Buona continuazione nell’era della psicopolizia

Dopo quasi sei anni di ininterrotta (e onestissima) attività, l’account Twitter del sottoscritto è stato sospeso in maniera permanente, poiché (secondo loro) avrei violato i Termini di Servizio in materia di “condotta detestabile” discriminando le solite categorie protette e utilizzando il mio profilo per minacciare e attaccare le “minoranze”, promuovendo addirittura la violenza (!) contro di esse. La verità è che sono stato segnalato in massa, a più e più riprese, da quella torma amorfa di antifascisti da tastiera che per davvero (a differenza mia) promuove e inneggia alla violenza, a una novella Piazzale Loreto, a crociate comunistarde per buttar fuori dalla rete tutti coloro che non aderiscono ai dogmi del politicamente corretto, a cui suddetta massa, invece, ha giurato fedeltà sino alla tomba.

Non intendo qui tediarvi con le vicissitudini del mio account passato a miglior vita (azzerato sia nei contenuti che nei seguaci pazientemente raccolti), ma vorrei, prendendo le mosse da ciò, stigmatizzare questa oscena tendenza, presente su internet ormai da decenni, che a quanto sembra ha contagiato anche un social che, rispetto ad altri come Facebook, si era sin qui dimostrato decisamente più liberale e rispettoso della libertà d’espressione (che, a parole, riguarderebbe tutti ma che poi, puntualmente, vale solo per i detrattori di identitarismo e tradizionalismo). Non pensate siano baggianate, anche perché se tutti usiamo pc, o telefono, e il web, non possiamo essere ipocriti.

Il sottoscritto, probabilmente, è stato fatto fuori in un momento altamente simbolico, cioè a ridosso della “Giornata della memoria” e dopo le furiose polemiche sulla “razza bianca”, seguite alle dichiarazioni del leghista Fontana. Ho poi, però, notato che da circa tre mesi a questa parte, Twitter ha deciso di dare un risoluto giro di vite alla tutela parziale della libertà d’espressione, buttando fuori diversi soggetti che, sempre secondo i nuovi parametri, promuoverebbero odio, violenza e discriminazione contro razze, etnie, religioni, orientamenti sessuali ecc., e non necessariamente su quel social! Sono provvedimenti a senso unico, perché ad essere tutelati in maniera così zelante sono i soliti noti, e non tutte le razze, tutte le etnie, tutte le religioni e tutti gli orientamenti sessuali; è, insomma, la solita ipocrisia liberal, che con la scusa dell’inesistente ritorno dei fascismi prende la palla al balzo per irrobustire la dittatura del pensiero unico, secondo cui tutti sono uguali e non esisterebbero più differenze di sorta.

Lo sapete, no? Per le sinistre occidentali è tutto un “costrutto sociale” inventato dal demoniaco uomo bianco eterosessuale e normodotato per sottomettere e discriminare. Cosicché non esistono più razze, etnie, generi sessuali, orientamenti sessuali, condizioni di salute e la normalità viene sacrificata in nome di una untuosa retorica (intrisa di ipocrisia) che vuole annientare le identità e la tradizione, con il preciso scopo di omologare tutto il genere umano, affinché i popoli non esistano più e cedano il passo a sterminate schiere di zombie che “vivono” solo per consumare.

I fascismi sono morti e sepolti, ma in compenso vige il dispotismo “illuminato” dell’antifascismo che non è altro che una propaggine della tirannia turbo-capitalista dell’Occidente unipolare a guida americana, dove tutto quello che rende orgoglioso un popolo viene liquidato, appunto, come costrutto sociale da condannare. Tutto diventa costrutto sociale, eccetto ovviamente i pingui conti in banca dei pensatori sinistrorsi dei salottini buoni, quelli cioè che amano dividere l’umanità semplicemente in ricchi e poveri, guardandosi però bene dallo sporcarsi le mani con i poveri, soprattutto se sono poveri indigeni d’Europa. In questo caso, infatti, i poveri diventano retrogradi analfabeti di ritorno da condannare perché elettori dei vari Salvini e di CasaPound, e poco importa se questo è anche conseguenza della prostituzione della sinistra italiana al grande capitale globalista.

