31 maggio 1027: la nascita del Principato vescovile di Trento

Aquila di San Venceslao

Il 31 maggio 1027 nacque il Principato vescovile di Trento, potentato politico medievale che includeva il territorio dell’odierno Trentino e (prima dell’egemonia della Contea del Tirolo) una buona parte di quello altoatesino (Bolzano inclusa). Durò circa otto secoli ed era compreso nel Sacro Romano Impero, come successore del ducato (o marca) di Trento, entità istituita dai Longobardi che giungeva sino a Sabiona, nel territorio di Chiusa in Val d’Isarco. Il Principato, e prima ancora il citato ducato longobardo, racchiudevano dunque, almeno in origine, anche il territorio primigenio del Tirolo, località il cui centro precipuo (Castel Tirolo), cisalpino notate bene, ha poi dato il nome all’intera area storico-geografica. E anche la suddetta Sabiona, culla spirituale tirolese, è cisalpina. La germanizzazione medievale del settore altoatesino della Rezia cisalpina segue, e di molto, la romanizzazione dell’area, i cui indigeni originali sono i Ladini, discendenti di Reti, Celti e Longobardi, di lingua reto-romanza. Gli stessi Tirolesi meridionali, germanofoni, non sono poi così dissimili dai Ladini, essendo entrambi popoli di base celto-retica romanizzata con la differenza della germanizzazione medievale dei primi cagionata da coloni transalpini di origine baiuvarica. Un po’ come Cimbri, Mocheni e altre minoranze germanofone dell’arco alpino sudorientale.

In questo 31 maggio ravvedo la festa popolare dell’odierno Trentino-Alto Adige, il cui arido nome sostituisce il più consono Rezia cisalpina. Un territorio, questo, da sempre unito da ben note vicende storiche e da popolamenti alpini condivisi, dai Reti (confederazione sacra di popoli uniti da un comune sostrato neolitico, analogo a quello etrusco, un fossile delle Alpi insomma), dai Celti, dalla romanizzazione, dai Longobardi, dagli influssi lombardi a ovest e veneti ad est, dall’egemonia politica moderna dell’elemento tedesco, e da una più recente influenza austro-bavarese che ha coinvolto l’intero territorio retico cisalpino, a partire dalla fine del Principato trentino stesso (1803). Al netto di inutili neofascismi meridionaleggianti e di secessionismi farseschi in stile Klotz (l’Austria non esiste, essendo Baviera orientale, dunque Germania) mi faccio deciso assertore delle Opzioni, in chiave etnofederale: il Trentino è indiscutibilmente romanzo e italiano, ma ritengo che sino al Brennero (anche solo geograficamente) sia parimenti territorio cisalpino; ergo, chi accetta l’italianità della regione è il benvenuto e chi non ne vuole proprio sapere è giusto che rientri oltralpe, nella terra d’origine dei suoi (presunti) avi baiuvarici. Questo, chiaramente, non giustifica minimamente gli esodi meridionali anche nella Rezia cisalpina (fenomeno nefasto, assieme al nazionalismo di cartapesta alla Tolomei) né i tragicomici tentativi di italianizzazione forzata degli individui germanofoni, che comunque sia rimangono largamente preferibili a qualsiasi immigrato, più o meno recente. Pieno rispetto per l’Alto Adige/Südtirol e la sua secolare cultura, a patto che questo rispetti l’identità del Trentino, i Ladini, la Grande Lombardia e l’Italia (che, ovviamente, non è la sua repubblica postbellica).

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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2 risposte a 31 maggio 1027: la nascita del Principato vescovile di Trento

  1. lorenzo ha detto:

    geneticamente come si differenzia il sudtirolo dal trentino e dal tirolo? è più simile al resto del nord italia o all’austria baviera?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Non ho ancora avuto modo di vedere degli studi complessivi, di genetica, su Trentini, Altoatesini e restanti Tirolesi. Penso, comunque, che il grosso dei (sud)tirolesi sia affine agli Austriaci occidentali del Tirolo, mentre i Trentini (su questo ne sono sicuro) si collocano nel settore più settentrionale degli Italiani del Nord, assieme alle altre genti alpine di lingua italiana.

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