21 aprile (753 a.e.v.): il Natale di Roma (festa nazionale d’Italia)

Lupa di Roma

Il 21 di aprile ricorre la celebrazione laica del Natale di Roma, in ricordo del 21 aprile del 753 avanti era volgare, data presunta della fondazione della città, da parte di Romolo. Da ciò derivava la cronologia romana, e oggi saremmo nel 2772 (2771 senza conteggiare l’anno 0) Ab Urbe condita, “dalla fondazione della città”. Data l’importanza di questa ricorrenza, la datazione dovrebbe ripartire proprio dal Natale di Roma, abolendo quella cristiana, basata su di un evento fittizio relativo ad un personaggio estraneo alle radici indoeuropee e pagane d’Europa, e il 21 aprile dovrebbe divenire la festa nazionale dell’Italia. Sarebbe per davvero la festa di tutti, poiché tutti gli Italiani sono debitori di Roma e della sua millenaria storia, e poiché l’Urbe è capitale della Saturnia tellus e della civiltà, soprattutto occidentale. Anticamente il Natale di Roma era noto anche come Dies Romana o Romaia e cadeva nel giorno della celebrazione dei Parilia (o Palilia), antichissima festa pastorale della religione romana, in onore del nume Pale, protettore degli allevatori e del bestiame. Aprile, il risveglio primaverile della natura, era un mese denso di riti rurali, legati alla vita contadina del popolo, in cui si celebrava anche Tellus, dea romana della fecondità della terra, che richiama la stessa Saturnia tellus di virgiliana memoria.

La celebrazione dei Parilia costituiva un trittico di ricorrenze agresti assieme ai Fordicidia (festa della fertilità con offerta rituale di mucche gravide) del 15 aprile e ai Robigalia (per la protezione dei raccolti dalla ruggine del grano, con il sacrificio di una cagna) del 25 aprile, e anticipava la festa della fondazione di Roma; successivamente i due eventi si sovrapposero dando vita ad una celebrazione urbana della città, mentre in precedenza la connotazione era decisamente più rustica e pastorale. Del resto, le origini di Roma vanno fatte risalire al mondo agricolo dei Latini, popolo inizialmente di contadini e allevatori con un forte legame con la terra e col mondo naturale, rispecchiato dalla stessa religione pagana romana. I Parilia, nello specifico, erano una cerimonia basata sulla purificazione delle greggi e dei pastori, in cui venivano accesi mucchi di paglia o fieno disposti in file, attraverso cui venivano condotti i capi d’allevamento, spruzzati d’acqua, seguiti dagli stessi allevatori, che procedevano saltando. Fondamentale il valore attribuito all’acqua e al fuoco come elementi di purificazione di animali, persone e cose, alla base della lustratio, ed è significativo che questi elementi siano passati nella religione cristiana, soprattutto per quanto concerne i rituali pasquali, non a caso celebrati in primavera come il Natale di Roma.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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