Il problema che voglio sottoporre alla vostra attenzione, dunque, non è tanto l’epurazione del Sizzi quanto la fregola di psicopolizia che accomuna moltissimi ambienti virtuali (e non, ovviamente), una fregola senza scrupoli che non va molto per il sottile, presa com’è dall’intento oscurantista di mettere a tacere tutti coloro che si sottraggono all’omologazione del pensiero. Ora, io personalmente posso garantire di non aver mai usato Twitter per istigare a odio, violenza, discriminazione e altre amenità del genere; l’ho sempre usato con ironia, sarcasmo e, certo, perentorietà laddove servisse, al limite rispondendo per le rime a chi interveniva a gamba tesa con insulti, calunnie, minacce, prese per i fondelli e soprattutto con quell’osceno squadrismo rosso dove il singolo viene attaccato in massa e messo alla gogna, semplicemente perché non la pensa come tutti questi gonzi sinistroidi.

Si atteggiano come tanti bulletti, rigorosamente anonimi (è chiaro), si prendono libertà che a noialtri identitari non sono consentite, e manifestano la loro mitologica “superiorità morale” (unica forma di suprematismo che, francamente, vedo in giro) seppellendo il malcapitato sotto una selva di segnalazioni indiscriminate, soprattutto laddove reagisse; eh sì, amici, lorsignori possono permettersi di tutto e di più, con la scusa del loro antifascismo pezzente (in un’epoca di totalitarismo antifascista) e guai, guai se gli si risponde per le rime, in discussioni in cui ci si ritrova soli contro decine e decine di questi sfigatissimi troll senza nome e faccia che appaiono come isteriche scimmie urlatrici. Approfittando del dibattito sulla “razza bianca” innescato dal Fontana, negli scorsi giorni ho difeso con le unghie e con i denti il concetto scientifico e biologico di razze umane (vi do una notizia: anche l’uomo è un animale) perché anch’esso parte di un identitarismo razionale e coerente con i dettami völkisch ispirati alla natura. E non per odio verso gli allogeni, ma per amore della verità.

Il problema è che questa doverosa battaglia attira un nugolo di professionisti della censura antifascista che, in mancanza di argomenti, non può che banalizzare il tutto con insulti, offese, minacce e vera istigazione alla violenza, contro il sottoscritto e contro chiunque altro tenti di ragionare con la propria testa, e non con quella di Saviano, Gad Lerner, Dacia Maraini, genetisti politicizzati come Barbujani o chi per esso. Queste reazioni isteriche sono sintomo di una grandissima paura, da parte progressista e libertaria, verso tutto quello che mette seriamente in discussione il dogmatismo post 1945 e che dunque rischia di aprire gli occhi ad un un gran numero di persone circa le balle messe in circolo da una settantina d’anni per porre le basi di uno stato mondiale occidentale dove non esistano più differenze ma solo un’umanità meticciata, tutta uguale, svuotata di ogni ideale nobile e puro e farcita di velenose stupidaggini consumistiche.

Si vede che, ormai, anche su Twitter vengono apprezzati gli account che si limitano a commentare il consueto panem et circenses: il calcio, il Grande Fratello, i programmi tv, le mode, i selfie, il gossip o al massimo la politica castrata che deve portare i cittadini a riconoscersi obbligatoriamente solo nel centrosinistra piddino o nel centrodestra berlusconiano, altrimenti si viene accusati di molestare, minacciare, istigare alla violenza e bla bla bla.

Non c’è nulla da fare, amici miei, i nostri avversari sono così pieni di terrore, isteria, paura mortale verso tutti coloro che escono dal gregge occidentale che hanno bisogno non solo di bannare a vita dai social (arrivando addirittura ad estromettere i potenziali “seminatori di odio”, in puro stile Minority Report) ma pure, cosa ben peggiore, di inventare sempre nuove leggi liberticide che puniscano la libertà d’espressione non apprezzata dai tromboni del politicamente corretto. E poco importa se a seminare odio, per davvero, sono quelli che ostentano bandiere arcobaleno, tessere di movimenti sinistrati, gingilli da centri sociali come canne e affini, truci slogan da volanti rosse, cenci rossi e anarcoidi, e che passano le loro tristissime giornate auspicando una rinnovata Piazzale Loreto per tutti i “fasci”.

