Il mito del 25 aprile e la menzogna liberal-democratica

Nella scomposta gazzarra antifascista del 25 aprile, uno dei mantra più amati dai menagrami di sinistra è quello secondo cui la “liberazione” avrebbe comportato la libertà (?) per tutti gli individui di esprimersi senza pastoie e mordacchie, senza temere la repressione del dissenso dal pensiero unico e dal politicamente corretto, che sono le dittature subdole e proteiformi che vigono oggi nell’Occidente plasmato dai vincitori dell’ultimo conflitto mondiale. Ma, secondo voi, ci sono o ci fanno? Sono solo estremamente stupidi, gli antifascisti contemporanei, o sono gli intriganti cani da guardia (comunque scemi per quanto complici del sistema) dell’alta finanza e del padrone che (a parole) dicono di odiare? Nel dubbio, opteremo per entrambe le cose: in un’Italia farcita all’inverosimile di leggi liberticide atte alla restrizione della libertà di parola e d’opinione, parlare di “ringraziare i partigiani per essere liberi di esprimere opinioni anche radicalmente identitarie” è follia allo stato puro. In Italia si devono pesare persino le virgole, altrimenti scatta prima di tutto la gogna mediatica e in secondo luogo i procedimenti penali, con tutto ciò che ne consegue.

Tra Legge Mancino, anti-negazionismo, anti-revisionismo, vilipendio di questo e quell’altro, velleità dispotiche in stile Fiano, venire ad esaltare il 25 aprile in quanto tappa fondamentale della vita democratica del Paese suona davvero come una gigantesca presa per i fondelli o come un’esternazione ben poco lucida e razionale. Chi si lascia abbindolare dalle cialtronerie delle sinistre europee moderne dimostra di essere o un poverino o un gregario del sistema che costoro difendono, un sistema che ruota attorno al grande capitale e a tutte le storture di marca americana vendute come perle di saggezza democratica e liberale. No cari miei, il 25 aprile 1945 non ha comportato alcuna liberazione bensì l’ingresso dell’Italia in una nuova forma di tirannia, la peggiore perché camuffata da pseudo-libertà: si può parlare di tutto ciò che volete a patto che non turbi i sonni di chi comanda (soprattutto di certe intoccabili lobby) e non metta causticamente in discussione un regime fondato sulle menzogne post-sessantottine dove a contare, e ad avere la piena libertà, sono solo i detentori delle leve del potere, col loro bel codazzo di lacchè in giacca e cravatta ben pagati.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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