O si è cristiani o si è europei

O si è cristiani o si è europei, non si può essere le due cose contemporaneamente

Questa non è mia, ma di un noto personaggio storico austro-tedesco, ciò nonostante vi aderisco in pieno perché è vero: o si adora un dio straniero, di origine ebraica, facendosi seguaci del suo fantomatico figliolo (parimenti ebreo) e aderendo ad uno stile di vita peculiare del Medio Oriente, oppure ci si proclama europei vivendo come tali, onorando le proprie radici ariane e pagane. Bisogna dirlo chiaramente, signori: il cristianesimo non è Europa, seppur radicato da millenni nel nostro continente, e un identitario coerente non farà mai i salti mortali per conciliare lo spirito europeo con quello desertico della cultura semitica. I nostri padri adoravano il pantheon indogermanico ed avevano una mentalità da uomini e donne liberi e fieri del proprio retaggio etno-culturale; il cristianesimo invece si fa odio per le nostre vere origini, e ci porta a rinnegare quanto fa parte della nostra civiltà europide e ariana. Aderire ai dettami evangelici significa, dunque, mettere sopra ad ogni cosa un dio assoluto forestiero, nemico di sangue, suolo e spirito, il cui culto è inconciliabile con l’ethos europeo più genuino. O si sceglie Gesù di Nazareth o si sceglie l’Europa.

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Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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16 risposte a O si è cristiani o si è europei

  1. Werner ha detto:

    Senza il Cristianesimo – di origine semitica sì, ma nato e sviluppato in Europa – la cultura greco-romana sarebbe andata perduta, e invece ha avuto il merito di salvaguardarla e farla arrivare fino a noi contemporanei. Non si può considerare elemento estraneo all’Europa solo perché fondato da un ebreo riformatore (o eretico a seconda dei punti di vista), è un po’ come dire che il cioccolato non è svizzero perché la materia prima per farlo, il cacao, non lo è.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      I meriti di cui parli non sono del cristianesimo ma degli uomini europei (religiosi o meno) che hanno messo il proprio genio al servizio dell’Europa. Un po’ come l’arte o la letteratura cristiane, sicuramente un patrimonio ma non per le tematiche bensì per il valore artistico e letterario, reso possibile dall’intelligenza e dalla creatività dell’uomo europeo. Quindi anche quelli che possono sembrare successi del cristianesimo e della Chiesa sono in realtà merito dell’Europa, mi vengono in mente anche le vittoriose battaglie combattute contro gli islamici. Non prendiamoci in giro, comunque: la religione del Nazareno è un’eresia dell’ebraismo che ha assorbito moltissimi elementi del paganesimo europeo, vero, ma che rimane di stampo monoteistico abramitico, basata su di un dio ebreo, su di un profeta ebreo, sul suo corollario di seguaci ebrei, e su libri sacri impregnati di giudaismo. L’essenza del cristianesimo rimane estranea alla natia civiltà europea, per quanto il primo si possa essere radicato in Europa. Negheremo che i prodotti culturali cristiani facciano parte della nostra storia? No, ma resta il fatto che sono prodotti culturali di uomini europei, non dello Spirito Santo, che hanno messo al servizio della cristianità le proprie qualità.
      Diciamo anche, comunque, che la Chiesa avrà sì preservato la cultura greco-romana ma a noi è giunta solo una piccola parte di quell’inestimabile patrimonio andato perduto, rimaneggiato anche dalle scelte ecclesiastiche che hanno preservato quel che faceva comodo ai preti, scartando ciò che non gli era gradito.