Non sottovalutiamo tutti questi inquietanti segnali, amici. Spacciare per soggetto pericoloso il sottoscritto o un altro normalissimo identitario è semplicemente demenziale e la dice lunga su che razza di idee marce e corrotte abbiano nel cranio i nostri nemici; a essere veramente pericolosi sono proprio costoro, gli antifascisti in assenza di fascismi, gli utili idioti al servizio del grande capitale che con le loro pagliacciate partigianesche mettono in secondo o terzo piano il vero problema dell’Italia e del resto dell’Europa occidentale, che è la spaventosa omologazione e sottomissione degli indigeni alla sete di dominio unipolare a stelle e strisce, quella delle 113 installazioni militari americane su suolo italico, per capirsi.

Guai a pensarla diversamente dai cani da guardia dello status quo di un’italietta schiava di tutti e annichilita nel suo orgoglio patriottico e sovranista! Concetti come “dio”, “nazione”, “patria”, “famiglia”, “razza” sono banditi in quanto termini grondanti odio (!), parole che mandano in bestia i geniali algoritmi di Facebook e di Twitter, a meno che vengano accostati ad epiteti irripetibili tipici degli ambienti di sinistra che li dissacrano. Se volete avere lunga vita sui social, dunque, non posso che consigliarvi di riempirvi la bocca con le parole divenute vangelo per i democratici e i progressisti italiani: Serie AGrande FratelloIsola dei famosiMasterChefLeopoldaAmici (di Maria De Filippi) ecc. ecc., ovviamente preceduti da “#”, cosicché possiate unirvi a tutti gli altri morti viventi celebrando il suicidio del vostro cervello.

Ave Italia!

http://www.ereticamente.net/2018/01/buona-continuazione-nellera-della-psicopolizia.html

Annunci

Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
Questa voce è stata pubblicata in Il Soledì, Società e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

16 risposte a Buona continuazione nell’era della psicopolizia

  1. Federico Defacis ha detto:

    Che vergogna, ormai se esci fuori dal coro delle pecore del politicamente corretto vieni censurato, ucciso e deriso e umiliato. Ma sono sicuro signor Sizzi che presto o tardi arriverà l’ora di noi identitari

    Mi piace

  2. Luigi ha detto:

    Comunque ormai stanno esagerando,basta che sussurri una virgola fuori dal coro e vieni tacciato di tutte le ingiurie……..alla fine si otterrà l’effetto contrario,la sensazioni è che molti si stiano stancando. di questo politically correct ormai ridicolo.

    Mi piace

  3. Gianni Fantoni ha detto:

    Mi chiedo cosa ci facessi tu su twitter, un posto frequentato da antifascisti, omosessuali e bimbi minkia….è come se io andassi in Israele e poi si scoprisse che odio gli ebrei……..o attendevi comprensione da parte di chi costruisce simili social network per spalleggiare Soros e compagnia cantante?

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      Secondo questo brillante ragionamento nessun identitario, tradizionalista, etnonazionalista o semplicemente nessun oppositore del mondialismo dovrebbe utilizzare la rete internet, lasciando campo libero a tutti quegli altri. Non mi sembra una buona idea… E ribadisco che per quasi sei anni nessuna misura simile era stata presa nei miei confronti, da Twitter, che fino ad oggi si era sempre dimostrato decisamente più liberale rispetto a Facebook. Come avevo già detto, nei mesi scorsi l’uccellino azzurro ha deciso, viste le critiche piovutegli addosso, di fare piazza pulita di tutti i profili scomodi e quindi, con tutta probabilità, il mio destino era segnato. Twitter non è Israele, è un social network globale che dovrebbe quindi rispecchiare fedelmente il pluralismo delle idee, ma evidentemente ha cambiato pure lui idea.

