Apulia e Messapia

Regio II Apulia et Calabria

Regio II Apulia et Calabria, costituita dalla Daunia (Foggiano e Gargano), dalla Peucezia (Terra di Bari), dalla Messapia (Salento), all’epoca chiamata Calabria, con coronimo dal gusto greco, e dall’odierna provincia di Avellino (Irpinia), che però era sannitica. Il toponimo Calabria, nel VII secolo dopo Cristo, passò a designare, coi Bizantini, l’antico Bruzio, mentre la Puglia rientrava nel dominio longobardo.

Popoli antichi

Gli Iapigi (dalla nota radice protoindoeuropea *ap-, “acqua, fiume”, secondo gli studiosi) erano un popolo illirico giunto dai Balcani in Puglia, a cui diedero il nome (il latino Apulia è l’esito osco-sabellico di Japigia, coronimo di origine illirica con assonanze daco-misie). Si suddividevano in Dauni stanziati nel Gargano e nel Foggiano, Peucezi nella Terra di Bari e Messapi nell’odierno Salento. Oria, sita tra Murge e Salento, è il più antico centro iapigio.

I Dauni (secondo Ferri dalla voce indoeuropea dhaunos, “lupo”, loro animale totemico) erano la tribù illirica della Japigia/Apulia posta più a nord (nell’odierno territorio foggiano). Sono noti per le classiche stele daunie, decorate con notissimi simboli indoeuropei quali, ad esempio, lo swastika, il fiore della vita e altri dischi solari, e le immancabili anatrelle, connesse alla celeste ideologia ariana e quindi al culto dei morti (incinerati).

I Peucezi (o Pedicoli, forse da un dispregiativo usato dai Greci e significante “pidocchi”, per Strabone, ma Gemmellaro evoca invece un indoeuropeo peukos, “pino” o “abete”) erano la tribù iapigia centrale nel quadro dell’antica Puglia, ubicati nell’odierna Terra di Bari. La cosiddetta Tomba delle Danzatrici di Ruvo di Puglia, nota per i suoi affreschi, si trova in territorio peuceto.

I Messapi (dalle radici protoindoeuropee *mes-, “mezzo”, e *ap-, “acqua”, dunque letteralmente “luogo tra le acque” o “tra due mari” > Messapia) costituivano la parte terminale meridionale delle tribù illiriche iapigie giunte in Apulia e Salento (l’allora Calabria, alla greca). I Messapi erano situati tra le Murge, parte del Tarantino e ovviamente nel Salento. Animale totemico messapico era la Cervarezza, la cerva bianca, posta a guardia del Fonte Pliniano di Manduria. Interessante notare come il toponimo Brindisi derivi da quello dell’antica Brention messapica il cui significato è “testa di cervo”, con riferimento alla forma del porto, secondo Alessio.

L’antica Calabria (cioè il Salento) era abitata anche da una tribù diversa dagli illirici Messapi quale quella dei Sallentini. Sembrerebbe, a parere di Cosmai, che il toponimo Salento derivi dal messapico col significato di “mare” (latino salum). Il toponimo Calabria, invece, viene tradizionalmente associato alla radice preromana (presumibilmente anariana) *calabra-/galabra- col significato di “roccia, concrezione calcarea”, a parere di Battisti e Alessio. Tacco e punta d’Italia vanno distinti dal Sud intermedio in quanto Meridione estremo greco-italico, assieme alla Sicilia.

Nota: le informazioni storiche, etnografiche e geografiche puntuali sono tratte da Wikipedia.

Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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