Più croci, meno crocifissi

I crocifissi non vanno levati per compiacere allogeni, laicisti, progressisti ed Ebrei, ma perché simboli estranei alle nostre vere radici (indo)europee.

Infatti, al posto dei crocifissi, nei luoghi pubblici, ci andrebbero croci e ruote solari che di sicuro sarebbero ancor più indigeste dei crocifissi, agli stomachini deboli dei sunnominati soggetti. Del resto, la croce non è di certo un’invenzione cristiana, essendo un simbolo antichissimo che richiama l’incontro, l’unione, tra il piano uranico e divino (piano verticale) e quello terreno e umano (piano orizzontale). E la croce non è un crocifisso. Nei luoghi pubblici, dunque, sarebbe giusto togliere i balocchi dei cristiani, come crocifissi e madonnine, ma, ripeto, non per assecondare le pretese di chi ha in odio il cristianesimo per ragioni sue o perché immigrato islamico od ebreo, e tanto meno in onore del pensiero ateo e progressista; i crocifissi si tolgono perché nulla hanno a che vedere con le vere radici del nostro continente, che sono ariane e gentili, e perché la vera tradizione, anche spirituale, va ricercata nel mondo indogermanico. Più spazio per le aquile legionarie romane, per le ruote e le croci solari come lo svastika, e per ogni altro emblema ario, tributo alla nostra più squisita identità.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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