Meridionali e “terroni”

Signori, io non ce l’ho coi meridionali, ma coi “terroni”

Personalmente non ho in odio le genti del Sud Italia, pur non essendone un loro grande estimatore, e faccio differenza tra il meridionale e il cosiddetto “terrone” (una minoranza): il secondo è la caricatura del primo e incarna le sfumature negative della meridionalità (tutti i popoli del mondo hanno vizi e virtù, mi pare ovvio). Il meridionale è degno di rispetto, soprattutto se risiede nelle sue terre natie, le difende, ne va orgoglioso, ed è una persona onesta e volenterosa, lontana dagli stereotipi anti-meridionali; il “terrone” è il classico soggetto tronfio, sradicato, che sputa nel piatto in cui mangia ed è caratterizzato dal malcostume peculiare del Mezzogiorno, che egli contribuisce ad esportare al Nord e altrove. E, naturalmente, il “terrone” è individuo disonesto, levantino, sovente in odore di mafie e dintorni, incompatibile con la realtà cisalpina (che ha comunque i suoi difetti, intendiamoci). Chiaramente la maggior parte dei meridionali emigrati non è classificabile come “terrona”, ma la sua presenza è risultata problematica perché proveniente da terre lontane dal Nord e perché ogni forma di immigrazione di massa è sbagliata. E le colpe, in ciò, non sono del Mezzodì… Qui si apre un altro capitolo, che riguarda la necessità di ricollocare al Sud buona parte dei meridionali emigrati, perché mentre il Meridione si è spopolato (aprendosi agli allogeni) il Settentrione si è sovrappopolato, cementificato, inquinato, per via dei massicci flussi interni ed esterni. Nord, Centro e Sud possono convivere nella medesima repubblica italiana? La risposta, a mio parere, è sì, ma solo ed esclusivamente grazie ad una struttura politico-amministrativa di stampo etnofederalista.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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4 risposte a Meridionali e “terroni”

  1. altreporte ha detto:

    Capisco cosa tu voglia esprimere.
    Personalmente da siciliano detesto quegli individui che si sentono malandrini con l’stinto di prevaricazione sugli altri che si consuma con sguardi fissi ed in cagnesco sprizzanti di odio gratuito verso il prossimo.
    Individui insofferenti al senso civico,la cui vocalità è tenuta a superare una certa soglia di decibel.
    Molto inclini all’aggressività,una delle caratteristiche che li contraddistingue.
    Spesso se molti siciliani perbene emigrano,oltre che per trovare uno sbocco professionale,soprattutto per fuggire da gens simili.

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  2. marcel ha detto:

    in questo caso non mi trovi tanto d accordo, per un semplice motivo, il contesto di abbandono voluto in cui versa il sud e che costringe tanti ad ingegnarsi o peggio a diventar manovalanza criminale pur di non morire di fame. faccio un esempio banale, la famosa immondezza di napoli: poniamo che per assurdo da domani e per i prossimi tre mesi a bergamo e provincia non si raccolga piu la spazzatura, per un qualsiasi motivo, un incendio ai parchi macchine, uno sciopero ad oltranza o la messa in fuorilegge di tutte le coop con relativo fallimento. secondo te la zona diventerebbe un enorme discarica a cielo aperto o rimarrebbe un giardino fiorito? la stessa domanda poi ponitela per qualsivoglia aspetto sociale ed economico. che poi molte usanze del sud siano incompatibili al nord e viceversa, e” un dato di fatto, ma senza spingerci troppo a sud tante usanze dei veronesi sono incompatibili a brescia o a milano.
    talaltro a volte si emigra anche per competenze differenti, non credo che un muratore di reggio calabria venga a cercare fortuna a bergamo, ma, per entrare nel personale, ti assicuro che mezza lombardia mi telefona per chiedermi pareri/informazioni/valutazioni sui libri di storia locale, e io sono sardo.
    detto cio’ non vedo grosse differenze tra il nord e il sud, inteso come popolo, vedo semmai tanto campanilismo, per dire, in ogni regione c e’ sempre uno che dice, l olio migliore lo produciamo noi, ecc, stessa frase a moniga, in umbria, in toscana, in puglia, ecc

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Ognuno è libero di pensarla come vuole. Io non ridurrei le differenze tra Nord, Centro, Sud e isole al livello di fatti campanilistici, perché esistono anzitutto differenze antropologiche e genetiche, da cui le note differenze culturali. Oltretutto, le stesse disparità economiche (e sociali) esistenti vanno fatte risalire al fattore etno-antropologico, e a quello storico, perché la ricchezza, se non è parassitaria, dipende dalle qualità di un popolo, dalla sua mentalità del lavoro. Certe situazioni peculiari del Mezzodì non potrebbero, dunque, accadere al Nord, che avrà altri problemi. Non riduciamo l’identità delle diverse Italie al rango di campanilismi: un Sardo dovrebbe sapere bene quanto l’Italia sia diversificata al suo interno, tanto che non ne esiste una sola. Poi chiaro, esistono anche il campanilismo e lo Strapaese, però non vorrei davvero banalizzare la questione identitaria tirando in ballo gli orgogli cittadini (che, peraltro, sono figli del Centro-Nord di tradizione comunale).

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  3. ivan ha detto:

    ai miei occhi di veneto un sardo che la pensa come te non è diverso dai meridionali, tanto orgogliosi della vostra terra ma finite tutti per emigrare nel nord non provate neanche a risolvere i problemi della vostra terra. i problemi del sud Italia li devono risolvere i meridionali!

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