Il mistero basco

I Baschi, popolo storico posto a cavallo tra Francia e Spagna, costituiscono il più importante isolato genetico europeo grazie al proprio peculiare aspetto antropologico e genetico che gli ha garantito, nei millenni, un fortissimo senso d’appartenenza e identitario. Al quadro antro-genetico si aggiunge quello linguistico-culturale relativo ad un’area, appunto isolata da Francia e Spagna, caratterizzata da un antichissimo idioma preindoeuropeo che molti studiosi hanno messo in relazione con l’etrusco, il proto-sardo, le lingue caucasiche settentrionali. Soprattutto il nesso tra Baschi e Caucaso appare molto interessante, se pensiamo alla presenza del toponimo Iberia presso i Caucasici, alle concordanze linguistiche vasco-caucasiche e al fatto che il tipo fisico basco (il Baskid) appare piuttosto dinaroide, ricordando quasi lo Mtebid o Caucasid che è un fenotipo a metà tra il dinarico e l’armenoide.

I Baschi iberici hanno una tendenza fisica in direzione della dolicocefalia, mentre per quanto riguarda quelli del sudovest francese si osserva una maggior meso-brachicefalia, essendo questi decisamente meno influenzati dall’aspetto megalitico atlanto-mediterraneo della Spagna. Tuttavia, i Baschi si trovano ancor oggi proprio su quel territorio che nella Preistoria costituiva il rifugio franco-cantabrico in cui trovarono riparo le genti paleolitiche durante l’ultima glaciazione. Presso i Baschi si ha il picco mondiale del gruppo sanguigno Rh negativo (Rh-) che appare di antichissimo aspetto prettamente europeo, dunque, potremmo dire, cromagnoide.

Colpisce però il fatto che, fisicamente, i moderni Baschi sembrino ben poco di fenotipo cromagnoide apparendo, per l’appunto, peculiarmente baschidi; sono invece stati osservati individui moderni di fattezze alquanto arcaiche nei dintorni della Dordogna (Francia sudoccidentale), proprio nei pressi del sito di Cro-Magnon dove vennero ritrovati i resti del famoso uomo preistorico. Il tipo baschide è il frutto di una migrazione risalente, probabilmente, all’Età del rame, soprattutto alla fase tarda caratterizzata dalla diffusione del vaso campaniforme, in cui dei navigatori provenienti, forse, dai Balcani o comunque dall’area europea sudorientale, colonizzarono le coste atlantiche dell’Europa e recando così le influenze dinaroidi di cui parlavo sopra.

L’antropologo Coon ci parla di un tipo fisico da lui appunto chiamato Bell Beaker che consiste in un profilo cranio-facciale decisamente sul dinarico, dunque brachicefalo, stando anche ai ritrovamenti, diffusosi dalle coste iberiche a quelle britanniche. Interessante il fatto che i campioni genetici del Bell Beaker iberico non presentino tracce indoeuropee, a differenza di quelli dell’Europa centrale (esiste anche il profilo genetico di un Bell Beaker di Parma, purtroppo non ancora rilasciato dagli studiosi). La linea genetica di questi individui centro-europei del campaniforme è R1b, sicuramente giunta non dall’Iberia, come alcuni credono, ma dalle steppe dell’Europa orientale, recata dai nomadi ariani.

Il fenotipo Keltic Nordid, che gli antropologi classici attribuiscono alle élite italo-celtiche, si forma proprio nell’Europa centrale, nella culla della civiltà celtica, come fusione tra il nordide classico hallstattiano e le genti dinaromorfe presenti anche in Iberia e altrove. Di solito non viene attribuito un dato etnico alla diffusione del vaso campaniforme, bensì eminentemente culturale, ma le similarità tra Baskid e Keltic Nordid non passano inosservate e offrono interessanti spunti per approfondire la questione.

