Il cline italiano con Eurogenes EUtest V2 K15

Tempo fa mi si era suggerito di provare a testare il cline genetico italiano (nord-sud ed est-ovest) basandomi su Eurogenes EUtest V2 K15, un altro calcolatore amatoriale messo a punto da David “Davidski” Wesolowski, versione aggiornata dell’EUtest. La differenza con il K13 non è molta, aumentano le componenti autosomiche e il focus sul contesto specifico europeo, tuttavia si può tranquillamente prendere in considerazione. Qualcuno suggeriva anche HarappaWorld, altro calcolatore genetico amatoriale, che però ha importanti lacune in materia di campioni e dà poco significato alle distanze in senso est-ovest, privilegiando quelle nord-sud. Diciamo che questo calcolatore è ottimo per individuare la provenienza macro-geografica dei campioni italiani, grazie alle percentuali delle componenti autosomiche. Purtroppo il suo Oracle lascia a desiderare.

Le componenti autosomiche del K15 sono le seguenti:

  • North Sea – Mistura europea nordoccidentale che picca presso i Norvegesi, segnale di eredità genetica mesolitica WHG probabilmente con qualcosa di SHG (geni scandinavi) e di più recente (indoeuropeo celtico/germanico?); in Italia picca nel campione valdostano.
  • Atlantic – Mistura europea occidentale che picca presso i Baschi, segnale di eredità genetica parimenti mesolitica e indigena mescolata con elementi neolitici EEF; in Italia picca nel campione bergamasco.
  • Baltic – Mistura europea nordorientale che picca presso i Lituani, segnale di eredità genetica EHG/ANE sia di marca indigena che steppica indogermanica (balto-slava, cordata); in Italia picca nel campione trentino e in quello friulano.
  • Eastern Euro – Mistura europea orientale che picca presso i Mari, popolo ugro-finnico del Volga, in Russia, segnale di eredità uralica probabilmente mescolata ad elementi steppici EHG/ANE; in Italia picca nel campione friulano.
  • West Med – Mistura europea sudoccidentale che picca presso i Sardi, segnale di eredità genetica neolitica EEF (che è una commistione paleo-mediterranea); in Italia, al di là di quello sardo, picca nel campione corso.
  • West Asian – Mistura eurasiatica peculiare del Levante che picca presso gli Abcasi del Caucaso, segnale di eredità genetica CHG; in Italia picca nel campione calabrese.
  • East Med – Mistura eurasiatica peculiare del Mediterraneo orientale che picca presso popoli levantini quali gli Ebrei yemeniti e i Drusi del Libano, segnale di eredità genetica ENF; in Italia picca nei campioni del Meridione estremo (Calabresi su tutti).
  • Red Sea – Mistura MENA peculiare dell’Asia sudoccidentale che picca presso Sauditi ed Ebrei yemeniti, segnale di eredità genetica natufiana (Basal); in Italia, anche in questo caso, “picca” nel Meridione estremo calabrese (virgoletto poiché si parla di un 6.58)

Le altre misture, del tutto minoritarie, sono già state incontrate analizzando il cline con il K13, e nel caso italiano rappresentano semplici rumori statistici (o arcaici echi preistorici). Noteremo però la (forse) vaghissima significatività dello 0.38 siberiano in Veneto, l’1.72 del Corno d’Africa nei Maltesi (0.75 e 0.72 in Basilicata e Calabria) e, sempre nei Maltesi, l’1.32 sub-sahariano (0.48 in Sicilia). Ho aggregato un campione maltese, in questa tornata, poiché la loro posizione nella PCA suggerisce un’origine storica da ricercarsi in Sicilia, risultando essi meno West Asian dei Calabresi.