      Mi piace

      • Gianni Fantoni ha detto:

        No, devi usare questo sito ed altri affini alle tue idee per affermare ciò che pensi, perchè facebook e twitter sono schierati con il pensiero omologato, pertanto come prima cosa bisogna boicottarli. Io non ho facebook e twitter, so che funzionano a livello di propaganda, ma ti cacciano prima o poi, sei ospite indesiderato, è solo questione di tempo. Se tu stesso non ti stupisci per questo banno, perchè allora non te ne fai una ragione? O pensavi che i galoppini sinistrati e via discorrendo non volessero ciò e che stessero con le mani in mano? Il sistema ti censura anche attraverso la magistratura e volevi che non lo facesse qua in rete? O si creano forme alternative di propaganda senza esagerare con le parole come facesti con un peccato di gioventù tempo fa, oppure pensare di farla franca a casa loro è da incoscienti. Usa VK, il tuo sito oppure candidati politicamente, altrimenti scrivi libri e fai conferenze sui temi che ti piacciono, ma lascia perdere facebook e twitter, dove al limite ti bannano l’account e finisce lì.
        Solidarizzo con te umanamente, ci mancherebbe, ma non puoi pretendere dagli antifascisti la democrazia, che tu stesso poi detesti. Io detesto antifascisti e democrazia perchè questo è il risultato, ossia la censura, solo che io lo ammetto e se avessi potere la applicherei eccome, come fecero quei politici che ammiro.

        p.s.

        Sono anche io vittima della Mancino e non me lo scordo, ovviamente non mi hanno stupito quando vennero a visitarmi a casa.

        Mi piace

      • Paolo Sizzi ha detto:

        Caro amico, umanamente spiace anche a me che tu abbia avuto rogne in materia di leggi liberticide ma, parafrasando il Vangelo, non sono i sani ad aver bisogno del medico, bensì i malati. Se mi iscrivessi a social in cui la pensano tutti come me (e sarebbero pochi, oltretutto), a che giova? Bisogna anche mescolarsi, fare propaganda, misurarsi con tutti anche per cercare di recuperare e convertire. Chiaramente qui si parla di virtuale, i principali mezzi di propaganda sono altri, si capisce, eppure la gran comodità che internet e i social rappresentano non va sottovalutata.
        Me ne faccio eccome una ragione, come me la sono fatta ogni volta che mi hanno buttato fuori da Facebook, ma io condannerò sempre quegli infami che in massa e in via anonima giocano sporco per metterti a tacere, nonostante siano sempre i primi a parlare di democrazia, tolleranza, liberalità, libertà d’espressione. Peraltro su Twitter mi seguivano in 3000, non certo pochi, e avevo anche creato un discreto seguito di gente che a grandi linee la pensa come me.
        Non sono qui a stracciarmi le vesti e fare scioperi della fame e del sonno, rimane il fatto che Twitter fa fuori chi vuole, ed è questo il punto, quando dovrebbe invece cercare di essere neutro, come lo era stato sino ad ora. Io non istigo all’odio, alla violenza, alle molestie di altri contro terzi, queste sono tutte menzogne, e ci tengo sempre a precisarlo; non ho mai usato Twitter per fare ciò e se mi accusano di questo, se permetti, mi girano vorticosamente i testicoli. Si tratta di una battaglia di civiltà, a dimostrazione che chi vomita odio tutto il giorno sono i miei detrattori, e non io. E questo va detto.
        Ovviamente condanno questa forma di democrazia, che non ha comunque nulla a che vedere con la democrazia nobile dell’antichità, perché è solo una foglia di fico usata dalla finanziocrazia. In mancanza di società e di politiche ideali bisogna fare di necessità virtù, e se i social possono servire alla bisogna, ben venga. L’ipocrisia di chi vuol dare cittadinanza solo alle idee che gli fan comodo è sempre da denunziare.
        Il peccatello di gioventù risale ad un periodo in cui scrivevo cose decisamente sopra le righe, e che non ho più scritto. Il che, logicamente, non significa giustificare leggi ideologiche (sarei folle) perché continuo a ritenere ingiusto che delle idee, delle opinioni o dei toni vengano condannati penalmente come se avessero fatto danni concreti a persone o cose. E la cosa più assurda rimane la storia del vilipendio per delle battute su Napolitano…
        Io credo nella rieducazione, più che nella censura, e infatti l’antifascismo si combatte diffondendo, in maniera intelligente, cultura sana e divulgando anche verità scientifiche come quelle razziologiche. Anche sui social. Superfluo dire che quando parlo di antifascismo intendo il variopinto mondo dell’anti-identità e dell’anti-tradizione, non chi, banalmente, non si riconosce in ciò che fu il Fascismo. L’antifascista, oggi, sappiamo bene chi e cosa sia…