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      • Werner ha detto:

        Su una cosa penso possiamo convenire: il titolo del post recita “O si è cristiani o si è europei”, ed aggiungo che non si può essere ebrei ed europei, ma soprattutto islamici ed europei, perché Ebraismo ed Islam non sono compatibili con la civiltà europea di matrice greco-romano-germanica. Inoltre, l’altro elemento che rende un individuo europeo – e che in nome del politicamente corretto di matrice liberalprogressista viene omesso – è l’appartenenza al gruppo razziale caucasoide.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Se non si può essere cristiani ed europei allo stesso tempo, figuriamoci se si può essere ebrei ed europei o islamici ed europei, allo stesso tempo! Essere cristiano non ha connotazione etnico-razziale, a differenza dell’essere ebreo e (direi) anche islamico, perché sono due professioni di fede, queste, profondamente legate, ancor più del cristianesimo, alla loro origine mediorientale. L’ebreo, in particolare, è ebreo anche per stirpe; per quanto oggi sparpagliati in lungo e in largo, i Giudei conservano la matrice semitica, rintracciabile anche nel loro DNA. Essere europei significa, anzitutto, essere europidi, è chiaro, per sangue, suolo e spirito.

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    • robyt ha detto:

      Il Cristo non è un “riformatore”: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento” MT 5, 17. Gesù non ha dato una nuova legge, né nuove regole, tanto è vero che tutto l’antico testamento fa parte della bibbia stessa per i cristiani e nulla della parola di Dio potrebbe mai essere rinnegato. Cristo non parlava neppure ebraico, ma aramaico; l’ebraico non era proprio molto usato all’epoca di Cristo, tanto è vero che l’antico testamento stesso venne scritto in greco (la versione LXX di Alessandria) e non è pervenuta nessuna versione in ebraico (se non quella riscritta molto più tardi dai mosoreti nel medioevo).

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Per quanto mi riguarda Gesù di Nazareth, sempre che sia esistito, era tecnicamente un eresiarca dell’ebraismo, in quanto fondatore di una religione che è eresia dell’ebraismo. Cristianesimo e islam sono eresie del giudaismo, la religione di partenza è proprio quella. Stiamo negando che “Cristo” fosse ebreo, per caso? Avrà anche parlato aramaico (idioma semitico fratello dell’ebraico, comunque sia) – sempre che, ribadisco, sia esistito – ma il personaggio era ebreo e figlio d’Ebrei, educato in sinagoga e fedele del dio degli Ebrei. Intendiamoci, tra Gesù e classe sacerdotale ebraica meglio Gesù, però stiamo comunque parlando del medesimo calderone semitico, tutta roba che con l’Europa non c’entra nulla. Certo, secondo qualche bello spirito il Nazareno era in realtà un Celta (!) o qualcosa di simile, ma qui si esonda nella fantascienza completa. La storia del Galileo indoeuropeo è un qualcosa messo in giro da ambienti (neo)nazisti, per giustificare un cristianesimo positivo (?) antisemita. Ma come disse già Pio XI, se non sbaglio, cristiani e Giudei sono spiritualmente semiti, perciò l’antisemitismo cristiano fa ridere i polli.

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      • robyt ha detto:

