Una brutta pagina di censura

Sono su Twitter dal primo di giugno del 2012, e in tutti questi anni non ho mai avuto seri problemi di censura, a differenza di Facebook, dove questa, invece, si fa sciocca, rigida e sensibilissima alle segnalazioni indiscriminate di cani e porci. Ho avuto modo, in diverse occasioni, di elogiare Twitter proprio per la maggior libertà d’espressione, ma prima o poi, a quanto sembra, l’idillio doveva finire. Ieri sera, infatti, il mio account è stato sospeso perché avrebbe violato le regole contro i comportamenti offensivi: molestie a terzi e incitazione di qualcun altro a fare lo stesso, minacce e bavagli imposti ad altri utenti. Come prego? Io che non blocco, non silenzio, non segnalo mai nessuno avrei fatto tutto questo? Ovviamente Twitter ha agito in base all’ennesima ondata di segnalazioni inviate dagli zelanti castigamatti di quel social; il problema è che se qui c’è qualcuno che ha subito, e per anni, molestie, minacce, insulti, offese, blocchi, calunnie, segnalazioni da cani e porci, prese per i fondelli e subdoli attacchi da bulletti virtuali, quello è proprio il sottoscritto! Ce la fai, “cinguettatore”? Pure a te è venuta la fregola della censura a targhe alterne, dove si sacrifica lo “scomodo” e isolato utente sorvolando sulla marea di liquame che fuoriesce dalle bocche di quell’amorfa massa di ipocriti che rispondono al nome di antifa (da tastiera, ovviamente)? Fa davvero ridere, amaramente, che si venga a sospendere l’account a me accusandomi di cose che si attagliano alla perfezione a quelli che si sentono “moralmente superiori”, e che vogliono dunque tapparti la bocca a tutti i costi, semplicemente perché 1) non la pensi come loro, 2) sono ipocriti come il peggiore dei farisei e 3) ragioni con la tua zucca e non con quella dei loro idoli (che spesso più che zucca definirei fondo schiena…).

Sì, questi qui sono dei gran furbacchioni: ti vengono ad accusare di nazifascismo, razzismo e suprematismo ma, puntualmente, i violenti, gli arroganti, gli intolleranti, i finti pacifisti sono proprio loro, che si prendono la libertà di dare il peggio di sé mettendosi a decine e decine contro uno solo. Cercatele, cercatele pure su Twitter tutte le amenità che i “signori” di sinistra mi dedicano, e poi vediamo chi aggredisce e istiga ad aggredire. Questi eroici anonimi (io nome, cognome e faccia li ho sempre messi, viceversa manco per sbaglio) ti segnalano perché, secondo loro, tu semini odio, prepotenza e rabbia ma, puntualmente, sono i primi ad indire crociate contro, ripeto, uno solo, perché non la pensa come vogliono o, al più, reagisce con sarcasmo rendendo pan per focaccia; ogni tanto, lungo un periodo di quasi sei anni, la voglia di mandarli al diavolo rispondendo per le rime verrebbe pure ad un santo. Io non ho mai usato Twitter per molestare, istigare a molestare, minacciare, spargere odio ecc.; io l’ho sempre usato per i fatti miei, senza invadere spazi altrui o esercitare in qualche modo azioni da cyber-bullo, limitandomi talvolta a rendere la pariglia ai cialtroneschi assalitori che, costantemente, tengono in assedio il mio profio. In questi giorni i dibattiti sono stati più accesi del solito, per via delle note polemiche sulla “razza bianca”, e io ho difeso con le unghie e con i denti la scientificità del concetto biologico di razza, che vale anche per l’uomo, e la bontà dell’identitarismo etnonazionale, senza mettermi a propagandare idee discriminatorie, razziste, violente e suprematiste.

