questo vale per tutte le popolazioni del globo che possono essere delimitate sia dalla genetica che dall’antropologia fisica, che passa pure per l’analisi del cranio.

Infine, una battuta sulla Segre che, senza addentrarmi nel suo passato che rispetto tranquillamente, oggi è un’anziana signora longeva e distinta, rispettabile, ma dai propositi a mio avviso troppo bellicosi verso la libertà d’espressione, che non è libertà di insultare ma libertà di dire, ad esempio, che gli Ebrei sono un’etnia a sé stante, distinta dagli Italiani (che a loro volta si distinguono in differenti etnie), ponte tra Levante ed Europa. Questo è forse odio? Affermare che esistono razze, sottorazze e profili fenotipici peculiari, nonché etnie innervate proprio sul concetto di sangue e, naturalmente, di cultura è istigazione a fare del male, a passare all’azione? Ma che stiamo dicendo? Questo è un delirio bello e buono.

Terminata l’intervista, in cui il Lasta si è dimostrato chiaramente prevenuto, ignorante, partigiano e censore, ecco il commento in studio di eminenti esperti di antropologia e genetica: Laura Boldrini, Arianna Ciccone, Valentina Petrini, Gennaro Sangiuliano e un giovane sovranista meloniano di cui non ricordo il nome. Conoscevo solo la Boldrini, che ovviamente può vantarsi di essere una gigantesca testa pensante in materia di sangue, suolo, spirito.

Orchestrati dal Formigli, il conduttore, indeciso sul come classificarmi (scemo o futuribile criminale nazista), i presenti si producono in tutta una serie di beceri luoghi comuni, conditi da insulti, e continuano a mescolare il sottoscritto con neonazismo, fascismo, suprematismo bianco, Hitler, Mengele, e gente che fa della violenza o aizza a farla. Io ho avuto guai giudiziari, è vero, ma per mere questioni di opinione; sicuramente, ai tempi, ho esagerato ma non ho mai fatto il nazifascista della mutua o il suprematista alla lombarda, non ho mai propagandato odio, e tanto meno lo faccio ora!

Piuttosto infervorata è la signora Ciccone che vuole liquidarmi alla stregua di personaggio folcloristico preso per i fondelli da tutti (tutti chi? i guitti antifascisti di Twitter, probabilmente, quelli che si vantano di essere democratici e liberali ma poi fanno le crociate per bannare e sospendere in perpetuo, dimostrando come dietro le “prese per il culo” vi sia comunque una grande paura per tematiche spinose e poco simpatiche come etnonazionalismo, antro-genetica e razzialismo, che sono sonori pugni nello stomaco al pensiero unico antifa e al mondialismo, con le sue perversioni) che non merita alcuna visibilità.

A questa signora dico che censura fa rima con paura e, pur concordando sul fatto che io sia innocuo perché lo sono totalmente, ribadisco che le tematiche da me trattate stanno profondamente sulle gonadi, ma non perché odio, istigazione alla violenza, neonazismo o altre assurde accuse di questo genere, ma perché vanno a sbugiardare clamorosamente tutte le balle antirazziste e antifasciste, tutte le narrazioni liberali e progressiste, tutte le costruzioni e sofisticazioni del politicamente corretto e della retorica resistenziale, che in questo Paese è una vera e propria droga, nonché una forma di dittatura che vuole eliminare tutto quello che esula dal contesto “democratico” (ossia schiavo dell’alta finanza), e infatti gli ospiti in studio condannano pure il comunismo, altro nemico mortale del capitalismo e dell’imperialismo americano, quanto nazionalsocialismo e fascismo.

Formigli insiste dandomi del povero scemo, e dimostrando una grandissima profondità intellettuale, mentre questa Ciccone continua a minimizzare riducendomi al rango di macchietta senza alcun peso ed importanza; in entrambi i casi stiamo parlando di ignoranti abissali che nulla sanno di ciò di cui mi occupo, e nulla sanno di antropologia, di genetica, di etnonazionalismo, però parlano, parlano e dicono un mucchio di castronerie, assieme al giovane meloniano che prende le distanze da me difendendo il suo miserabile partitello sovran-sionista amante della Repubblica Italiana, della Costituzione e di tutta la chincaglieria partigiana, dicendo che la sua capa, la Meloni, nulla ha a che fare con l’etnonazionalismo. E meno male, diamine!

