Il grigiore del conformismo dietro le oscenità arcobaleno

Quindi se uno si sente donna, pur essendo nato maschio, lo stato lo riconosce come tale. E coloro che si sentono folletti o bottiglie di vetro? Vorremo mica discriminarli!

Ma come può uno stato, che si presume serio, riconoscere come donna un tizio nato con le gonadi maschili (quindi uomo), e viceversa? Non si possono assecondare le fole di travestiti e transessuali, che si credono diversi da ciò che sono, e uno stato non può dunque avallarne le pretese, altrimenti, a questo punto, riconosciamo pure le rivendicazioni di chi si sente una creatura fantastica o una damigiana di vino! Questa storia (meglio, farsa direi) dei diritti civili si basa su di un patetico individualismo che antepone, alla salutare normalità della comunità, i capricci di una minoranza di soggetti, soggetti plagiati dalla narrazione arcobaleno di liberal-democratici e progressisti. Costoro strumentalizzano la sofferenza omosessuale per portare a termine il compito affidatogli dall’alta finanza e dal libero mercato: distruggere la società ordinata dai dettami völkisch e tradizionalisti, per imporre un guazzabuglio variopinto, anarcoide, in realtà dominato dalle grinfie della plutocrazia apolide, del grande capitale occidentale. Degli omosessuali poco importa agli affaristi, ma per loro sono, al pari degli allogeni, delle utili pedine da impiegare nella lotta contro identità e tradizione: dietro gli arcobaleni si cela il grigiore del conformismo borghese alla rapacità del mondialismo, e la statolatria neo-giacobina obbedisce.

Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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Una risposta a Il grigiore del conformismo dietro le oscenità arcobaleno

  1. Fulvio ha detto:

    Una società opposta,dominata dal rigore,vicina al popolo è definita “fascista” in maniera sprezzante da chi ritiene di aver la verità in tasca

    "Mi piace"

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