La comunità messa sotto attacco

Se non sei “eletto” od omosessuale, meticcio o allogeno, donnicciola femminista o perlomeno un tesserato Pd, per questo mondo vali meno di zero

Insomma, se non rientrate in una di queste categorie, per l’attuale temperie mondialista non siete degni di considerazione, perché oggi va di moda strumentalizzare i cosiddetti diversi. Naturalmente la mia è un’esagerazione sarcastica, ma a ben vedere la maggioranza viene puntualmente messa in secondo piano rispetto a quelle note minoranze che rappresentano carburante per l’infernale macchina del globalismo sradicatore. Le minoranze, nell’Occidente all’americana, divengono lobby intoccabili, ma questo non per chissà quale forma di altruismo suicida da parte dei “filantropi”, bensì perché tramite la demonizzazione del maschio normodotato, eterosessuale, bianco e (peggio ancora!) identitario e tradizionalista si vuole annientare un intero ordine di cose, che per secoli ha retto le sorti dell’Europa. E allora eccovi le pagliacciate stile gay pride, e tutte le altre carnevalate arcobaleno che grondano odio per la salutare normalità quotidiana di sempre, e che sono, peraltro, funzionali alla rapacità della finanziocrazia internazionale; questa usa i diversi come mazza ferrata per distruggere la comunità, baluardo contro la dittatura dei mercati. Distruggere la comunità: il punto è proprio questo, e ogni rivendicazione variopinta va nella direzione del nichilismo, veicolo di annientamento dei veri valori e dei veri ideali comunitaristi.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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Una risposta a La comunità messa sotto attacco

  1. marcel ha detto:

    la cosa triste e’ che la minoranza non e’ piu tanto esigua, le finestre di overton lasciate aperte unitamente al lavaggio del cervello perpretato sin dagli asili nido per finire coi falliti del progetto erasmus, han fatto si si costruissero a tavolino intere generazioni di apolidi culturali senza speranza alcuna. se sino agli anni 60 si poteva dire che i giovani fossero le speranze, a questo punto -e mi secca dirlo- meno ne nascono meglio e’.

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