Scemo, scemo del villaggio, pazzo, personaggio folcloristico, nazista, soggetto dalle opinioni criminali, le ficcanti argomentazioni dei presenti in studio si sprecano, senza che nessuno entri nel merito della questione: odio? nazismo? razzismo? no no, nulla di tutto questo, parlo del preservazionismo etno-razziale fondato su basi scientifiche e biologiche che non è sacrosanto perché lo dice Sizzi ma perché lo suggeriscono la realtà che viviamo ogni giorno, una realtà fatta di globalizzazione che sradica, calpesta, infanga e distrugge l’identità in tutti i suoi aspetti, un’opera infame di demolizione supportata sia dai guitti di sinistra che dai guitti di destra, pecoroni statali della baracca tricolorita, entità coloniale di proprietà Usa e Nato.

La trasmissione intendeva stigmatizzare l’esistenza dei “nazisti del web” ma, detto francamente, è stata solamente la messa in onda di una sceneggiata spoetizzante in cui una persona, io nella fattispecie, viene linciata senza contraddittorio sparando nello spazio le più becere banalizzazioni e ridicolizzazioni, senza, ripeto, entrare nel merito della vera questione che è la salvaguardia dell’identità e della tradizione di un popolo, di una comunità, in tempi di globalizzazione galoppante che non lascia spazio all’orgoglio etno-razziale.

Del resto perché si parla tanto, a vanvera, di fantomatico pericolo fascista o nazista, in Italia? Perché bisogna far guardare da un’altra parte, e perché si creano finti problemi con lo scopo di incanalare l’odio della gente verso il capro espiatorio “nazista”, lasciando belli tranquilli i veri nemici del Paese che sono gli squali, i banchieri, i finanziocrati, i mondialisti, gli imperialisti euro-atlantici, la mafia nelle sue varie sfumature.

Qualcuno mi dice che avrei fatto meglio a non farmi intervistare; il problema è che il servizio, questi, lo avrebbero fatto comunque, e se li avessi cacciati a malo modo avrei dato l’idea del tizio che si spaventa ed evita di parlare, esprimendo il suo dissenso a questo sistema. Io approfitto di tutte le situazioni propizie per divulgare il messaggio etnonazionalista, che si costruisce anche sulle basi biologiche, e francamente la figuraccia la fanno questi soliti giornalisti appecoronati alla volontà dei tecnocrati antifascisti, che non sanno nulla, non sanno di cosa uno parli, tentano di mettergli in bocca cose mai nemmeno pensate e fanno della retorica cosmopolita da quattro soldi.

Un discorso che può essere fatto anche per le due chiamate di Cruciani (che mi aveva già chiamato nel giugno 2015), dove lui e Parenzo si dimostrano i veri fanatici intolleranti, ignoranti come caproni, che più di insultare, coprire la voce dell’interlocutore con la propria, e buttare in vacca discussioni molto profonde e degne di attenzione, non possono fare.  Tra l’altro, anche qui, solito taglia e cuci, senza dare lo spazio che merita alla basilare questione del sangue. Chiaramente il loro programma radiofonico è quello che è, fatto di satira, provocazioni e banalizzazioni, ma non sarebbe male cercare di confrontarsi seriamente evitando a ogni spron battuto di aggredire verbalmente a vuoto, senza che, peraltro, vi sia da parte di chi parla (io) arroganza, presunzione, protervia. Io cerco solo di propagare il messaggio etnonazionalista, che ovviamente si avvale anche della scienza per corroborare le proprie idee.

L’antropologia fisica e la genetica delle popolazioni meritano rispetto, perché sono branche scientifiche, così come meritano rispetto l’etnonazionalismo, l’identitarismo sangue e suolo e il comunitarismo. Chi si approccia a questi contesti colmo di pregiudizi dettati da superficialità e ignoranza crassa non andrà da nessuna parte, e non capirà mai come lo studio dell’uomo, anche in chiave biologica, sia fondamentale soprattutto oggi, con lo scopo di annichilire tutte le fesserie egualitariste della vulgata progressista, antifascista, liberale.

