Similarità genetica tra Italiani ed Europei

Eurogenes K36 Similarity Tool Map

L’interessante mappa che potete trovare sopra quanto sto per scrivere è il frutto di un’applicazione (amatoriale, è bene dirlo) che prende in esame la similarità genetica tra svariati popoli europei, basandosi sul calcolatore, parimenti amatoriale, Eurogenes K36.

Il focus è, in questo caso, posto su di un campione dell’Italia settentrionale composto da un insieme di individui lombardi (in senso regionale) e veneti, il cui valore è ovviamente 100 (e lo potete trovare nel campo più scuro posto al centro del Nord Italia). Più infatti il colore è scuro e maggiore sarà la similarità tra popoli europei.

Nel caso italiano settentrionale (anche se un campione soddisfacente di soggetti padano-alpini dovrebbe raggruppare tutte le regioni nord-italiane e non limitarsi a Lombardi e Veneti) possiamo trovare tra i primi dieci popoli, per similarità genetica (in ordine decrescente): Ticino a 90, Val d’Aosta a 89, Friuli e Toscana a 87, Marche a 84, Arpitania/Burgundia e Baleari a 80, Occitania, Corsica e Lazio a 79.

Ciò che salta all’occhio è la considerevole distanza che intercorre tra il Nord e il Meridione d’Italia, considerando che la regione del Sud più vicina al Settentrione è la Puglia (a 71), seguita dalla Sicilia nordoccidentale (a 70). In effetti si può dire che, geneticamente parlando, i meridionali italiani possono essere modellati come 50% nord-italiani e 50% levantini (Libano), confermando la concreta diversità etnica esistente in Italia, soprattutto venendo a parlare dei suoi estremi geografici.

Nulla di nuovo, ovviamente, ormai chiunque conosca un po’ di genetica delle popolazioni sa che tra Nord (o meglio Centro-Nord) e Sud Italia esiste un considerevole stacco in termini biologici, sia genetici che fisici, oltre che in senso antropologico, culturale, linguistico, storico, geografico, climatico ecc. Per carità, in questo caso sono studi amatoriali ma confermano quanto già emerge dagli studi accademici relativamente all’eterogeneità italiana.

Oltretutto le distinzioni non riguardano solo Centro-Nord e Sud (sebbene questa sia la principale frattura) ma anche Nord e Centro (e Toscana e Italia centrale), Nord-Ovest e Nord-Est, pianura e Alpi. Ci possono anche essere delle sorprese, perché, ad esempio, la Romagna, in diversi casi, può risultare più a sud-est della Toscana, che è più occidentale; per lo stesso motivo la Sicilia, in particolare la sua metà occidentale, è più a nord della Calabria (spesso non solo) che risulta essere la regione italiana più geneticamente a sud; il Molise, più a sud dell’Abruzzo, può risultare geneticamente sopra quest’ultimo per una maggior componente continentale (geni sannitici e longobardi?).

Nel Nord, è evidente come i campioni dell’area propriamente alpina (sia occidentale che, soprattutto, orientale) possano risultare più a nord, più continentali ed indoeuropei, di quelli delle Prealpi o della Pianura Padana, ed è d’altronde chiaro come uno striminzito campione quale l’accademico tratto dal Bergamasco (13 unità) non possa in alcun modo rappresentare l’intero Settentrione, e forse nemmeno la Lombardia come regione e la Bergamasca stessa.

Alla luce di questo non apparirà affatto esagerato parlare di suddivisione etnica e culturale in Italia, una cornice nazionale che racchiude a sua volta diverse nazioni quali la lombarda (Nord-Ovest celto-ligure romanizzato e germanizzato in superficie, che include la Svizzera italiana), la triveneta (Nord-Est reto-venetico con un certo influsso mitteleuropeo), la tosco-mediana (etrusco-italica ma non proprio omogenea avendo Toscana e Centro Italia proprie identità peculiari, con in più la Corsica che sembra a metà tra Toscana e Liguria ma con un chiaro influsso sardo), la meridionale (greco-italica non senza influssi levantini nel profondo Sud) e ovviamente la sarda che è la più “pura” e smarcata di tutte.

