I cognomi dei Bergamaschi

Il linguista Emidio De Felice, in un saggio sull’onomastica italiana del 1987, ci illustra la natura e il funzionamento della cognomistica nostrana, offrendoci uno schema che varrebbe, indubbiamente, per i casati di tutta Italia, incluse la Lombardia e la Bergamasca. Ispirandomi, infatti, allo scritto di quello studioso vorrei delineare i tratti fondamentali del sistema cognominale orobico, quello cioè che meglio conosco, dando uno spaccato spero interessante dell’ambito onomastico locale.

Le tipologie onomastiche dei cognomi italiani, secondo De Felice, sono le seguenti, e gli esempi che riporterò riguardano spiccatamente la realtà bergamasca, ma varrebbero per ogni altro territorio italiano. Una prima tipologia è costituita dai cognomi derivati da nomi personali, come ad esempio Mazzoleni, “quelli di Mazzolo“, Vitali, “quelli di Vitale“, Agazzi, “quelli di Agazio“, Lorenzi, “quelli di Lorenzo“, Ghilardi, “quelli di Ghilardo“, che spesso e volentieri riportano il nome del capostipite del casato.

Una seconda tipologia riguarda i cognomi derivati da soprannomi, ad esempio Pesenti da pezzente, “colui che chiede”, Colleoni da coglione, noto soprannome virile del casato del condottiero Bartolomeo, Zanchi da un termine dialettale similare a sciancato, Capelli da capello per indicare un individuo “sottile come un capello”, appunto, Morosini, per via dei capelli scuri, mori.

Vi è poi una terza tipologia che riguarda determinativi epitetici atti ad identificare ulteriormente l’individuo; essa consta di tre sottotipi, che qui illustreremo:

1) patronimici/matronimici, che rientrano ovviamente anche nella prima categoria ed indicano il nome personale del capostipite del casato, come ad esempio i sunnominati Mazzoleni, Vitali, Agazzi, Lorenzi, Ghilardi per i patronimici e Leidi (da Adelaide), Noris (da Nora), Antilde (antico casato nobile estinto il cui nome deriva da un nome personale femminile di origine germanica) per i matronimici; nella stragrande maggioranza dei casi questi cognomi sono caratterizzati dal classico suffisso in -i derivato dal genitivo latino, col valore di “figlio di”, come nei suddetti casi (figlio di Mazzolo, Vitale, Agazio, Lorenzo, Ghilardo), ma esistono anche diversi cognomi bergamaschi, sempre di gusto latino, con suffisso -is come in Maffeis, Baldis, Bolis, Paris, Gualandris ecc. Nel Bergamasco sono rari ma vi sono pure cognomi con dedel/della, da, dal/dalla, d’ come (per quanto riguarda questo primo sottotipo) in De Leidi, De Ruschi, De Borzatti, Della Minola, Della RomanaDeretti;

2) cognomi derivati da paesi, città, centri, località, ad esempio Cortinovis (da Cortenuova), Brembilla (dal paese di Brembilla, lo stesso da cui i meneghini Brambilla), Valsecchi (da Valsecca), Sonzogni (da summum Zonium, frazione di Zogno), Terzi (da Borgo di Terzo), e soprattutto i notissimi Rota (da Rota Imagna) e Locatelli (da Locatello, anch’esso in Valle Imagna), anche con preposizioni come per Daleffe (dal paese di Leffe), Daldossi (da una località Dosso), D’Adda (dal fiume Adda); da etnici, ad esempio Cremaschi (di Crema), Todeschini (della Germania, chiamata Todria in lombardo), Bergamelli (del territorio di Bergamo), Lombardoni (della Lombardia), probabilmente anche Foresti (che vale “stranieri”) e Paganessi o Paganoni (derivati da Pagani, dal latino pagus, “villaggio di campagna”); da elementi geografici comuni, anche con preposizioni, come PiazzalungaForcellaDel Prato, Della Vite, Nava (da un termine celtico indicante una conca tra monti), Della Volta, o cognomi pan-lombardi come Villa, Riva, Sala, Crippa (da cripta) e ancora Dallagrassa (grassa in bergamasco vale “letame”), Corna (in bergamasco significa “macigno, roccia”);

3) l’ultimo sottotipo è costituito da cognomi derivati da mestieri, professioni, cariche, condizioni, ruoli sociali e famigliari, come ad esempio per Milesi (latino miles, “soldato”), Scarpellini (bergamasco scarpulì, “calzolaio”), AcquaroliFornoni, Bombardieri nel caso di mestieri e professioni, Cattaneo o Capitanio, Vavassori, Marchesi, Previtali, Signori, Vassalli, Giudici come esempio di cariche, Manenti (dal latino manentes, “coloni, servi della gleba”), Foresti, Pagani, Cortesi, Pellegrinelli, Carminati (lavoratori al servizio di qualche monastero del Carmine) per condizioni e ruoli sociali, VedovatiCugini e Fratelli come esempi di cognomi derivati da ruoli famigliari.