        Mi piace

  4. DeU_Terio44K ha detto:

    É una bella cosa sapere che almeno qui il Sizzi può continuare ad esprimere e divulgare le sue idee e il suo sapere. Tuttavia l’immediatezza nonché lo stile pecoreccio e provocatorio che veniva usato sul Twitter erano un valore aggiunto di cui se ne sente drammaticamente la mancanza! 🙂

    Mi piace

  5. Gianni Fantoni ha detto:

    Se le 3000 persone che ti seguivano su twitter hanno a cuore il tuo pensiero, allora è impossibile che possano dimenticarsi di te. La goccia scava la roccia, comunque sia quei posti sono da evitare, tanto al comunista non lo convertirai mai e le 3000 persone erano per “natura” portate a seguirti, non hai dovuto convincerle molto. Puoi convincere i maldisposti attraverso questo sito, non con twitter. Poi posso pure sbagliare, ma anni ed anni fa, quando parlavo di olocausto ed altro, sapevo che non potevo sempre approfondire su altri temi direttamente, perchè poi viene tutto automatico e non hai bisogno di aggiungere altro, spero tu abbia capito il discorso criptico sugli ebrei.

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      I social sono comodi perché permettono di contrastare a 360° le idee e gli argomenti dei “rossi” e affini; non è che usavo Twitter per parlare di quelle 2 o 3 cose pruriginose ma anche per commentare l’attualità, proporre cavalli di battaglia, difendere la propria Weltanschauung in tutti i suoi punti, confrontarsi/scontrarsi con gli antifa per contrastarne il predominio e fornire ad utenti razionali non un’alternativa alle loro scoregge ma la verità che promana dall’etnonazionalismo, oggi offuscata dalle tenebre dell’oscurantismo unipolare. Per carità, è andata così, pace, vivo uguale sfruttando altri canali, però era doveroso prendere posizione in merito a questa faccenda. Oltretutto mi si lasci dire che era anche divertente prendere a pesci in faccia gli antifa e usare Twitter non per parlare di quelle gigantesche troiate per cui lo usano quasi tutti (calcio, reality, programmi della De Filippi, spazzatura televisiva ecc.) ma per fare un po’ di sana propaganda relativa a questioni che fanno venire l’ulcera a tutti i poverini benpensanti di estrazione borghesuccia.

      Mi piace

  6. Luca ha detto:

    Premesso che a Piazzale Loreto non si inneggia mai abbastanza, che nel 45 oltre a Mussolini avremmo dovuto mettere al muro qualche centinaia almeno di dirigenti del fascio, è sempre una sconfitta quando vengono silenziate voci controcorrente. Mi affascina sinceramente chi si pone radicalmente fuori dal mainstream e ne mette in evidenza le contraddizioni, anche se è un monomaniaco che legge la realtà attraverso la lente del risentimento.

    Mi piace

    • Paolo Sizzi ha detto:

      Se a Piazzale Loreto andava messo qualcuno quel qualcuno erano i Savoia, non certo uno che fino al giorno prima era amato, ma che dico amato, adorato dagli stessi che lo hanno poi appeso per i piedi, sputacchiato, insozzato in ogni modo, deformato a suon di calci e pugni e preso a pistolettate (da morto). Piazzale Loreto è l’emblema osceno dell’italietta dei ribaltoni, che va dove tira il vento. La responsabilità del disastro italiano va addebitata in primis a re Sciaboletta, punto. Che poi Mussolini, come Hitler, si sia dimostrato mediocre (se non inetto) come comandante in capo, è pacifico, ma a monte il marcio non veniva dal Fascismo, che non fu solo dittatura ma innanzitutto manifesto ideologico e movimento politico di idee con più anime.
      Monomaniaco? Lente del risentimento? Se non leggete la complessità di un fenomeno come l’identitarismo in termini di “odio, risentimento, frustrazione, rabbia, rancore” ecc. ecc. non siete proprio contenti. Scendete dal piedistallo su cui vi siete messi, credendovi moralmente superiori in quanto lib-dem. Non siete migliori di nessuno, e le vostre idee sono solo conformismo frutto di 70 anni di lavaggio di cervello antinazionale di un intero Paese, occupato non solo militarmente dall’Occidente capeggiato dagli Usa.

