17 febbraio: giorno dedicato a Quirino

Quirino

Il 17 di febbraio gli antichi Romani celebravano i Quirinalia in onore di Quirino, dio italico-romano delle curie (da cui il suo nome), delle attività pacifiche e produttive, protettore di Roma e dei suoi cittadini (i quiriti). Il dio è preposto alla terza funzione della società tripartita indoeuropea, studiata dal Dumézil, ossia a quella della sfera produttiva delle attività umane. Egli faceva, così, parte della prima triade divina romana, che ne rifletteva una italica arcaica, assieme a Giove e Marte; il primo era preposto alle funzioni sacerdotali, il secondo a quelle guerriere, il terzo, Quirino, come detto, a quelle produttive degli uomini liberi. Sembrerebbe, secondo un mito, che alla figura di Quirino venisse associata quella di Romolo, in quanto primo re di Roma armato di lancia (come il dio, il cui nome, secondo alcuni autori classici, si riconnette a curis, la punta della lancia usata dai Sabini). La tesi più probabile, tuttavia, è quella che vuole il teonimo legato al nome della curia (*co-viria). Le curie, nei primordi della monarchia romana, erano delle suddivisioni della popolazione di Roma, vale a dire le tribù che ne componevano la società.

Quirino era, per l’appunto, il patrono delle curie e, dunque, era il patrono di Roma e dei cittadini dell’Urbe, i Quiriti. I Quirinalia, istituiti da Numa Pompilio, erano la festività romana celebrata in onore del dio, in cui i cittadini si riconoscevano come collettività romana, non come parte di un ordinamento gentilizio, sottraendosi così alla giurisdizione curiale. Cosicché, in nome di Quirino, i Romani si riconoscevano tutti cittadini dell’Urbe, parte di una medesima collettività formata da uomini liberi. In tale giornata, 17 febbraio, era concesso di celebrare il rito della prima torrefazione del farro a chi non lo aveva fatto nel giorno prescritto dalla propria curia; così facendo si sfuggiva all’ordinamento curiale rifugiandosi nel dio Quirino, patrono di tutte le curie. Il più antico santuario del dio preposto alla terza funzione era situato sulla sommità del Quirinale, ed è curioso pensare a come la monarchia sabauda e la Repubblica Italiana abbiano scelto tale luogo come sede del potere del capo dello stato, prima re poi presidente (senza dimenticare la residenza stabile dei papi tra 1583 e 1870).

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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