Vi sarebbe infine una quarta tipologia di cognomi che non abbraccia nessun etimo onomastico specifico e proprio per questo non è effettivamente una tipologia a sé stante. Essa riguarda, infatti, quei cognomi imposti dalle autorità civili o religiose, e successivamente ereditati, agli orfani e ai trovatelli che possono essere trasparenti (è il caso dei noti Esposito, Degli Esposti, Proietti, Incerti, Degli Innocenti ecc.; nel caso bergamasco va segnalato, a mo’ d’esempio, un ceppo di Innocenti e, forse, Malvestiti, DonadoniTrovesi, Del Carro), indiretti (che rimandano cioè al luogo di ricovero come per Colombelli, Cadei, Monaci, Vescovi, Santus, FratusCantamessa ecc.) ed impliciti (ossia cognomi derivati da nomi benaugurali come ad esempio Belotti/Bellini, Amadei, Migliorati, Dall’Angelo o Angioletti, Salvi e Salvoldi, Bonfanti, BonomiSantini, Valenti, oppure da altri tipi di nomi che rimandano al ritrovamento del trovatello come Invernizzi, Maggioni, Lazzaroni, Plebani o Pievani, Personeni ecc.). Nel caso dei cognomi impliciti derivati da nomi benaugurali, sono evidenti i riferimenti a qualità come bellezza e bontà e ai valori cristiani.

Esistono anche tutta una serie di cognomi, spesso rari o rarissimi, dal significato incerto o incomprensibile, che potrebbero anche essere delle varianti di altri cognomi, degli errori di trascrizione, delle forme cognominali corrotte nel tempo (magari per cagioni di oscillazioni linguistiche dal latino al toscano, passando per il bergamasco) o anche delle invenzioni di sana pianta, sovente recenti, caso questo che si addice ancora una volta agli ambienti degli istituti, laici o religiosi, che si occupavano dell’accoglienza degli orfanelli e dei trovatelli. Alcuni di questi cognomi oscuri potrebbero essere, ad esempio, Antiposmodico, Epizoi, Erangoli, EroloIndalizio, InicoLostraccoMarzupio, Ostricati, Quadrilustri, RosbucoSansegolo, SismaVabanesi, ecc.

De Felice, nel suo saggio del 1987, dà alcune statistiche, nazionali, sulla distribuzione e la natura dei cognomi italiani. Egli ci dice che le forme cognominali reali (senza considerare le forme errate e le varianti formali casuali) consistono in 100.000 cognomi e 20.000 gruppi cognominali. Il primo tipo di cognomi rappresenta il 40% delle forme (e copre il 32% della popolazione); il secondo tipo il 19% (ma riguarda il 31% della popolazione) e abbraccia un repertorio con forme e gruppi di altissima frequenza, come i vari Rossi, Bianchi, Galli, Russo, Negri, Bruno ecc. e nel caso bergamasco come Pizzaballa, Moscheni, Capoferri, Regazzoni, Fracassetti, Possenti ecc.; infine, i cognomi del terzo tipo, rappresentano il 41% (ma il 37% della popolazione, con una frequenza dunque minore rispetto ai cognomi del secondo tipo). Il linguista in questione sottolinea anche come nel sistema nominale conti più il fenomeno della concentrazione, mentre in quello cognominale il fenomeno della dispersione.

Per concludere, ricorderò come nel caso bergamasco l’etimo dei cognomi vada ricondotto – tenendo naturalmente conto dell’italianizzazione moderna – alla lingua latina (ecclesiastica e volgare), a quella volgare bergamasca, al dialetto bergamasco naturalmente, al germanico e al celtico che rappresentano rispettivamente il superstrato e il sostrato dell’ambito linguistico gallo-italico/lombardo.