Da ultimo una precisazione: circola una bufala secondo cui io avrei detto, in merito all’argomento Liliana Segre, che “i campi di sterminio sono una fandonia come l’11 settembre”; questa affermazione mi è stata attribuita da un giornalista di Repubblica, Piero Colaprico, che si è basato su questo commento Facebook (il primo), postato da un tal Daniele (cognome cancellato) collegandolo, non so come, al sottoscritto.

Tutto ciò voleva forse essere una trappola architettata contro il sottoscritto per presentarlo come mostro nazista da sbattere in prima pagina? Se così fosse il trabocchetto non ha funzionato perché, nonostante i soliti mezzucci giornalistici, credo proprio di aver detto la mia in una maniera sobria, equilibrata e ben lontana sia dallo stereotipo del neonazi che da quello della macchietta da tastiera. Sta alla gente obiettiva farsi un’idea circa la mia condotta, nella personale convinzione che nelle mie parole non vi sia alcuna forma di odio, discriminazione e incitamento alla violenza, ma solamente e semplicemente tanto amore per la natura che sta alla base di una sana visione del pianeta Terra e di chi lo abita.

Eccovi, infine, i link delle interviste:

Piazzapulita

La Zanzara 1

La Zanzara 2

Lascio giudicare a voi il taglio giornalistico assunto da questi personaggi, e se qui il problema vero sia io o, piuttosto, la dittatura dell’imperante pensiero unico che si serve di cervelli succubi incapaci di animare soggetti per davvero liberi. Il vero dispotismo sta nell’antifascismo e nella sua macchina del fango, produttrice di leggi liberticide, giustificate da una presunta superiorità sinistroide e/o liberale, e di prodotti “culturali” affetti da faziosità cronica, dove i buoni e i belli sono i complici del regime mentre i brutti e i cattivi tutti quelli che sfuggono alle maglie di questa fosca temperie occidentale.

Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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59 risposte a Paolo Sizzi a “Piazzapulita”

  1. Anonimo ha detto:

    Sìma non si presenti come esperto di antropologia genetica, perchè se lo fosse non parlarebbe di “sangue italiano” che semplicemente non esiste!

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Non sono un antropologo o un genetista, ma so di cosa parlo. Dove avrei detto che esiste un’etnia italiana (a proposito di “sangue italiano”)? L’Italia è un contenitore storico e culturale, civile, di diversi ceppi etno-culturali (6), e quindi esiste il sangue dei popoli italiani.

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  2. Godan ha detto:

    È difficile cavarsela coi giornalisti…

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Più che altro è difficile trovare giornalisti senza pregiudizi, retorica e ignoranza abissale in materia di etno-antropologia e di genetica.

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      • Godan ha detto:

        Eh sì, ma soprattutto hanno il coltello dalla parte del manico e con questi servizi riuscirebbero a far apparire anche il peggiore dei criminali come un santo, o il contrario. La cosa migliore sarebbe venir intervistati in studio, però so che non è cosa semplice.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Figurati se mi intervistano in diretta… Questi devono tagliare, cucire, raffazzonare e poi dare in pasto agli ospiti in studio, che ovviamente sono tutti contro.

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  3. luca.tart@yahoo.it ha detto:

    una mia impressione sembrava quasi che fossero rimasti male difronte alle tue risposte e alla tua persona seria e composta. Sarebbe una cosa bella se ti ospitano in quella trasmissione per un intervista un po’più seria e senza tante omissioni e tagli alle tue risposte .(Dopo va be è già la seconda intervista che ti riguarda che vedo in tv che la trasmettono come vogliono loro).