        dire che il cristianesimo è un’eresia (del ebraismo), è proprio quello che dicono gli ebrei (nonché i musulmani). Per ebraismo, come religione, oggi si intende l’ebraismo ortodosso, che è una religione nata nel medioevo, come l’islam, per differenziarsi dalla unica religione universale (cattolica in greco vuol dire universale e compare per la prima volta nel Credo, composto attraverso il concilio di Nicea, che fu indetto dal pontefice massimo, all’epoca tale carica spettava all’imperatore che era Costantino). Gesù nasce all’interno di una provincia dell’impero romano infatti viene censito, da allora il cristianesimo sempre rimane al suo interno fino a diventare la religione di stato.
        L’ebraismo ortodosso ha poco a che fare con gli episodi narrati nella bibbia, mentre la fede dell’antico testamento è evoluta in modo naturale e continuo nel cristianesimo. Al contrario l’ebraismo ortodosso è una religione settaria che ha creato nuovi testi sacri (fantasiosi o eretici) come il talmud, e riscritto la bibbia stessa (versione masoretica) rifiutando quella originale molto più antica (versione alessandrina LXX), tutto con l’ausilio di una lingua artificiale e diversa da quella ufficiale (il greco) sempre di origine medioevale, che è la lingua ebraica. Il cristianesimo, ha conservato i testi scritti in greco antico, tramandandoli. Gli ebrei ortodossi hanno invece esattamente (come i musulmani) usurpato le sacre scritture del cristianesimo in periodo medioevale, per crearne un surrogato derivato. Il tutto terminando dando degli eretici alle fonti ufficiali in greco da cui hanno attinto.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Quel che dicono gli Ebrei, o i musulmani, non mi riguarda. Io sto dicendo che il cristianesimo si è evoluto da una fede che non era cristiana, ma ebraica, perché il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe è un dio ebreo (scopiazzato dall’atonismo egizio, ma questo è un altro discorso). Le beghe tra rabbini, cristiani e musulmani sono beghe che si consumano all’interno del calderone semitico, e questo basta e avanza a liquidare tutte e tre le religioni come corpo estraneo incistato in Europa, perché il punto del mio scritto era proprio questo: l’estraneità del cristianesimo rispetto al genuino contesto europeo (e se gli è estraneo il cristianesimo, religione priva di connotazione etnica, figuriamoci ebraismo e islam che sono ancor più legati al Medio Oriente del cristianesimo). Star qui ad approfondire la storia del cristianesimo (anche come cattolicesimo, proprio perché significa universale, quindi anti-identitario) non mi interessa. Tu ragioni dal punto di vista di un cristiano, comunque, è logico che scrivi quel che scrivi. Un Ebreo o un islamico la penserebbero diversamente anche se, obiettivamente, l’islam è un’eresia del giudeo-cristianesimo. Penso non si possa negare che il punto di partenza, anche del cristianesimo, sia la fede in Geova, ossia nel dio dei Giudei; sarebbe come negare che Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe, Mosè, i profeti, Davide, e Gesù siano giudei. Accettiamolo e smettiamola di alimentare il goffo antisemitismo cattolico, che è veramente grottesco. Non è, ad ogni modo, il caso di divagare in disquisizioni dottrinali, perché si finisce fuori tema.

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  2. Giuseppe ha detto:

    Cosa ne pensa della conversione di soggetti europei a sette statunitensi autodenominatesi riformatrici del pensiero millenarista giudeo-cristiano del I sec quali ad esempio i Testimoni di Geova e avventisti? Mi pare che con la crisi della Chiesa Cattolica la gente pur di sfuggire al materialismo consumista occidentale si rifugia sempre più in queste sette. La Fed. Russa tra l’altro ha messo al bando i TdG a causa della divisione e dell’estremismo antinazionale che instillano negli autoctoni: non salutano la Bandiera, non permettono loro di votare e ripudiano feste come il natale e i compleanni poichè considerate invenzioni di una cristianità apostata che ha incorporato a sè elementi pagani. Vorrei sapere un suo parere, grazie.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Per quanto mi riguarda le sette sono ancor peggio delle religioni “regolari”; i TdG in particolare non mi stanno per nulla simpatici, con le loro assurdità, e va da sé che prima di ogni credo venga la patria. Anche per questo non provo simpatie per il monoteismo, perché sottomette tutto ad un dio unico inventato di sana pianta, anteponendo al sangue e al suolo le sue favole levantine. Il settarismo americano lo lascio più che volentieri negli Usa, nella patria dell’idiozia, e se il problema è sfuggire all’arido materialismo occidentale ci sono sempre le religioni tradizionali da valutare e recuperare (anche se per qualcuno, essendosi il cammino iniziatico interrotto, di veramente tradizionale rimangono la Chiesa, le religioni abramitiche e la massoneria, ma questo è un altro discorso). D’altra parte se uno vive da etnonazionalista e comunitarista, da identitario e tradizionalista, non sarà di sicuro un arido materialista occidentale: credere nel sangue, nel suolo, nello spirito è il miglior antidoto alla crisi valoriale che ha colpito l’Europa, senza alcun bisogno di gettarsi tra le braccia di Geova (inteso come dio assoluto del monoteismo desertico).