A mero titolo informativo riporto qui i primi venti cognomi più diffusi nella città di Bergamo, indicando tra parentesi il numero di occorrenze (dati del 2016):

  1. Rota (883)
  2. Locatelli (777)
  3. Rossi (405)
  4. Mazzoleni (403)
  5. Cattaneo (400)
  6. Ferrari (354)
  7. Carminati (347)
  8. Cortinovis (339)
  9. Belotti (388)
  10. Carrara (314)
  11. Colombo (309)
  12. Ravasio (271)
  13. Vitali (269)
  14. Pesenti (268)
  15. Salvi (268)
  16. Marchesi (245)
  17. Fumagalli (241)
  18. Riva (236)
  19. Nava (233)
  20. Agazzi (229)

Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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23 risposte a I cognomi dei Bergamaschi

  1. Gianluca ha detto:

    Molto interessante! Finalmente riesco a sapere del perchè di quella “esse” finale nei cognomi bergamaschi, mi sembra che nella zona ce ne siano diversi. Interessante anche la parte dei cognomi “inventati” dei trovatelli: non pensavo che il cognome Belotti potesse avere un origine del genere 😉 Di solito dalle mie parti (Valcamonica) i trovatelli hanno cognome di piante e fiori, tipo Garofolo o Ortensi.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Il cognome Belotti potrebbe avere quell’origine come anche essere membro della prima categoria; ovviamente ha a che fare con l’aggettivo “bello”, che assieme a “buono” ritorna molto nella cognominazione attribuita agli orfanelli.

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  2. Giacomo ha detto:

    Se dovesse inserire il cognome Bonacina, in quale categoria lo metterebbe o non rientrerebbe in nessuna delle categorie sopra elencate? Grazie

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Bonacina è alterazione del latino medievale Bonus, nome spesso usato da genti barbariche come la longobarda, perciò fa parte della prima categoria come della quarta, laddove dovesse trattarsi di nome dato a trovatelli. Non necessariamente, comunque sia, un nome benaugurale è frutto di una denominazione attribuita ad un orfano.

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      • Giacomo ha detto:

        Buongiorno, volevo fare un piccolo appunto, scoperto di recente che il mio cognome e’ preso da una frazione di Lecco in Valsassina.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Ma quella frazione prende il nome dal cognome, o dal patronimico alla sua base, per l’appunto derivato da Bonus (*Bonaccino, al femminile).

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  3. Marc ha detto:

    Belometti è piuttosto raro (si trovano solo nel basso Sebino/Valcalepio), può essere assimilabile a Bellini/Belotti/Bellotti molto presenti nelle stesse zone?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Sì conosco, tutti quei cognomi che propongono al proprio interno aggettivi come “bello” e “buono” potrebbero (condizionale d’obbligo) essere stati, inizialmente, affibbiati a trovatelli: quindi i vari Bellini, Belotti, Belometti, Belli, Belloni, Belloli o Beloli, Bellavita, ecc. e ancora Bellebono, Bonacina, Bonaita/i, Bonacorsi, Bonalumi, Bonanomi, Bonomelli, Bono, Bonini, Bonetti, Bonelli, Bonandrini, Semperboni ecc. ecc. possono rientrare in tale categoria, che comunque è riconducibile anche alla prima tipologia.

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  4. An American ha detto:

    Potresti fornire qualche informazione sul cognome “Fusini”? Grazie, dall’America.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Fusini è raro, ma sembra equamente distribuito tra Bergamo, Verona e la Toscana (zone di intensa colonizzazione longobarda). Potrebbe derivare dal longobardo *funsa-, “pronto”, per tramite dell’ipocoristico Fuso (da cui il più noto e diffuso cognome Fusi).

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  5. Lucas ha detto:

    Buongiorno, volevo chiederle informazioni riguardo il mio cognome, Ranza, sono certo che abbia origini bergamasche (di preciso dal comune di Fino del Monte). Lei per caso sa dirmi qualcosa a riguardo?

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  6. Giacomo ha detto:

    Buonasera, per quanto riguarda il cognome Sembeni? Grazie

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  7. Anonimo ha detto:

    Una cortesia, Paolo. Quale sarebbe il significato e l’origine del cognome tipicamente bergamasco Grigis-Gritti (infatti è lo stesso cognome-sono varianti dello stesso cognome- nel medioevo).

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  8. Anonimo ha detto:

    Ti ringrazio molto della pronta e come sempre molto documentata risposta, caro Paolo.