Non sarei qui a lamentarmi di questi fatti se Twitter non mi avesse sospeso l’account; il vero problema è infatti questo: uno si becca insulti di ogni genere conditi con calunnie, minacce e azioni squadriste e per di più si piglia la beffa dell’account bannato! Una cosa oscena e assurda! La vittima di molestie, minacce e contumelie sono io però Twitter “fa fuori” il mio account! Ma dunque, se davvero avessi sbagliato io, quale sarebbe il messaggio che si vuole mandare? Che uno dovrebbe pigliarsi insulti da mattina a sera senza reagire? Che uno dovrebbe abbassare il capo e stare zitto di fronte alle intimidazioni costanti di chi si sente superiore (?) perché ostenta stracci arcobaleno, tessere di movimenti di sinistra, truci minacce ai “fasci” e paccottiglia da centro sociale? Che uno non dovrebbe difendere le proprie idee, e pure dati scientifici e/o culturali, perché sennò i nipotini dei partigiani ti segnalano, soffrendo di gastrite ogniqualvolta uno non si sottomette alla vulgata antifascista e al pensiero unico che li usa come marionette? Cari amici del Twitter, se mi avete sospeso l’utenza perché in qualche modo sarei risultato aggressivo e molesto, sta bene, ma allora, per coerenza, sospendete tutti coloro che da anni mi fanno la “guerra” a suon di insulti irripetibili, altrimenti passa l’idea che se uno dice cose che a quelli là non piacciono deve beccarsi angherie di tutti i tipi e starsene zitto. Altro che difesa della libertà d’espressione! Un segnale non proprio edificante in tempi in cui i social vengono troppo spesso usati per mettere alla gogna mediatica il singolo riconoscibilissimo, attaccato vergognosamente sul personale da un magma indistinto di troll e anonimi.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
Questa voce è stata pubblicata in Società, Sursum crania. Contrassegna il permalink.

20 risposte a Una brutta pagina di censura

  1. Marcy ha detto:

    Non sei il solo, domenica han sospeso anche me, si staranno preparando alle elezioni, evidentemente.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Mi spiace. Hanno una paura marcia di tutto quello che sfugge agli opprimenti vincoli del loro squallido pensiero progressista (nulla a che vedere col progresso), e la mascherano con i truculenti toni da Piazzale Loreto 2.0. Uno più triste dell’altro.

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      • Marcy ha detto:

        Rifare un account è un attimo, il problema grosso è che sospendendo il vecchio account, automaticamente rimuovono tutti quei commenti coi quali abbiamo messo in imbarazzo i politicanti loro pupilli. Ora da quel che ne so hanno inserito un algoritmo che automaticamente individua commenti ostili ai mondialisti, temo che per sfuggire a ciò dovremmo scrivere il tweet su immagine jpeg.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Hanno risposto alla mia pronta replica inviata al supporto tecnico ieri sera dicendo che il mio account è stato sospeso e non verrà ripristinato perché avrebbe violato i termini di servizio, in particolare le regole relative alla “condotta detestabile”. Secondo questi geni avrei promosso la violenza (?) nei confronti di terzi, attaccando, minacciando in base a razza (ma dai, parlano pure loro di razza? ma mica non esistevano le razze?), etnia, provenienza, orientamento sessuale, sesso e bla bla bla; inoltre avrebbero stabilito (su che basi?) che lo scopo primario del mio account Twitter sia stato quello di incitare altri utenti (come prego? sono sempre stato solo ed isolato lì sopra nelle gazzarre scatenate dai sinistrati, salvo qualche camerata di buona volontà che ringrazio per il supporto) a recare danno alle categorie succitate. Questi qui sono fuori di melone.
        Capito? Attribuiscono a me quelle che sono colpe di terzi, poiché sono proprio i soliti idiotoni antifascisti ad incitare ad insultarmi, a prendermi di mira, a segnalarmi, a mettermi alla berlina senza possibilità di replica! Tutto questo è assurdo cribbio! Senza vergogna proprio, giustificano il vigliacco squadrismo rosso contro il singolo, e disabilitano l’account proprio a quest’ultimo, come beffa ultima!
        A quanto pare è proprio vero, uno dovrebbe beccarsi insulti di tutti i generi, pure sul personale, pure quelli disgustosi e aberranti, e starsene zitto come un agnello sacrificale. Bel messaggio che passa, davvero un bel messaggio. Del resto è inutile stupirsene: se propagandi contenuti identitari, etnonazionalisti e anti-mondialisti, secondo lorsignori, passi automaticamente dalla parte del torto marcio. Bello schifo.

