Il Sannio

Regio IV Samnium

Regio IV Samnium, comprendente il Sannio etnico e anche l’odierno Abruzzo, tutto il Molise, la Sabina – ma non Benevento e l’Irpinia, e la parte settentrionale della Lucania (Vulture) che, pur essendo etnicamente Sannio, rientravano nella Regio II Apulia et Calabria – ossia il cuore montagnoso, appenninico, dell’Italia centromeridionale. Chiaramente questo territorio era dominato dall’elemento sannitico (ceppo sabellico, lo stesso dei Sabini, anche etimologicamente).

Popoli antichi

I Sanniti (nella loro lingua chiamavano il Sannio Safinim, dalla radice italica *sab-/*saf –che sembra riferirsi al concetto di “tribù”, come il germanico “Sippe“; la radice indoeuropea *swe-bho, “proprio”, torna nell’etnonimo sabino, sabellico – quindi ancora sannitico – svevo, semnone, sueone, serbo, sorbo ecc., come suggerisce Pokorny) erano un antico popolo italico del ceppo osco-umbro-sabellico al pari degli affini Sabini (e, del resto, i Sanniti erano definiti anche Sabelli) stanziato nella regione storica meridionale che da essi prese il nome. Gli svariati popoli italici insediati in antico lungo l’Appennino centrale e meridionale nacquero da diversi fenomeni migratori di un unico grande ceppo italico villanoviano, riconducibili al modello del ver sacrum, a partire dall’odierna Sabina. La primavera sacra si svolgeva sotto il segno di Marte e con la guida di un animale totemico (lupo, cinghiale, toro-bove, orso, cervo, picchio).

Gli Irpini (dall’osco hirpus, “lupo”, loro animale totemico posto a capo del ver sacrum, secondo Devoto) erano una tribù sannitica stanziata in Irpinia, praticamente l’odierna provincia di Avellino. Nel loro territorio rientrava il suggestivo Altopiano di Laceno, unica frazione di Bagnoli Irpino. Una curiosità: tra gli Irpini v’era la tribù dei Taurasini, il cui etnonimo era riferito ad un altro importante animale totemico ariano, il toro. Da essi il toponimo Taurasi, sempre irpino, che è etimologicamente accostabile alla Taurasia (cioè l’antico Piemonte) dei celto-liguri Taurini.

I Caudini (forse dall’indoeuropeo *kau, “tagliare”, con riferimento alle gole montagnose del territorio caudino, secondo Sciarretta) erano una tribù sannitica situata nell’area campana del Monte Taburno e dei Monti Trebulani, lungo il Volturno, in un territorio compreso tra Beneventano e Casertano. Il loro nome è divenuto famoso per via delle note Forche Caudine, strettoia valliva ove i Sanniti sconfissero e umiliarono i Romani. La Valle Caudina vista dal Partenio (Avellino) presenta il Taburno sullo sfondo e alla sua sinistra la Gola dell’Isclero. Probabilmente la famosa battaglia ebbe luogo presso la Stretta di Arpaia, tra i monti Tairano e Castello. Loro animale totemico il cinghiale (latino aper, da cui Abella, odierna Avella).

I Pentri (forse da una voce italica similare alla radice celtica *pen- che indica montagne, sommità, rilievi e quindi “montanari”, secondo Salmon) erano una delle quattro tribù sannitiche, assieme a Caudini, Carricini e Irpini, stanziata tra Molise e Abruzzo, soprattutto attorno all’area di Isernia. Loro animale totemico il toro (o il bove, da cui Bovianum, odierna Bojano).

I Carricini (o Caraceni, dalla nota radice indoeuropea *karra, “pietra, masso”, presente anche nel celtico) erano una delle quattro tribù sannitiche, stanziata tra il fiume Sangro e le pendici della Maiella, nel basso Abruzzo. Oggi sono ancora visibili i resti del foro di Juvanum, antico centro carricino settentrionale, in provincia di Chieti.

I Frentani (secondo Plinio il Vecchio dall’idronimo Frento/Fertor, l’odierno fiume Fortore, che pare identico al latino *fertor ossia “che porta”) erano un antico popolo di lingua osca affine ai Sanniti. Abitavano nel territorio compreso tra Abruzzo sudorientale e Molise, proprio dove sono ubicati i Monti Frentani.

I Larinati (da Larinum, odierna Larino, il cui etimo, secondo Comuni-Italiani.it nasce dall’incrocio tra il greco larinos, “forte”, e il latino laridum, “lardo”, con il significato di “fortezza”; oppure da un etrusco *lar-, “capo”, radice presente anche nel nome celtico Larius, “condottiero”) erano un antico popolo sannitico assai affine ai Frentani ma fieramente indipendenti dai popoli circostanti. Occupavano l’area di Larino, come ricordato, in provincia di Campobasso (basso Molise). Da segnalare l’anfiteatro romano di Larinum.

I Picentini erano un antico popolo sannitico che, pare, come per quanto riguarda i Piceni, avevano il picchio come animale totemico. I Monti Picentini, gruppo montuoso dell’Appennino campano compreso tra Irpinia e Monti Lattari (penisola sorrentina), prendono il nome proprio dai Sanniti picentini.

Gli Alfaterni, il cui etnonimo deriva, per Sciarretta, dall’osco alfu, “bianco”, + tema idronimico indoeuropeo *ater, “fiume”, con riferimento al Sarno, risiedevano nell’Agro nocerino-sarnese, tra area vesuviana e Monti Lattari. Loro precipuo centro era Nuceria Alfaterna (odierna Nocera Superiore), dove, sempre secondo Sciarretta, Nuceria deriva dall’osco-umbro *noukria, composto da indoeuropeo *neu, “nuovo”, + *okr-, “fortezza”.

Nota: le informazioni storiche, etnografiche e geografiche puntuali sono tratte da Wikipedia.

Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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