15 giugno: la Triade patrona d’Italia

Giove

Il 15 (o 13) di giugno ricorreva la festa romana di Iuppiter Invictus, in onore di Giove. In tale giorno appare utile ricordare l’esistenza, presso gli antichi popoli italici, di una triade divina che ricalca un modello assai ricorrente presso il pantheon dei popoli indoeuropei, ovverosia quella costituita da Giove, Marte e Quirino. Giove rappresentava il dio padre (il Diespiter italico), preposto alla funzione sacrale/sacerdotale; Marte era dio della guerra, preposto alla funzione militare; Quirino era dio delle curie e patrono protettore di Roma e dei Romani, preposto alla funzione delle attività pacifiche dell’uomo libero. Questa triade rispecchiava, come altre presso diversi popoli ariani antichi, la tripartizione funzionale della società indogermanica, studiata mirabilmente da autori come Georges Dumézil, Giacomo Devoto ed Émile Benveniste (anche se quest’ultimi erano più attivi sul versante linguistico-filologico). La triade italica in questione anticipa la più nota Triade Capitolina (Giove, Minerva, Giunone), celebrata in settembre, emblema della potenza di Roma e del suo impero. In questo senso la prima può essere anche inquadrata come patrona d’Italia, essendo stata alla base dei culti tradizionali antichi di matrice pan-italica.

Va detto, tuttavia, che nell’antico Lazio, agli albori di Roma antica, era presente nel culto ancora semplificato, dunque più vicino alla sensibilità protoindoeuropea, oserei dire “animistico” delle genti ariane di quell’area cruciale per i destini dell’Italia, una triade costituita da Iuppiter (il Diespiter italico, dio della luce del giorno e del cielo), Iuventas (divinità della giovinezza preposta alla protezione degli adolescenti, nel momento in cui cessavano di essere giovinetti per divenire uomini indossando la toga virile), Terminus (dio protettore dei confini e delle pietre confinarie, e dunque dei beni materiali e delle proprietà, divinità davvero arcaica e animistica; in bergamasco dicesi tèrmen per indicare un cippo confinario). Cosicché al dio massimo Giove venivano affiancati un dio preposto all’ingresso dei maschi nella società virile e uno che assolveva il compito della protezione dei beni e della ricchezza comunitaria, successivamente divenuto epiteto dello stesso padre degli dei. Quella di Giove-Marte-Quirino è chiaramente una triade più evoluta, per così dire, e pan-italica, similare a quella costituita, altrove, da Odino-Thor-Freyr, Taranis-Esus-Toutatis, Mitra-Indra/Varuna-Asvin ecc.

Annunci

Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
Questa voce è stata pubblicata in Calendario Identitario, Sursum crania. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...