      Mi piace

      • Luca ha detto:

        Risentimento nel senso che si potrebbe avere un approccio un po’ più ironico e meno apocalittico alla realtà. Anche se mi rendo conto che qui il senso dell’umorismo è di casa come un un pinguino nella savana. Comunque se mi rispondi parlando al plurale, confondendomi con un non ben definito gruppo di persone cui arbitrariamente ritieni di assimilarmi, non venire a farmi lezioni di complessità. Accontentiamoci di essere d’accordo sulla censura di Twitter, ok?

        Mi piace

      • Paolo Sizzi ha detto:

        Sei fuori strada mitico, io ero un campione di ironia su Twitter, lo sapeva chiunque.
        Ho usato il plurale in merito alla solita solfa antifascista, perché hai scritto cose che sento ogni giorno, dai detrattori, su Mussolini, Piazzale Loreto, 25 aprile e via dicendo. Perciò inviterei te e tutti gli altri, senza confonderti con terzi, ad inquadrare la questione sotto un punto di vista diverso, perché francamente la sufficienza con cui trattate questo argomento uscendovene con le trite e ritrite condanne da benpensanti su un fenomeno, ripeto complesso, come il Fascismo alla lunga stanca davvero. Sembra che l’antifascismo sia 100% ragione e “i fascismi” 100% torto marcio. Non sopporto questo manicheismo, il concetto era quello.
        Tu come chiunque sei libero di pensarla come credi, apprezzo però il fatto tu sia d’accordo sulla condanna della censura.

        Mi piace

      • Luca ha detto:

        Rispondo qui al tuo ultimo commento. La condanna della censura è totale, in particolare perché qui, per quanto io ci sia venuto saltuariamente e potrei anche sbagliarmi, non si è mai fatta l’apologia della violenza né si è mai incitato all’odio. Senza scomodare Voltaire, si tratta nel migliore dei casi di un cedimento al conformismo imperante, per cui pur sotto questo aspetto ti sono solidale anche se trovo assurde, sempre nel migliore dei casi, molte delle tue posizioni.

        Quanto all’ironia, io ho resistito all’aberrazione di Facebook e al festival della superficialità di Twitter, quindi non saprei, certo il solo fatto di autodefinirsi un campione di ironia mi fa sorgere qualche dubbio, ma apprezzo comunque la modestia. 🙂
        Sapendo che la cosa cadrà nel vuoto senza nemmeno suscitare la tua curiosità, ti segnalo ugualmente un libercolo di tale François Laplantine, Identità e Metissage in cui si sostiene che l’io identitario (una variante del quale è l’io-popolo, è per definizione totalmente refrattario all’umorismo, e che si prende assolutamente troppo sul serio per sorridere. Tendo ad essere d’accordo.

        Quanto a Piazzale Loreto, la verità è che il conformismo borghese perbenista della sinistra moderna tende a rimuoverlo, non certo a rivendicarlo, perché ritiene che l’increscioso episodio stoni nel bel salotto ammobiliato e tirato a lucido della democrazia liberale. Io, che non disprezzo la democrazia liberale ma nemmeno la idealizzo, invece penso che una guerra civile avrebbe dovuto avere un finale forse più doloroso ma più netto, un po’ meno a tarallucci e vino (e sì, avrei fucilato anche i Savoia). Questo al di là di qualsiasi giudizio storico si voglia dare del fascismo, giudizio che non può che essere articolato e che non può sicuramente essere basato (o basato esclusivamente) su criteri morali (figuriamoci se mi sogno di giudicare fenomeni della portata di fascismo e comunismo sulla base di criteri come “avere torto” o “avere ragione”).