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  2. Buongiorno Sizzi, come avrai intuito sono l’omonimo utente di Twitter. Al momento sto cercando di dare visibilità ai tuoi nuovi post, anche se il mio pubblico è molto piccolo.
    Su Twitter, c’è poco da dire, è un fatto pubblicamente noto che i termini di servizio sono stati riscritti su pressione dell’ADL per combattere una ben precisa parte politica. Inoltre anche la recente inchiesta di “Project Veritas” (ma varie altre in passato) ha mostrato che Twitter è pieno di gente di estrema sinistra che separa ben poco il lavoro dall’attivismo. Quindi c’è da aspettarsi che questi episodi si ripetano, almeno fino a che i social non verranno seriamente regolati.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Buongiorno a te, e grazie per la tua salutare opera di divulgazione. Ne approfitto per ringraziare te e tutti quei pochi che non si sono mai fatti problemi nel prendere parte alle violente discussioni coi rattoni rossi, supportando così la nostra causa. Quegli infami vogliono spacciare ciò che sosteniamo per odio, razzismo, violenza e balle varie, facendo forzosamente leva su quanto di esagerato possa aver detto o scritto in passato su vecchi blog (e che mi è costato una condanna, per via delle solite leggine liberticide); ma, come detto più e più volte, se c’è qualcuno che semina e istiga odio sono proprio loro, paraculati dall’ala protettrice della censura oscurantistica dei social.
      Andiamo avanti con la sacrosanta difesa delle nostre ragioni, essendo 100% identitarismo etno-razziale e 0% razzismo, suprematismo, nazifascismo e via dicendo. Combattere contro la dittatura del pensiero unico è dovere e diritto di tutti gli uomini e donne di buona volontà.

      Ave Italia!

      Piace a 1 persona

      • Mi chiedevo: Twitter ti permette di scaricare l’archivio della tua attività?
        Perché avevi postato molto materiale divulgativo utile, tra cui le craniometrie, che sarebbe un peccato perdere.
        Se si riuscisse a recuperare l’archivio, con un po’ di lavoro dovrebbe essere possibile resuscitare la tua timeline su una apposita pagina web.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Si riesce si riesce, ma quel che conta sono i contenuti visivi, tranquillamente recuperabili. Sono tutte cose comunque di cui ho già parlato su questo blog. Magari vedrò di ricavarne qualche articolo, se non l’ho già fatto.

        Piace a 2 people

  3. Un saluto da twitter, dove per fortuna non puoi più scrivere.

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  4. Manuel ha detto:

    Denunciali. Io cercherò di pubblicare su tw ciò che scrivi. Ciao Paolo.

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  5. Marcy ha detto:

    Ho rifatto il profilo e anche uno di scorta giacché siamo sotto elezioni. Non ho neanche chiesto spiegazioni perché supponevo arrivasse una risposta simile a quella che hai ricevuto tu. Intanto condivido quello che pubblichi qui, ma considera che avendo profilo nuovo impieghero’ una vita a riavere il vecchio pubblico.

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  6. Paolo Sizzi ha detto:

    La cosa più assurda, ridicola e vergognosa di tutta questa storia è che Twitter accusa me di aver creato appositamente un profilo con lo “scopo primario di incitare altri utenti a recare danno a qualcuno, di promuovere la violenza nei confronti di terzi, di attaccare direttamente qualcuno o minacciare gli altri”. PREGO?! Sarei io a fare tutto questo semplicemente per aver mandato a quel paese, in questi giorni, gente che da mattina a sera mi insulta, mi calunnia, mi minaccia, trolla e offende sul personale, fa squadrismo e bullismo vigliacchi e ti viene a istigare ad una novella Piazzale Loreto sotto il naso?! Ma stiamo scherzando?
    Per me tutto questo è scandaloso. Se Twitter fosse popolata da tanti Gandhi, San Francesco, Madre Teresa, Osho ecc. potrei anche accettare di venir redarguito per contenuti VERBALMENTE “””violenti”””, ma considerando che tutti quelli che mi hanno segnalato auspicano, come minimo, di sottopormi ad un TSO (per delle IDEE!) trovo la sospensione permanente del mio account – scaturita da segnalazioni, non da precisa volontà di Twitter – davvero inaccettabile. La libertà d’espressione sì: siamo liberi di pensarla come lorsignori, altrimenti scattano le purghe.