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  4. Stefano Romoaldi ha detto:

    L’unica cosa che mi fa piacere è sapere che non hai ricevuto alcuna condanna in via definitiva, per cui spero proprio che tu stia raggiungendo la prescrizione. Non sarà un traguardo ammirevole, però è sempre meglio di una condanna in terzo grado per entrambi i processi, che ti porrebbe a rischio della tua libertà, solo per due cose scritte in rete. Perchè tanto quelli non assolvono mai a priori, purtroppo.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Il processo è uno, sempre quello, principiato nel 2013, per vilipendio del PdR e Mancino. Vedremo come andrà a finire il tutto.

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      • Stefano Romoaldi ha detto:

        Io pensavo a due processi distinti, ossia uno in cui ti si accusava con la legge Mancino e, il secondo, in cui appunto si parlava di vilipendio verso il PdR. La contestazione del reato è a partire dal 2013 o prima ancora?

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        La caccia alle streghe comincia nel 2010, con segnalazioni di massa alla questura di Bergamo da parte di alcuni studenti di sinistra dell’ateneo cittadino.

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  5. Stefano Romoaldi ha detto:

    La contestazione giudiziaria comincia da quando hai ricevuto l’avviso di garanzia e la perquisizione in casa. La Mancino si prescrive dopo 7,5 anni dall’inizio delle indagini, come tutti i reati che hanno pena massima 4 anni. E forse il Vilipendio richiede qualcosa di più, perchè la condanna massima è di 5 anni.

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  6. Stefano Romoaldi ha detto:

    Qui puoi calcolare i tempi effettivi, attraverso questo sito:
    https://www.avvocatoandreani.it/servizi/calcolo-prescrizione-reati.php
    Tecnicamente, una persona può rifiutare la prescrizione e fare andare avanti il processo, sino al terzo grado di giudizio. Per il Vilipendio lo fece Storace, ottenendo dopo nove anni un’assoluzione. Il rischio è ricevere la condanna e poi, per una stupidaggine, finire in carcere. Un po’ come Corona, che ha avuto un cumulo di condanne definitive ed è finito per quello in carcere. Per cui, consiglio di cuore, meglio accettare la prescrizione e chiuderla lì, visto che il sistema cerca di far durare in eterno i processi, per tenere la gente con le “palle” strette.

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  7. baldrdathule ha detto:

    Ma non serve l’autorizzazione dell’intervistato per mandare in onda una intervista?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Quando mi intervistarono per le “Invasioni barbariche” mi fecero firmare una liberatoria, ma era una intervista concordata. In questo caso è stata una vera e propria incursione, con tanto di pedinamento.

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      • cartonato ha detto:

        E non serve anche in questo caso una liberatoria/autorizzazione? Cioè a fine intervista non potevi semplicemente dire “no non vi autorizzo a mandare in onda l’intervista che mi avete fatto”?

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Stando anche al filmato tutto parte dall’Osservatorio antisemitismo, che ha fatto il mio nome al giornalista. Anche se non avessi rilasciato alcuna intervista questi irrompevano in casa mia comunque e mandavano comunque il filmato dove mi si vede con mia madre (che ha paura per il lavoro, visti i miei infortuni giudiziari). Potevo anche cacciarli a malo modo, e questi filmavano il tutto e lo mandavano in onda. Si sono appostati fuori da casa mia e mi hanno pedinato, probabilmente per giorni. Piuttosto di far la figura di quello che di fronte alle telecamere si spaurisce e non fiata ho preferito dire la mia, tenendo in considerazione che qualcosa avrebbero mandato comunque. E poi è tutta pubblicità.

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      • cartonato ha detto:

        Vabbè che stronzi

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Giornalismo terroristico di regime. Il fatto di aver coinvolto mia madre in questa storia è imperdonabile, una mossa davvero spregevole. Il momento iniziale del filmato che mi riguarda andava tagliato senza se e senza ma, anche perché sono stato preso alla sprovvista da questi due figuri, e nemmeno pensavo stessero filmando il tutto.

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  8. MrWolf87 ha detto:

    Solidarieta’ a te e a tua mamma. Spero si sia ripresa dallo spavento.
    Ciao

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  9. La prossima volta, per evitare che le tue interviste vengano modificate tagliando pezzi per te importanti, potresti registrarle per pubblicare sul tuo blog previo consenso dell’intervistatore.