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  3. Giuseppe ha detto:

    Mi corregga se sbaglio ma Lei condanna il cristianesimo anche in virtù del fatto che ha operato nella società europea quella che Nietzsche chiama la trasvalutazione dei valori, dove il valore elevato a modello sociale è quello del debole, la morale dello schiavo a scapito del forte e della morale del signore. Ho sbirciato alcuni suoi articoli dove afferma chiaramente che l’eutanasia e l’aborto sono ammissibili (anzi mi pare che lei dica doverose) nei casi di malattie degenerative o di individui incurabili. E’ una visione differente da quella dell’estrema destra odierna che invece sembra radicata tra i settori più oppressi della popolazione (il sottoproletariato delle periferie urbane) e aiuta anche con proprie onlus gli handicappati, i down ed è, in massima parte, contro l’aborto. Quanto al suo approccio razziologico sulla specie umana ci intravedo anche delle influenze darwiniste. Immagino che lei sia promotore dell’evoluzionismo piuttosto che del creazionismo. Rispetto le sue posizioni, tuttavia le domando: non sarebbe più opportuno elevare i deboli autoctoni anzichè sopprimerli perchè pesano sulle spalle dei più forti? Certo è contrario alla legge della natura ma ritengo che una comunità nazionale debba aiutare, nei limiti delle sue possibilità, anche i deboli che il caso ha voluto fossero tali. Attendo gentilmente una sua risposta.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Condanno il cristianesimo perché promuove valori che vanno a scapito della comunità indigena, e giovano ai suoi nemici, non è una questione di debole e forte. Poi è chiaro, detesto la mentalità pecoronica fatta di mortificazione, umiliazione, mea culpa perenne e così via. Eutanasia ed aborto sono più che accettabili, quando tutelano la comunità; io non sono certo per la soppressione delle persone, ci mancherebbe, sono a favore dell’eutanasia nei casi disperati e dell’aborto come forma di eugenetica preventiva. Nel mio pensiero non c’è nulla di paragonabile alla T4 nazista, per intenderci. E io sono dalla parte dei deboli, degli oppressi, dei poveri, non certo da quella dei ricchi parassiti e dei potenti! Però il cristianesimo non li aiuta perché, interpretato in maniera coerente coi dettami evangelici, promuove la xenofilia, il perdono, la pace, l’amore per il nemico, la misericordia, la mortificazione di sé stessi. Non sono in nessun modo per la soppressione dei deboli comunque, non so dove abbia letto il contrario… Sono a favore dell’aborto come strumento preventivo, questo sì, ma perché comunque sono conscio di tutti i problemi che comporta la vita di un soggetto gravemente handicappato. Nei confronti degli handicappati viventi, tuttavia, non ho problemi, e le famiglie vanno aiutate. Non sono creazionista in quanto non sono religioso, quindi cerco di avere un punto di vista razionale, ma pur sempre elevato da un nobile spirito indogermanico e profondamente identitario. Mi definisco etno-razionalista, perché la patria etno-razziale è tutto. Però non è un concetto di solo sangue e suolo, lo è anche di spirito, che anima e nobilita la materia.

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  4. Warrior ha detto:

    Perché non tratta più argomenti di cronaca?

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  5. altreporte ha detto:

    Non volevo scrivere per paura che chi se ne accorge: ed in primisi gli allogeni ce ne renderanno conto;
    ma nelle icone sacre Gesù e la Madonna più che ebrei sembrano degli scozzesi.
    Forse segno che gli europei non siano passivi come sembrano ma abbiano ‘plasmato’ il Cattolicesimo.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Beh è chiaro, l’arte cristiana è primariamente europea, quindi Gesù e la Madonna (anche per via dell’accezione nobiliare dell’aspetto nordico) incarnano sovente tipi fisici da Nord Europa.

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