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  9. claudio alimonti ha detto:

    Buongiorno,mi diletto nel fare ricerche genealogiche e riguardo al cognome Inico,diffuso a Romano e Caravaggio,leggendo negli archivi parrocchiali,è una contrazione di Inicco e prima ancora era Anicco,per cui potrebbe derivare dal paese Annicco in provincia di Cremona.
    Per quanto riguarda invece il mio cognome,esso compare quasi praticamente dal nulla a Romano attorno al 1750,ed esiste anche un ramo nella provincia di Chieti…probabilmente sviluppatosi in maniera autonoma dal ramo bergamasco.Lei che ne pensa?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Grazie per l’informazione. Sì è possibile uno sviluppo indipendente dal ceppo teatino, anche perché dubito vi sia potuto essere uno spostamento da sud verso nord, o viceversa, nel corso del ‘700. Tuttavia i Bergamaschi sono sempre stati un popolo molto mobile, per motivi di arti e mestieri, e so di presenze bergamasche anche nel Regno di Napoli proprio tra ‘500 e ‘700, per questioni legate al commercio di tessuti. Alimonti, comunque sia, è un cognome radicato in Abruzzo e, soprattutto, a Roma e dintorni, quindi propendo per un ceppo indipendente rispetto agli Alimonti orobici.

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  10. Ric ha detto:

    Buongiorno, segnalo tra il 1525 ed il 1530 uno spostamento di rami delle famiglie Locatelli, Roda (Rota), Vavassori di Medolago, Comelli della Valle Imagna, Gavazzi (detti Spagnoli, sempre dalla Valle Imagna) e Spini di Albino verso Lugo di Romagna, importante mercato del Ducato Estense. Qui comprarono molti terreni, si stabilirono ed entrarono a far parte del Consiglio cittadino (in particolare Vavassori, Comelli e Gavazzi). Subito dopo la metà del ‘500, ho notato provenienze da Bergamo dei cognomi Colleoni, Bianchini, Bonelli e Calloppi.

    Riguardo ai Gavazzi (variato da Gavacis a Gavatis per poi stabilizzarsi in Gavazzi verso fine ‘500), mi piacerebbe sapere di più, se possibile, sull’alias “spagnoli”. Fu appioppato, a Lugo, a causa della pronuncia forestiera, ma allora perché solo ai Gavazzi? Era in uso anche nella bergamasca? Dopotutto ad inizio ‘500 Bergamo subì invasioni spagnole. Grazie.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Grazie per le interessanti informazioni. Sui Gavazzi non ho notizie, quindi mi suona nuova la faccenda del nomignolo; nel Bergamasco esistono gli scotöm che sono una sorta di soprannome famigliare affibbiato ai vari rami di un ceppo cognominale. Tra l’altro il cognome dovrebbe derivare dal toponimo Gavazzo o Songavazzo, sempre nel Bergamasco, località che non si trovano in Valle Imagna. Non so donde derivi la dicitura di “Spagnoli”. Ci furono, è vero, delle invasioni spagnole in territorio orobico, ma non credo abbiano lasciato tracce genetiche e antropologiche nel tessuto etnico; “invasione” è termine poco corretto perché sembra alludere ad un’alluvione di genti, cosa che chiaramente non ci fu nel caso dell’alternarsi di domini veneziani, francesi e spagnoli nella Bergamasca ad inizio ‘500.

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      • Ric ha detto:

        Attualmente sto ricercando nel notarile di Lugo e, se può servire, ho concentrato queste informazioni, fra le più leggibili, nell’immagine che si può vedere a questo link: http://paroni1569.altervista.org/tg/fam_bergamasche.jpg
        Spagnoli, Spagnolo, può essere un nomignolo coniato a Lugo ed appare solo nei primi anni del loro arrivo. Penso che abbia ragione anche sulla località. Come si può vedere, un paio di volte è indicata Bergamo mentre nell’atto che comprende anche i Comelli della “Valle Imania”, questo notaio scrisse “Valle Imania” anche per i Gavazzi.
        Fino a questa mattina la consideravo una specificazione rispetto al generico Bergamo, ma ora Valle Imagna la metto da parte. Poiché questi Gavazzi, da metà ‘600, me li ritrovo fra gli avi, meglio non prendere cantonate.
        Grazie per lo scambio di idee: ci tenevo ad avere un parere da parte di una persona esperta del territorio Bergamasco. Se scopro che queste famiglie arrivarono a Lugo prima del 1500 – 1520, invierò un aggiornamento.

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