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  10. baldrdathule ha detto:

    Complimenti per il coraggio e la chiarezza delle sue parole in risposta alle domande dello scriba de La7.
    Onore a lei.

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  11. Daniele ha detto:

    Grande Paolo, ti stimo un sacco!

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  12. baldrdathule ha detto:

    Tal Francesco Giubilei, a Piazza Pulita”, la definisce “criminale”. Un ipocrita che meriterebbe una bella denuncia.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Il giovane meloniano, sì. Questo fa capire che morchia siano sovranismo e conservatorismo all’itagliona, schifezze atlanto-sioniste fondate sullo stato (non sulla nazione) che prendono – e meno male! – le distanze dal nazionalismo etnico e dal comunitarismo sangue e suolo.

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  13. Gino ha detto:

    Ti faccio i complimenti Paolo per la tua lucidità e per la calma che hai saputo mantenere di fronte a questi attacchi.

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  14. Cossigantica ha detto:

    Mi dispiace molto davvero per Lei e per la sua povera mamma, Signore Sizzi. Impari a memoria i versi classici della migliore tradizione italiana; vedrà, è un gran sollievo la poesia in un mondo prosaico fatto apposto per mercanti e mercenari:

    “Fama di loro il mondo esser non lassa
    Misericordia e giustizia li sdegna
    Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”

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  15. Anonimo ha detto:

    A proposito di poesia e del sommo poeta fiorentino, Lei, Paolo Sizzi, Lombardista e Italianista dovrebbe farsi intervistare in televisione, magari a “Roma ladrona” da “Lor Signori” recitando la “Commedia”.
    Le suggerisco, questi versi immortali:
    “Se mal cupidigia altro vi grida,
    Uomini siate e non pecore matte,
    si che il Giudeo….”
    Sono sicuro che se recita Lei, e non Roberto Benigni, la “Commedia” di Dante Alighieri, troveranno sempre uno qualunque in televisione per sostenere davanti all’italia attonita che il padre della lingua italiana era digià il primo “neonazista” della storia nell’anno domini 1307. Sono sicuro che ne troveranno sempre uno qualunque per dirlo. Si consoli, Paolo Sizzi, fiero Bergamasco, Lombardista e Italianista… Oggi ci sarebbe anche la gogna mediatica per Dante Alighieri, Fiorentino.

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  16. Anonimo ha detto:

    Onore alla sua schiettezza bergamasca, Paolo Sizzi, in un mondo zeppo di pavidi ed ipocriti. Però si metta il cuore in pace, loro sono per adesso i più forti e sono ben capaci di fargli perdere il lavoro e gli affetti familiari, denigrandolo. Amare la sua gente, gli umili, il dialetto, il paese natio, le tradizioni tutte cose difese da un uomo di sinistra come Pasolini negli anni settanta, ormai è visto come “criminale”, “razzista”, “neonazista” , l’inizio del “crimine contro l’umanità”. Come mai ciò che era sentire comune viene criminalizzato oggi? mi chiederà Lei. Così è perché è così. Non c’è più nessun perché nel mondo degli “zombies”, dei delatori gratis o stipendiati, delle macchine. Semplicemente è così perché l’hanno deciso “Loro padroni”. Tutto qui.

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  17. Anonimo ha detto:

    “La gente nuova e i sùbiti guadagni
    Orgoglio e dismisura han generato
    Fiorenza in in te, si che
    Tu già ten piegni”

    Versi scandalosi, “neonazisti” e “antimigranti”, quasi antisemiti di un poetuccolo da strapazzo del trecento che tuttora vengono letti alle medie. Che ne dice la televisione italiana? Che ne dice la Ministra dell’insegnamento pubblico. L’Italia è un paese razzista, Vergogna!
    Occorre vietare lo zoticco toscanaccio Dante Alighieri, vero “neonazista” provinciale quanto lo zoticone Lombardista e “neonazista” della Valle Brembana, Paolo Sizzi. Mi vergogno di essere italiano quando leggo i ghirigori, il lezzo infame di Dante Alighieri e di Paolo Sizzi. A piazzale Loreto, Paolo Sizzi e Dante Alighieri. All’ingiù. Vergognati Italia!
    Io non ne posso più di Dante Alighieri e di Paolo Sizzi. In culo al nazifascismo!