        Mi piace

      • Paolo Sizzi ha detto:

        Nemmeno su Twitter ho mai istigato a odio e violenza contro qualcuno, checché ne dicano i piagnoni e infami delatori antifa; anche i cinguettii più pesanti non hanno mai ceduto al becerume violento, pure perché sovente erano ammantati di sarcasmo. Non sarò stato campione di auto-ironia ma di ironia ne ho sempre dispensata a pacchi, ovviamente soprattutto contro la parte politica (e ideologica o socioculturale) a me avversa.
        Penso che ognuno sia libero di dire ciò che meglio crede; non mi sono mai sognato di segnalare in lungo e in largo gente che non la pensa come me e anche che si abbandona a comportamenti scomposti e semi-belluini (verbalmente parlando), me ne sono sempre fregato perché vivo ugual e perché so che fa parte del gioco. Questo a differenza dei detrattori che han fatto carte false pur di cacciarmi da Twitter. Segno che sono loro ad avere paura di ciò che penso io, dimostrandosi dei poveri pipponi e delle pappe molli. Quel che invece mi manda in bestia e che Twitter li abbia assecondati sospendendo in maniera permanente l’account, e sorvolando sulla palese istigazione a odio e violenza che quotidianamente facevano contro il sottoscritto.
        Io posso dire che su alcune cose non ironizzo e nemmeno riesco a scherzare: il sangue, il suolo, lo spirito nostrano sono sacri, preferisco pigliare per i fondelli altre cose, a partire dai dogmi delle sinistre. Ma ciò è logico. Ritenere qualcosa sacro non significa usarlo come una clava contro il prossimo.
        Le sinistre, del resto, sono libere di prendere per i fondelli ciò in cui credo io, mangio e dormo ugualmente. Ma non s’accontentano proprio, prese dalla loro smania di finta superiorità morale si sentono in dovere di farla fuori dal vaso scatenando la caccia al nazzzi, smentendosi vergognosamente su tutta la fuffa in cui dicono di credere.
        Su Piazzale Loreto io parlo di ciò che vedo in rete, ed è un tripudio di inni al linciaggio dei “fasci” e all’esaltazione della fine che fecero Mussolini e soci, sempre sorvolando sulla responsabilità di Savoia e badogliani (non parliamo di partigiani e Alleati, o sovietici, quelli non si toccano proprio). Mussolini è stato un inetto e un impiastro nella gestione della guerra (nemmeno doveva entrarci), ma anche su questo rimane la responsabilità del re, il cui capolavoro rimane la vergognosa pagliacciata di Cassibile con cui il regio esercito venne abbandonato a sé stesso dopo l’8 settembre, l’alleato germanico tradito, e tutte le colpe lasciate cadere sul capoccione der duscie. Ammetto che la cosa non mi interessi particolarmente, ma anche il discorso leggi razziali ricade sulle spalle dei savoiardi.
        Comunque io non santifico il Fascismo, sia chiaro, nemmeno mi dico (neo)fascista, io rimango etnonazionalista, perché ho sensibilità diverse rispetto al nucleo del pensiero nero, e per certi versi mi avvicino più al nazionalsocialismo, altra dottrina che andrebbe giudicata senza isterismi e moralismi; perché un conto è ciò che sta sulla carta, un altro l’evoluzione storica di un movimento, anche qui complesso e articolato, e non meritevole di essere liquidato sbrigativamente con le solite 4 cose.

        Mi piace

  7. Lidia Sabrina ha detto:

    Come afferma Giovenale ” Dat veniam corvis, vexat censura columbas” (Satire, II,63): si direbbe che, purtroppo, quello di opprimere persone innocenti e per converso risparmiare deliberatamente chi sarebbe necessario biasimare e punire, rappresenti un male non nuovo.
    Che il comportamento dei tuoi detrattori sia stato oltremodo spregevole costituisce un dato di fatto.
    Ma al di là di questo si sono rivelati alquanto stolti, poiché hanno agito indirettamente contro il loro stesso interesse.
    Ebbene sì, perché osteggiare le poche persone che, come te, hanno il coraggio di divulgare idee e principi sani in questa società irrimediabilmente marcia con mirabile tenacia, competenza ed autentica passione, significa agire contro il bene collettivo e quindi contro se stessi.
    Come sosteneva Socrate, chi ha la facoltà di saper riconoscere il Bene, non può fare a meno di perseguirlo con tutte le sue forze: il male è dovuto a mera incapacità, l’incapacità di comprendere quale sia la giusta via.
    Per questo, caro Paolo, i miserabili ( in ambedue i sensi del termine) che ti denigrano, sono in realtà proprio quelli che maggiormente necessitano della tua benefica guida.
    Ave Italia!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...