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  7. @RealMorosini (quello su twitter) ha detto:

    Capita, c’era da aspettarselo. Mi ero stupito che non lo avessero ancora fatto, visto il trattamento che la destra riceve di solito sui social: recentemente in modo particolare questi ultimi tendono sempre più a diventare veri e propri “safe spaces” per la sinistra.
    Farai un altro account oppure cercherai un altro posto dove scrivere?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Valuterò. Di sicuro continuo qui, su Facebook e su EreticaMente. Lo strapotere sinistrorso va contrastato; leggevo che proprio tra novembre e dicembre scorsi Twitter ha deciso di dare un giro di vite contro i profili di “estrema destra”. Si vede che la mia epurazione rientrava in questo piano. Sempre viva la libertà d’espressione, mi raccomando!

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  8. Franco Treni ha detto:

    Da quel che ho capito funziona che un gruppo ti segnala in massa e sei fregato.. tempo fa a me hanno chiuso parecchi account Facebook e Google in questo modo. L’unico consiglio che mi sento di darti e di non prendertela, già il lavoro che c’e su questo blog e molto ben fatto: io e molti altri se c’è da leggere qualcosa sulla antropologia genetica subrazze craniometrie etc veniamo qua perché è uno dei pochi siti italiani che trattano accuratamente e scientificamente questi temi. Lascia perdere queste flame war, è solo gente che ti fa perdere tempo, i comunisti che vengono a rompere sotto discussioni sulla genetica ma che glie ne importa a loro, allora perché rompono tanto? dovrebbero solo stare zitti se sono per il libero pensiero, o per lo meno non segnalare profili solo perché urtano le loro sensibilità.. Se si passa alle azioni, allora è legittimo rispondere a tono, ma finché abbiamo le nostre idee e discutiamo, non è giusto che si facciano i processi alle intenzioni. Purtroppo il mondo non è sempre giusto, e chi ha potere ovviamente cerca di mantenerlo. Chi vivrà vedrà. Continua l’ottimo lavoro di divulgazione, ti seguo da anni.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Grazie per le cortesi parole. Il mio impegno continua e vi sarà sempre, Twitter o non Twitter, questo è fuori discussione. Tuttavia tale vicenda è emblematica e la dice davvero lunga sulla farsesca libertà d’espressione esistente in questo Paese. Denunziarla è davvero il minimo.

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  9. Franco ha detto:

    Ciao Paolo,
    voglio ringraziarti di cuore per il contributo su Twitter. Le tue opinioni, spesso condivisibili, a volte meno, erano molto importanti per me. Un’onestà intellettuale senza eguali era la fonte della tua autorevolezza. Bisognerebbe sempre confrontrasi con persone così; per provare a ragionare, a capire, soprattutto quando si hanno idee discordanti.
    A presto

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  10. Paolo Sizzi ha detto:

    http://www.repubblica.it/tecnologia/social-network/2017/12/19/news/twitter_fuori_gli_account_violenti_chiusi_i_profili_dei_leader_dell_ultradestra_gb-184594274/

    “Fuori gli account violenti”. Solo di una certa parte politica però; quell’altra è libera di osannare e auspicare una nuova Piazzale Loreto da mattina a sera. Complimenti, Twitter.

    “Account estremisti, xenofobi e che promuovono la discriminazione saranno sospesi a tempo indeterminato, anche in base alle attività offline”

    Signori, è ufficiale: siamo alla psico-polizia e a scenari stile Minority Report. Avanti così

    Nel mentre sto ancora aspettando (invano) che Twitter mi indichi quali sarebbero i tweet in cui avrei molestato, istigato a molestie e violenze, minacciato; loro per andare sul sicuro hanno cancellato tutto quanto ho scritto, resettando i 3000 follower e lasciando intatta l’immonda marea di contumelie che mi ha accompagnato in questi quasi sei anni di cinguettii. Complimenti vivissimi

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