7 ottobre 1571: la Battaglia di Lepanto

Battaglia di Lepanto

Il 7 di ottobre cade la ricorrenza della Battaglia di Lepanto, avvenuta nel 1571, quando le flotte della Lega Santa, formate dagli antichi potentati italici e dall’Impero spagnuolo, sconfiggono quelle musulmane degli Ottomani presso le isole greche delle Echinadi (o Curzolari), nel Mar Ionio. Schiacciante la vittoria delle forze navali guidate da don Giovanni d’Austria, che bloccarono (anche se non definitivamente) l’espansionismo turco in Europa. Sotto le insegne pontificie della suddetta Lega Santa si trovavano federate Venezia, Spagnuoli (con Napoli e Sicilia), Stato Pontificio ovviamente, Genova, Savoia, i Cavalieri di Malta, la Toscana, Urbino, Lucca, Ferrara e Mantova; insomma, una grande coalizione marcatamente italiana in cui si distinsero valenti comandanti nostrani quali Marcantonio Colonna, Sebastiano Venier, Pietro Giustiniani, Agostino Barbarigo (perito in battaglia), Gianandrea Doria. Alla guida delle forze alleate stava don Giovanni d’Austria, figlio dell’imperatore Carlo V d’Asburgo, mentre quelle ottomane dall’ammiraglio turco Alì Pascià, che perì nello scontro navale. Lepanto seguì la resa della veneziana Famagosta ai Turchi, e l’orribile fine subita per mano ottomana dal comandante veneto della fortezza Marcantonio Bragadin.

Come detto, la disfatta degli islamici non comportò la fine dell’espansionismo ottomano nell’area balcanica (l’assedio di Vienna del 1683 lo dimostra), e la Serenissima perdette gran parte delle isole dell’Egeo e la stessa Cipro. Ma i Turchi non prevalsero in maniera duratura sul Mediterraneo orientale europeo, e non superarono né raggiunsero la potenza delle flotte “cristiane”. Infine, capitolarono a Vienna e furono costretti gradualmente ad abbandonare l’area carpatica e balcanica, anche se lasciando una traccia di islamizzazione in aree come Bosnia e Albania. Fu, ad ogni modo, una grande vittoria del nostro genio e della nostra stirpe, che ripropone una tematica ora più che mai attuale: lo scontro tra i patrioti indigeni e le pedine allogene (poco importa a quale religione appartengano) manovrate dall’alta finanza mondiale per sovvertire gli equilibri etnici, culturali e socioeconomici dei Paesi europei. Non è, infatti, uno scontro tra Europa cristiana e islam o tra Occidente e Levante, ma tra Europa identitaria dei popoli e Occidente plutocratico emanazione dell’imperialismo americano, che è del resto la cagione dell’immigrazione di massa e financo del terrorismo musulmano. Lepanto, come Poitiers e Vienna, ha assunto una grande valenza religiosa e culturale, ma io direi soprattutto etno-culturale, in quanto espressione della vittoriosa forza degli Europei, che alleati possono davvero sconfiggere ogni minaccia, sia esterna che interna.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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