I campioni usati per questa nuova indagine sono (tra parentesi il numero): per il Nord Val d’Aosta (5), Piemonte (10), Liguria (10), Ticino (4), Insubria (10), Orobia (10), Lombardia (10), Bergamo (10), Brescia (5), Veneto (10), Trentino (5), Friuli (8), Emilia (8), Emilia est (8), Romagna (8), Ager Gallicus (2); per il Centro Toscana (10), Corsica (4), Marche-Piceno (8), Umbria (2), Lazio (9); per il Sud Abruzzo (10), Molise (7), Campania (10), Puglia (8), Salento (3), Basilicata (5), Calabria (10), Sicilia (10), Malta (5); infine la Sardegna (10).

Preciso che per Ticino si intende il Canton Ticino (Svizzera italiana), l’Insubria è la Lombardia linguistica occidentale, l’Orobia (nome convenzionale) quella linguistica orientale, l’Emilia è qui il territorio da Piacenza a Modena, l’Emilia est il Bolognese e il Ferrarese, l’Ager Gallicus la parte settentrionale delle Marche (a nord di Senigallia). Si è cercato, dove possibile, di rappresentare quelle aree in cui esistono effettivamente delle dicotomie etno-linguistiche; sarebbe interessante riuscire a coprire anche aree poco o punto presenti in queste rassegne come il Piemonte orientale, la Bassa lombarda, l’Alto Adige, il Veneto lagunare, la Venezia Giulia, l’Umbria (solo due campioni recuperati finora), la Sabina, il Sannio, il Cilento.

Ecco, dunque, la tabella con i valori medi dei vari ambiti regionali italiani presi in considerazione:

Griglia medie Eurogenes K15

Questa volta si è voluto aggiungere nelle tabelle (nella PCA italiana rimane “problematica”) anche la Sardegna (nonostante la sua natura di isolato genetico), per dare maggior completezza al quadro italiano preso in esame. Di seguito la griglia sugli indici di similarità e distanza euclidea dei vari campioni raccolti:

Griglia similarità e distanze Eurogenes K15

Dovendo fare delle medie globali di Nord (senza Insubria, Orobia, Bergamo, Brescia, ridondanti), Centro (con la Toscana e la Corsica) e Sud (con Malta), basate su questi campioni, abbiamo i seguenti risultati:

Medie globali Eurogenes K15

I tre macro-gruppi genetici sembrerebbero, anche qui, più o meno equidistanti (per le stesse ragioni illustrate nel precedente articolo sul K13) ma, come è logico che sia, il Centro si avvicina più al Nord che al Sud:

Distanza medie globali Eurogenes K15

Ecco la PCA con posizione e distanza dei tre cluster:

PCA Eurogenes K15

Le scritte rosse rappresentano il posizionamento delle medie; come sempre il Nord e il Centro confinano e, in parte, si sovrappongono, mentre il Sud appare staccato. Dando un’occhiata alle tabelle delle medie postate sopra si potrà notare come il cline ovest-est (che naturalmente va ad impattare anche in senso nord-sud) prenda forma già a partire dai valori esposti: l’East Med si fa preminente nel settore adriatico, a partire dalla Romagna storica, e solo nella Toscana sud/sudorientale tale componente si alza essendo vicina al punto d’ingresso adriatico. Alla luce di questo non possono certo essere stati gli Etruschi i responsabili di questo shift orientale del settore adriatico e centro-meridionale dove si ha un crollo delle componenti nordiche ed occidentali. Al Nord e in Sardegna predominano, come è ovvio, componenti marcatamente occidentali come Atlantic e West Med. Al Nord anche North Sea si fa preminente rispetto ad East Med.

La Sardegna, che come detto comprime tutti gli altri campioni nella PCA, ha però (anche per questo) il pregio di evidenziare la natura clinale dell’Italia, come si può evincere da questa analisi delle componenti principali:

PCA Eurogenes K15 (con la Sardegna)

Questa PCA mette invece in mostra la direzione dei picchi delle precipue componenti europee del K15 (la modalità del grafico a dispersione Biplot ingenera troppa confusione con le componenti minoritarie):

Misture Eurogenes K15

Ed ecco il già incontrato MDS con spanning tree (albero di connessione) che mostra la similarità tra i vari campioni regionali presi in esame:

MDS con albero di connessione Eurogenes K15

Fornisco, come già fatto in precedenza, un albero filogenetico, ovverosia un diagramma che mostra le relazioni fondamentali di discendenza comune di gruppi tassonomici di organismi, e dunque anche di popolazioni umane (degli Italiani, in questo caso); la lunghezza della linea orizzontale, che separa due determinate popolazioni, rappresenta la distanza genetica:

Albero filogenetico Eurogenes K15

Sardi assenti per la solita ragione, sebbene si collocherebbero dopo la Corsica con un ramo decisamente lungo. Alla luce dei grafici qui postati mi premono alcune precisazioni circa le posizioni di alcuni campioni, che potrebbero risultare anomale: la collocazione bergamasco-bresciana (e orobica, di un campione che raccoglie individui bergamaschi, bresciani, camuni e cremaschi) rivela un certo shift atlantico che va un po’ a scapito dei geni nordico-occidentali, e questo potrebbe essere il risultato di fossili genetici preariani presenti nelle valli lombarde orientali; il Ticino, seppur lombardofono, mostra un aspetto decisamente più nordico di quello lombardo standard, il che non è strano vista la posizione geografica e il ruolo storico di quell’area; la Romagna (compresa l’area di transizione gallo-marchigiana dell’Ager Gallicus) “sprofonda” a sudest rispetto all’Italia nordoccidentale tanto da posizionarsi al di sotto della Toscana e della Corsica, chiaramente più occidentali, e questo per la nota questione del gradiente ovest-est già citata (e che dà una sonora bastonata alla tesi degli Etruschi levantini); la Liguria appare logicamente più occidentale di tutta l’Emilia, anche senza i due campioni lunensi dell’area linguistica ligure; le Marche finiscono a sud del Lazio sicuramente per il cline ma anche perché l’Umbria ha soli due campioni alquanto atlantici (purtroppo non ne ho trovati altri) e non ho molti campioni anconetani (Macerata e Ascoli hanno chiaramente una tendenza molto centro-meridionale); per quanto concerne il Sud va tenuto presente che andrebbero chiaramente adottati dei coefficienti che pesino, coerentemente, la preponderanza dell’ambito partenopeo, calabrese e siciliano, poiché l’area abruzzese, sannita e lucana, in confronto, è di poco momento. In questo modo risulterebbe ancor più netta la dicotomia tra Centro-Nord e Sud, sebbene ciò non vada ad inficiare – bensì a ribadire – la natura clinale del Paese.

Da ultimo vi propongo una PCA europea che mostra il posizionamento dei cluster italiani all’interno di un quadro continentale (i vari campioni sono tutti quanti tratti, parimenti, da Eurogenes K15), come già fatto con la versione K13:

Europa_PCA

PCA europea Eurogenes K15

Anche qui il gradiente italiano accosta il Sud ai Greci, in una posizione intermedia tra Nord Italia e Levante (Cipro), smarca dal Meridione Centro e Nord ponendo quest’ultimo sulla scia degli Iberici, ma con l’area alpina decisamente proiettata verso l’Europa centrale. Come già ricordato il cluster italiano è il più grande d’Europa, ma basterebbe osservare anche solo quello nord-italiano per capirne l’ampiezza (il Nord è chiaramente più eterogeneo del Centro e del Sud), dove si creano distanze tra ovest ed est e Alpi e Pianura Padana. La Sardegna rimane isolata a sudovest, come i Baschi che risultano ancor più occidentali.

Mi si permetta un’osservazione conclusiva. Qualche giorno fa è stato pubblicato un articolo di genetica italiana su di un noto quotidiano nazionale, il cui titolo suonava: “Gli Italiani non esistono”. Ma come? Gli Italiani non esistono ma l’unità dello stato italiano sarebbe sacra? Fate pace col cervello, signori.  L’Italia esiste, ancorché geneticamente esista un cline interno nord-sud (più forte di quello ovest-est) che chiaramente non depone a favore dell’omogeneità (e per fortuna, la biodiversità è ricchezza); quello che non esiste sono gli Italiani di cartapesta del Risorgimento, del Fascismo, della repubblica partigiana, e della statolatria romano-centrica in genere, Italiani da parodia che sembrano usciti da un film di serie B dei fratelli Vanzina.

