20-21 marzo: l’equinozio di primavera

Ostara

Il 20-21 marzo (quest’anno 20) cade l’equinozio di primavera, che segna la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, e che assieme al 23 settembre, equinozio d’autunno, è l’unico giorno dell’anno in cui la durata del giorno e della notte si equivalgono. Questo dì coincide con Ostara, festa che nel mondo germanico celebra la rinascita, la fecondità, la rigenerazione della natura, in onore della dea Eostre (che ricorda, anche etimologicamente per via delle allusioni alla luce e al fuoco, Vesta) il cui nome allude all’Est, dove sorge e rinasce ogni giorno il sole, e la luce, per l’appunto. Ad Eostre è associata la lepre, per la velocità con cui si riproduce, e da qui nasce il famoso coniglio pasquale. Anche nella celebrazione di Ostara il fuoco ha un ruolo centrale, ed è facile intuire come la Chiesa, al solito, si sia appropriata di usanze precristiane confuse alla cianfrusaglia della Pasqua ebraica (si pensi ai riti della veglia pasquale, al cero, al fuoco, all’acqua, alla nascita, alla luce che vince le tenebre, la vita che trionfa sulla morte).

Anche le uova pasquali rimandano ad Eostre, e dunque ad Ostara, in quanto venivano decorate e regalate come simbolo di fertilità e rinascita (si veda anche il mitico concetto di uovo cosmico, presente in varie civiltà antiche). Ancor oggi nei Paesi germanici Ostara coincide con la Pasqua cristiana (inglese Easter, tedesco Ostern), e tutti i simboli tradizionali pasquali, slegati dal giudaismo, sono ovvi rimandi pagani. La Pasqua celebra la morte e resurrezione di Gesù Cristo, ma cos’è questo se non un simbolo ovvio della rinascita primaverile della natura, dopo l’apparente morte invernale? La contrapposizione tra fuoco, luce, resurrezione, vita, fecondità da una parte e freddo, tenebre, morte, sterilità e aridità dall’altra non è nulla di cristiano, perché riflette un sentire comune dell’uomo indoeuropeo in simbiosi con il ciclo naturale delle stagioni, che è un ciclo stagionale di morte e di rinascita scandito astronomicamente dal sole. La Chiesa ha assimilato Ostara alla Pasqua, la cui data è mobile ma cade la domenica (soledì) successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera, ovviamente perché ricalca le antiche celebrazioni precristiane che i preti si erano ripromessi di cancellare.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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