L’identità, tra etnia e burocrazia

L’identità non è un pezzo di carta, è sangue, suolo, spirito

L’identità di un individuo e, soprattutto, di un popolo, non può essere ridotta alle carte rilasciate da un apparato burocratico incurante dell’identitarismo etnico; l’identità è qualcosa di vivo, concreto, reale, e non può che basarsi sui pilastri dell’etnonazionalismo, che sono il sangue (il dato biologico, etno-razziale), il suolo (il dato territoriale, etno-geografico), lo spirito (il dato culturale, etno-sociale). Sangue, suolo e spirito sono la fondamentale triade che sta alla base di ogni serio programma völkisch, poiché l’identità è faccenda serissima e senza il nerbo etnonazionale si riduce, appunto, ad un pezzo di carta, freddo, inanimato, insipido. Questa triade dà anche sostanza e valore al dato etnico, che non può essere qualcosa di meramente culturale poiché, infatti, la cultura procede dall’unione di sangue e suolo, non il contrario. La cultura è plasmata da un popolo, e questa sua identità spirituale è il risultato della fusione tra le proprie qualità biologiche e quelle del suolo abitato, altrimenti sarebbe soltanto un’orda di sradicati. Etnia, così, non è solo cultura ma anche eredità razziale, ovviamente declinata secondo i caratteri antropologici e genetici specifici di una popolazione.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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