L’intento di queste operazioni, manipolate dai media, dove si mescola la genetica con l’ideologia antirazzista, è quello di portare avanti la solita solfa: quella degli Italiani “meticci senza identità o con mille identità diverse”, dove quindi l’identitarismo sia una ridicolaggine e accogliere allogeni a più non posso divenga sacrosanto perché “noi siamo i primi immigrati, i primi ibridi, i primi sradicati, i primi arlecchini genetici”. Purtroppo per i pennivendoli di turno non è così, anche se puntellano le loro baggianate con tesi di genetica distorta dalla propria agenda: gli Italiani sono rimasti quelli del quadro preromano, che ci consegna un’Italia come cristallizzata e dunque profondamente diversificata, ma non meticcia, non corrotta, non alterata da schiavi levantini, Arabi, Saraceni, Greci, Bizantini, Ebrei, pirati dei Caraibi, venusiani. Rode troppo agli antifascisti, tutto questo, e dopo aver tentato di livellare le differenze interne con gli esodi dal Sud ci provano con gli immigrati di mezzo mondo, catapultati in Italia dalle destabilizzazioni internazionali dei loro eroi statunitensi.

Genetisti politicizzati e giornalisti accomodanti dicono che gli Italiani non esistono? Ma ci può anche stare se si parla di biologia, poiché sicuramente non esiste un’etnia italiana omogenea, romana, unitaria; tuttavia, una persona razionale si aspetterebbe che il ragionamento seguente sia: “Esistono i popoli preunitari, Lombardi, Veneti, Toscani ecc.” E invece no, la conseguenza che questi personaggi fortissimamente vogliono che uno tragga è proprio: “Gli Italiani (tutti!) sono dei meticci sradicati senza identità, tutti ibridi, tutti apolidi, tutti meno europei tra gli Europei”. E proprio per questo le suddette operazioni hanno ricadute ignobili, funzionali al mondialismo, che di scientifico hanno poco perché quel poco viene piegato alla propaganda di regime.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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9 risposte a Il cline italiano con Eurogenes EUtest V2 K15

  1. Anonimo ha detto:

    perché il Salento è più vicino alla Sicilia che alla Puglia?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Sono solo tre campioni quelli salentini, tuttavia la tendenza esiste ed è chiara: Salento e Sicilia, con la Calabria centro-meridionale (ma geneticamente direi tutta la Calabria), sono estremo Sud.

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  2. Anonimo ha detto:

    differenze principali con l’altro studio con Eurogenes K13?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Ho aggiunto qualche campione in più (tipo Malta) ma tutto sommato i risultati sono analoghi. K15 ha due componenti in più rispetto al K13. L’occasione è stata utile per fornire ulteriore prova della natura clinale italiana e di quella frattura che corre all’altezza del Centro Italia separando Nord e Sud. Il Meridione è decisamente diverso dal Centro-Nord anche in termini etnici.

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  3. Anonimo ha detto:

    Paolo, nei campioni sardi sono indicate solo le province o anche le sub-regioni(Gallura, Campidano, Barbagia ecc.)?
    Se sì, hai notato qualche variazione, nei 10 campioni(che sono pochissimi, intendiamoci), delle varie componenti? Ho il sospetto che in alcune zone l’Atlantic sia ancora più alta.
    Bel lavoro, comunque.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Ho preso campioni di tutta la Sardegna, non di una precisa zona, quindi sono variegati. Comunque non ho notato grandi differenze interne, tutto sommato. Il tizio con più Atlantic sembra essere del sud dell’isola. Magari in futuro farò un approfondimento sulla Sardegna.

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  4. M ha detto:

    10 campioni della Sardegna non possono essere pochissimi, i sardi sono una delle popolazioni più omogenee in Europa.

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  5. Anonimo ha detto:

    Come hai fatto a calcolare le distanze euclidee?

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