Abc identitario bergamasco: A-L

Vorrei presentare, a mo’ di alfabeto, 21 caratteristiche di Bergamo e del Bergamasco che li contraddistinguono e/o ne rappresentano l’identità sotto diversi punti di vista. I Bergamaschi si riconosceranno sicuramente in questi 21 punti che cercano di riassumere il “DNA” nostrano, dando un ritratto, senza troppe pretese, del profilo del territorio orobico in termini di storia, paesaggio, cultura, etnia, società, folclore.

Suddividerò questo intervento in due parti, A-L per la prima e M-Z per la seconda. Come avrete intuito ad ogni lettera dell’alfabeto corrisponde un elemento identitario del territorio bergamasco, un esercizio quasi giocoso che vuole fornire un vero e proprio abc della Volksgemeinschaft orobica.

A come Alpini. Il legame tra il corpo alpino e i Bergamaschi è di lunghissima data tanto che, ancor oggi, la sezione Ana più cospicua d’Italia è proprio quella bergamasca. Come dimenticare la famosa “Orobica”e il motto della “Bergamo”, vale a dire Bèrghem de sass? Un grido di battaglia che è tutto un programma.

B come Bèrghem. I Bergamaschi sono fieri e orgogliosi della propria città capoluogo, caratterizzata dall’inconfondibile profilo turrito della Bergamo alta medievale, posta sui colli cittadini. Il nome dialettale è un suo marchio di fabbrica identitario che accompagna la gente orobica ovunque.

C come Colleoni. Bartolomeo Colleoni, condottiero medievale di nobile lignaggio, è uno dei personaggi celebri di Bergamo tra i più noti ed evocativi, non solo per le sue gesta militari ma anche per i suoi benefici apportati al territorio bergamasco. Il suo casato deriva dal noto soprannome virile, rappresentato dallo stemma gentilizio e dal suo grido di battaglia: “Cojò, Cojò!“.

D come Dea. La passione bergamasca per la propria squadra di calcio cittadina, l’Atalanta (tecnicamente una ninfa, da un punto di vista mitologico), è esemplificata dal fatto che i tifosi nerazzurri locali sono soliti dirsi “Dèm a la Talanta“, e non “allo stadio”. Il culto pagano della Dea fa ormai parte dell’identità bergamasca, come dimostra lo stesso calore del tifo orobico.

E come Emigrazione. La storia dei Bergamaschi, dal Medioevo sino all’età moderna, è contraddistinta da un robusto fenomeno migratorio in tutta l’Italia centro-settentrionale (e poi all’estero), dovuto alla dura vita dei monti e alla povertà del loro suolo; non si parla, tuttavia, di emigrazione non qualificata e permanente ma di mestieri specifici molto richiesti come facchini, bergamini, pastori, mercanti di tessuti (lana e seta), lanaioli, tintori, metallurghi, ferraioli, armaioli ecc.

F come Fatica. Una costante della vita bergamasca di sempre, quella di infaticabili lavoratori che ben conoscono stenti e sacrifici, di gente umile che vive per lavorare, e non il contrario (con tutti i lati positivi e negativi della cosa). Se la Bergamasca è una terra ricca lo si deve alle virtù della popolazione indigena, al sudore versato per secoli di generazione in generazione.

G come Gioppino. Bergamo è terra di maschere e di burattini e il personaggio più rappresentativo di entrambi i campi è certamente Gioppino (ol Giupì), con i suoi caratteristici tre gozzi sintomo di un tratto un tempo endemico nelle valli bergamasche (frutto della carenza di iodio). Questo burattino è così famoso da essere divenuto proverbiale: in terra lombarda i gioppini sono i burattini stessi, ma anche un epiteto per indicare persone un po’ troppo estroverse…

H come Humus. L’umo, il suolo e la sua fertilità, ma anche l’umiltà cui si lega etimologicamente. La Bergamasca è anche questo, terra di contadini, rustici, bestie e campi (immortalati da Olmi ne L’albero degli zoccoli), di persone umili ma tenaci e a loro modo coraggiose, fortemente legate al proprio territorio natio.

I come Industria. La fioritura otto-novecentesca dell’industria lombarda ha riguardato anche il territorio bergamasco, a partire dal tessile. Ma la vera esplosione si è avuta nel secondo dopoguerra, con le attività elettrotecniche, siderurgiche, meccaniche, del cemento e naturalmente con l’imprenditoria locale. Bergamo e la sua provincia sono così divenute tra le più ricche d’Italia.

L come Longobardi. Antico popolo germanico tanto vituperato, per secoli, dalla propaganda pontificia e poi da quella risorgimentale inaugurata dal Manzoni, ma fondamentale per la storia d’Italia, a partire – logicamente – da quella lombarda. Bergamo fu uno dei loro centri principali, a cui lasciarono, sebbene in superficie come ovunque in Italia, eredità etnica, culturale, linguistica, socioeconomica, giuridica, folclorica.

Appuntamento alla seconda ed ultima parte!

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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3 risposte a Abc identitario bergamasco: A-L

  1. Gianluca ha detto:

    Anche questo bel articolo. Sono invidioso perchè da bresciano ne vorrei uno così sull’identità bresciana 😀

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  2. Mark ha detto:

    Volevo solo dire che apprezzo molto i suoi lavori. Complimenti!

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