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  18. Solidarietà a te Paolo Sizzi e tutta la tua famiglia. Non mollare!!

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  19. Noi abbiamo conservato (e rivenduto) quasi tutti i tuoi post.
    Grazie di esistere Paolo!

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  20. Anonimo ha detto:

    Ogni giornalista che vedo si dimostra un verme. Banda di meschini, vigliacchi e più di tutto bugiardi. Solidarietà a te e a tua madre per l’aggressione che avete ricevuto

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  21. Belstaff ha detto:

    Hai tutta la mia solidarietà, Paolo. Vorrei poter fare qualcosa per cambiare questo sistema, così come tanti di noi. Le persone sveglie comprenderanno, dall’intervista, la pochezza morale e culturale degli intervistatori.
    Per ora, sono loro ad avere il coltello dalla parte del manico, sono loro i più forti, ma le cose cambieranno. La notte deve pur passare e al sorgere del sole, le loro bugie verranno alla luce.
    Mi dispiace per lo spavento che ha preso tua madre, essendo anche io una persona che non nasconde affatto le sue posizioni (molto molto vicine alle tue) vedo spesso mia madre preoccuparsi per me. Mi sono immedesimato molto in quello che è successo. Ignobili e vigliacchi a far spaventare così una signora anziana.

    Hai tutta la mia stima e la mia solidarietà.
    Saluti da Napoli.

    Sempre avanti Italia.

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  22. Anonimo ha detto:

    Complimenti caro Sizzi per le tue riflessioni azzecate e spiritose su Twitter gran lombard; tu dimostri appunto ai tuoi delatori e calunniatori che sei sul serio “un gran lombardo”. Lieto di leggerti, Paolo.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Ti ringrazio, anche se “granlombard” è da intendersi come autoctono della Grande Lombardia, ossia della Lombardia etnica e storica (Nord Italia).

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  23. Anonimo ha detto:

    Evviva allora la Grande Lombardia in un Italia federale risorta, abitata da Gran Lombardi come te, e non da meschinelli come purtroppo ce ne sono fin troppi in giro!

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  24. Fabrizio ha detto:

    A coloro che e ti hanno offeso in trasmissione perché non fai una bella querela? Il reato di diffamazione ancora esiste, articolo 695 codice penale.
    Potresti denunciare anche il giornalista che ti ha intervistato paragonandoti (o comunque collegandoti) a Mengele e Hitler…

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Sto valutando infatti. Non mi è andata giù la messinscena che hanno scatenato, tra recupero di roba vecchia (video e screen), coinvolgimento della sfera privata ed insulti vari in studio. Vedremo.

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      • Fabrizio ha detto:

        Sì ma se vuoi farla ricorda che non hai molto tempo. Solo 3 mesi da quando la trasmissione è andata in onda (e nel caso del giornalista che ti ha intervistato 3 mesi dal giorno dell’intervista)

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  25. Anonimo ha detto:

    Complimenti per i tuoi post eccelsi su twitter, ma il tuo post “sul sangue italico sparso sui campi di Battaglia” che ci accomuna oltre il tempo oltre la storia” (più o meno così) è grandioso e emozionante. Un motto per gli Italiano ben nati. Mettilo nel tuo blog Il Sizzi, in evidenza.

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  26. baldrdathule ha detto:

    Riguardo l’intervista a “Piazza Pulita” e noto che a confrontarsi sono un uomo e un verme.
    Tanto di cappello, Paolo!

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  27. Anonimo ha detto:

    Gli antifascisti da tastiera ed altri no-fa stipendiati o gratis, questi luridi delatori e disgustosi odiatori degli Italiani e dell’Europa vera che si spacciano per angioletti, li stai smascherando e ridicolizzando su Twitter. Gustosissimi e spassosi cinguettii, Paolo.

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