Scusate tanto, cari allogeni

Scusate cari allogeni, se ogni tanto ci ricordiamo di essere i legittimi padroni di casa nostra, scusate tanto

Sì, a volte si ha la sensazione quasi di doversi scusare con gli immigrati se, ricordandosi di essere i legittimi proprietari delle nostre terre, rivendichiamo la bontà e la necessità dell’identitarismo etnico su ogni baggianata progressista e immigrazionista. Questo perché gli allogeni, drogati dalla propaganda mondialista, pensano che tutto gli sia dovuto e che, quindi, chi è costretto ad accogliere debba farlo senza fiatare e senza sollevarsi contro il sistema. Una certa arroganza trapela dall’atteggiamento immigrato, proprio perché preti, lib-dem e affaristi aizzano gli alloctoni contro l’etnonazionalismo (ma anche contro gli indigeni ostili alle ondate migratorie) facendogli credere che ovunque sia casa loro e che, quindi, nessuno possa protestare, anche se si tratta di poveri disgraziati coinvolti nelle guerre tra poveri scatenate dal grande capitale apolide. Proprio per questo il nostro nemico non è l’allogeno (anche se chiaramente in Europa non dovrebbe starci) ma chi lo strumentalizza per i propri sporchi comodi ed interessi usandolo come kamikaze. L’immigrato va rimpatriato e, semmai, aiutato a casa sua, e l’immigrazionismo va sconfitto in nome dell’etnonazionalismo, che rivendica la sacrosanta legittimità di un popolo sulla propria terra natia. Anche per questo motivo va condannato il colonialismo di ogni tipo, dall’Europa e verso l’Europa, in quanto forma di usurpazione della sovranità nazionale.

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Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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Una risposta a Scusate tanto, cari allogeni

  1. altreporte ha detto:

    Condivido il post in toto.Ed aggiungo che la terra noi l’abbiamo ereditata dai nostri padri.
    Mio nonno paterno ha combattuto con il Regio Esercito e si fece prendere prigioniero dagli inglesi ma pur di salvare l’onore.
    Un mio bisnonno materno si è arruolato con gli Alpini durante la Prima Guerra mondiale.
    Quello che mi dà molta tristezza è il dover contraddire i figli degli stranieri nati in Italia cercando di far capire loro che il non essere italiani esattamente come noi due non è un peccato mortale.
    Ma la ricchezza sta nella diversità.

    Mi piace

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