Chiaramente, al Nord vi sono minoranze etniche importanti che non possono essere strettamente associate alle due principali etnie settentrionali, ossia la germanica, la slava la franco-provenzale (valdostana), ancorché diluite e nei secoli mescolatesi con gli indigeni romanzi cisalpini. Non c’è un baratro tra Trentino e Alto Adige, tra Val d’Aosta e Piemonte alpino o tra Cimbri (quel che ne rimane) e Veneti prealpini e alpini, ma sicuramente esiste uno stacco sensibile tra gli indigeni padani del cuore del Nord Italia e quelli dell’arco alpino; pur essendo, di base, entrambi europei sudoccidentali, vicini ai Francesi centro-meridionali e agli Iberici (e ovviamente agli Italiani centrali, Toscani in testa), in diversi casi i settentrionali alpini si smarcano dal resto degli Italiani del Nord per avvicinarsi all’Europa centrale, in particolare nel caso del Triveneto.

Cosicché l’Italia settentrionale e quella centrale (soprattutto la Toscana) rimangono più vicine a Iberia e Francia centro-meridionale che al Meridione d’Italia, mentre quest’ultimo, inserendosi in un contesto europeo sudorientale, mostra maggior affinità con la Grecia e le sue isole. Ciò che separa il Centro-Nord dal Sud sta, da una parte, dalla maggior componente continentale, nordica e steppica (Kurgan) del primo, e dall’altra da una sensibile commistione neolitica o calcolitica (durata forse sino al Bronzo) di aspetto levantino (antico) che caratterizza il Mezzogiorno.

Quanto detto non significa che al Nord siamo barbari celto-germanici e al Sud mezzi arabo-levantini, ma che pur essendo, di base, tutti Europei meridionali, al Centro-Nord si ha una forte tendenza occidentale (con punte centro-europee) mentre al Sud ne esiste nettamente una che tira verso oriente. Fenomeni che, del resto, riflettono la storia delle varie plaghe d’Italia, senza partorire settentrionali vichinghi e meridionali meticci.

Fermo restando che, relativamente a questo articolo, si è preso in considerazione un calcolatore amatoriale (e quindi ci si deve sempre ricordare che quando si tratta di progetti amatoriali è bene procedere coi piedi di piombo), possiamo dire ancora una volta, confortati soprattutto dai numerosi e noti studi accademici, che l’Italia geneticamente (e non solo, chiaramente) mostra un aspetto biologico peculiare che la rende eterogenea e composita, rappresentata da più genti italiane in molti casi nettamente distinte.

Non esiste un solo popolo italiano, ma diversi popoli italiani, appunto eterogenei ma anche uniti da una cornice soprattutto culturale, storica e romana che esiste da millenni e che fa dell’Italia una straordinaria realtà europea, unica ed inimitabile. Il modo migliore per esaltare questa identità sta nel sottolineare la ricchezza etno-culturale del Paese, promuovendo un salutare federalismo etnico che non indebolirebbe la coscienza italica ma, anzi, la corroborerebbe affrancandola dall’italietta caricaturale frutto di quasi 160 anni di dittatura statolatrica. Ma, chiaramente, si aprono così argomenti più politici che antro-genetici, e infatti mi fermo qui, onde evitare di confondere i due piani.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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10 risposte a Similarità genetica tra Italiani ed Europei

  1. Luigi ha detto:

    Non penavo fossimo più vicino ai bavaresi che agli austriaci(71 vs 67). Componente orientale negli austriaci?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Sì, gli Austriaci globalmente intesi hanno una netta influenza orientale (vedi l’antica Carantania) e una gran quota di R1a nel settore orientale del loro Paese. Caso diverso per il Tirolo austriaco, con 77 di similarità.

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    • M ha detto:

      Dipende dal campione austriaco, ma gli austriaci possono essere più orientali dei bavaresi.

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  2. Luigi ha detto:

    Interessante il 71 della puglia in confronto al 78 dell’albania,alla stessa latitudine della regione dei trulli ma su una penisola differente separata dall’adriatico. Curioso.

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  3. franco liloni ha detto:

    Estremamente suggestivo ed interessante il contributo di questa esposizione.Complimenti

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  4. Eusebio ha detto:

    quindi i meridionali sono più vicini ai greci oppure ai settentrionali

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  5. Manuel Gentili ha detto:

    Paolo, gli italiani dell’estremo meridione hanno una mistura autosomica tendenzialmente più vicina a quella di alcuni popoli mediorientali o a quella dei loro connazionali settentrionali?

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