L’areale etnico dell’Ausonia

Abruzzo

Abruzzo. Territori di: Pescara/Aternum (capoluogo), Chieti, Teramo, area aquilana orientale + brandello molisano del territorio di Rionero Sannitico (l’Abruzzo linguistico, insomma). Dal nome dei Pretuzi, popolo osco-umbro il cui etnonimo allude all’antico centro teramano di Aprutium, ad indicare una terra ricca di cinghiali, vedi latino aper.

Simbolo: il Guerriero di Capestrano, simbolo artistico dell’Abruzzo. Ritrae un principe-guerriero italico di probabile origine sabellico-picena. Da ricordare che in Abruzzo trovarono spazio gli ario-italici Pretuzi, Vestini, Marsi, Peligni e Marrucini (con un dominio piceno sul Teramano).

Bandiera: il vessillo etnico dell’Abruzzo con il cinghiale (tratto dallo stemma dell’Abruzzo Citeriore, antica unità amministrativa meridionale), un secolare simbolo di questa etno-regione.

Sannio

Sannio. Territori di: Benevento (capoluogo), Avellino, Campobasso, Isernia + Matese, Vulture e territori sannitici pugliesi. Prende il nome dagli Italici osco-umbri Sanniti che come per “Sabelli” (loro sinonimo) e “Sabini” deriva da una radice indoeuropea conservata nel germanico sibja, “parentela di sangue”. Interessante il superstrato longobardo della zona.

Simbolo: il noce “delle streghe”, uno dei simboli più suggestivi del Beneventano, frutto dell’antico tradizionalismo pagano; i Longobardi del Ducato vennero accusati di preservare i loro antichi miti tra cui il culto degli alberi sacri e l’adorazione delle vipere (da cui il Biscione, il simbolo per antonomasia del Popolo Lombardo), uniti al culto di Gòdan. La sopravvivenza della venerazione per dee come Iside, Ecate e Diana fece il resto, portando alle leggende delle janare, le “streghe” beneventane.

Bandiera: un ipotetico vessillo del Sannio potrebbe essere costituito dal cinghiale (stolato), che è simbolo di Benevento, nonché animale totem dei Sanniti (Caudini). Quello dei Pentri era invece il bue e quello irpino il famoso lupo. Cinghiali, buoi, lupi, tutte bestie sacre presso la famiglia indoeuropea italo-celtica.

Opicia/Campania

Opicia/Campania. Territori di: Napoli (capoluogo), Caserta, Salerno, basso “Lazio”, Isole Ponziane. Dal nome dei latino-falisci Opici (assunto poi dagli Italici della seconda ondata, gli Osci), significante “popolo dei lavoratori”. Vedi latino ops, “risorsa”.

Simbolo: il cavallo rampante nero su sfondo dorato, antico simbolo di Napoli.

Bandiera: la Croce Amalfitana, ipotetico vessillo dell’Opicia/Campania tratto dall’emblema della Repubblica marinara campana.

Apulia/Puglia

Puglia/Apulia (detta anche Japigia). Territori di: Bari (capoluogo), Barletta-Andria-Trani, Foggia, Taranto + arcipelago di Pelagosa. Il nome deriva dagli Apuli (Dauni, Peucezi, Messapi), popolo illirico il cui etnonimo latino (Apulia) è l’adattamento dell’originale Japigia, in cui forse si può intravvedere una radice indoeuropea *ap- per “acqua”. Il Salento (Messapia), seppur parte in origine di questo territorio, è più etnicamente e culturalmente affine a Bruzio e Sicilia, e non a caso ebbe per primo dai Greci il nome di Calabria.

Simbolo: animale totemico di Dauni-Peucezi-Messapi (Japigi), molto probabilmente, il lupo (animale nazionale italiano, assieme all’aquila). Questi popoli venivano dalla Tesprozia (Epiro), ed erano di ceppo illirico, collegati da un culto totemico del lupo che affondava le proprie radici nei rituali dedicati a Zeus Lykaios, lo Zeus-lupo.

Bandiera: tratta dal blasone degli Altavilla (azzurro con banda a scacchi rosso e argento), uno dei simboli della Puglia, nonché primo blasone del Regno di Sicilia. Altra potente immagine è quella di San Michele Arcangelo (Capitanata), derivata dalla devozione guerriera dei Longobardi.

Lucania/Basilicata

Lucania/Basilicata. Territori di: Potenza (capoluogo), Matera + Cilento e Calabria settentrionale. Il suo etnonimo nasce dagli italici Lucani, osco-umbri il cui nome allude al lucus latino (da lux), la radura, lo spiazzo nel bosco in cui penetra la luce, e diventa così spazio sacro.

Simbolo: il lupo era animale totemico anche degli antichi Lucani, ramo del gruppo osco-umbro; la sua distribuzione lungo tutto l’arco appenninico, e la sua importanza negli antichi culti italici, fa di questa bestia il principale animale-simbolo d’Italia (il secondo è ovviamente l’aquila reale, “romana”). In alternativa vedrei bene anche il mitologico basilisco, che campeggia oggi nello stemma di Melfi, prima vera capitale normanna del Sud e fedelissima di Federico II di Svevia (sebbene sannitica, più che lucana).

Bandiera: una suggestiva ipotesi di vessillo storico lucano è rappresentata da un’aquila nera sveva su croce normanna potenziata bianca, in campo rosso (Blutfahne).

Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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