Terzo mondo e controllo delle nascite

+ pillole e goldoni – bibbie e corani. Vogliamo il bene del terzo mondo? Cominciamo a controllarne le nascite

La vera emergenza del terzo mondo è costituita dalla bomba demografica, che è quella che alimenta i costanti flussi migratori verso l’Europa. Finché non si risolverà questo problema, nemmeno si risolverà la questione migratoria. A fronte di un’Europa sempre più sterile, vecchia e in declino (soprattutto l’Italia) abbiamo un terzo mondo che continua a sfornare bambini che, se non muoiono, saranno destinati ad emigrare, magari perendo nel Mediterraneo. Un ruolo non indifferente è svolto da preti e missionari, che con le loro favole bibliche e coraniche promuovono una riproduzione incontrollata degli individui, facendo pagare ad altri le conseguenze. Serve controllo delle nascite nel terzo mondo, il che arginerebbe una serie di svariati problemi e porrebbe un serio freno al fenomeno migratorio, che ovviamente ricade su noialtri. La situazione è inaccettabile, e ogni mezzo lecito deve essere impiegato per cercare di risolvere la spinosa questione: contraccezione e aborto andrebbero utilizzati in maniera massiccia, mentre in Europa andrebbe, invece, promossa una riscossa demografica, vista la crisi di nascite che flagella il nostro continente. Tutto questo raggiungendo un giusto equilibrio, perché la sovrappopolazione comporta, tra le altre cose, seri problemi ambientali.

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Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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Una risposta a Terzo mondo e controllo delle nascite

  1. Werner ha detto:

    Completamente d’accordo, per il semplice fatto che questa bomba demografica africana ci danneggia. Gli africani prolificano e poi siamo noi europei a dover mantenere i loro figli, ma stiamo scherzando?

    E’ qui da noi che purtroppo la situazione è sempre più drammatica: dati ISTAT resi noti ieri ci dicono che nel 2018 ci sono state 140 mila nascite in meno rispetto a dieci anni prima. E’ vero che la crisi economica ci ha messo del suo – mettere al mondo dei figli in difficoltà economiche è da irresponsabili – ma diciamo le cose come stanno, il problema è innanzitutto di natura sociologica e culturale ed ha origini molto lontane: i danni recati dal Sessantotto nella nostra società sono evidenti oggi più di prima, la nostra popolazione è malata di nichilismo, edonismo ed individualismo, e di conseguenza la maggior parte delle persone se ne infischia di perpetuare la propria stirpe. Ricordiamoci che siamo entrati nella crescita zero negli anni Ottanta, ed oggi siamo in declino pesante, quindi ci stiamo suicidando, e non da ora.

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