L’arianizzazione dei campioni campaniformi del Centro Europa, ad esempio tedeschi, indica la limpida influenza indoeuropea proveniente dall’Europa orientale e dovuta a genti R1b, arianizzazione che manca, come già ricordato, nei sample dell’Iberia, dove comunque sembra essersi formata la Cultura eneolitica del vaso campaniforme.

I Baschi dovrebbero essere geneticamente dei neolitici che si sono pesantemente mescolati con il WHG (Western Hunter-Gatherers) iberico del Mesolitico. Sembra proprio una caratteristica del Neolitico iberico, che lo differenzia da quello italiano, decisamente meno WHG. Qualcuno per i Baschi parla di rimanenza del Paleolitico, come fossero giunti a noi intatti direttamente dal rifugio franco-cantabrico, ma fa piuttosto sorridere come teoria.

Certo, la questione dell’R1b iberico (DF27), così come del WHG iberico, è complicata, epperò i sample del Bell Beaker iberico senza tracce IE fanno pensare. Così come è bene ricordare che i WHG iberici non erano depigmentati come quelli del Nord Europa… Il WHG iberico, quanto quello sardo, è squisitamente sudoccidentale, il che ha portato ai tipi cromagnoidi caratteristici di Iberia e Sardegna che appaiono di pigmento scuro e che, successivamente, si sono ridotti grazie al contatto con le genti mediterranee.

Una cosa divertente è che se viene inserito anche lo SHG (Scandinavian Hunter-Gatherers) a nessun sample basco presente nel calcolatore Global 10 di Davidski (David Wesolowski) esce una benché minima percentuale di EHG (Eastern Hunter-Gatherers) mentre a tutti esce CHG (Caucasus Hunter-Gatherers). Come diavolo è arrivato questo CHG senza EHG?

Basque

Barcin_N 52.8
SHG 21.5
WHG 16.2
CHG 9.5
EHG 0.0
Natufian 0.0
Yoruba 0.0

Basque_French

Barcin_N 51.5
SHG 20.6
WHG 17.8
CHG 10.2
EHG 0.0
Natufian 0.0
Yoruba 0.0

Basque_Spanish

Barcin_N 54.0
SHG 22.2
WHG 14.9
CHG 8.9
EHG 0.0
Natufian 0.0
Yoruba 0.0

Togliendo SHG appare anche EHG a riprova della parziale indoeuropeizzazione dei Baschi (dovuta presumibilmente a incursioni celtiche), ma il valore di CHG rimane comunque più alto. Siccome Yamnaya (ossia il campione genetico proveniente dalla culla steppica degli Ariani) è grosso modo 50 e 50 EHG/CHG, i Baschi, ciononostante, hanno in media almeno un 4/5% di CHG superiore a quel rapporto.

Basque

Barcin_N 51.4
WHG 31.4
CHG 10.8
EHG 6.4
Natufian 0.0

Basque_French

Barcin_N 50.30
WHG 31.95
CHG 11.20
EHG 6.55
Natufian 0.00

Basque_Spanish

Barcin_N 52.40
WHG 30.90
CHG 10.55
EHG 6.15
Natufian 0.00

Ecco il campione sardo per un confronto (molto meno WHG e quasi solo un accenno di CHG).

Sardinian

Barcin_N 78.75
WHG 18.30
Natufian 2.30
CHG 0.65
EHG 0.00

Sardinian

Barcin_N 78.75
WHG 18.30
Natufian 2.30
CHG 0.65
EHG 0.00
SHG 0.00
Yoruba 0.00

Questa dinarizzazione, in definitiva, come è giunta nei Baschi? Un approfondimento in merito sarebbe davvero utile. Oltretutto noi Italiani veniamo spesso “trollati” per via del classico naso aquilino romano (che a volte, soprattutto al Sud, potrebbe anche tendere all’armenoide) ma, diciamocelo chiaro e tondo, manco gli Iberici scherzano. Ignazio di Loyola (basco, per l’appunto) docet

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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4 risposte a Il mistero basco

  1. Benassi ha detto:

    l’emiliano/lombardo Girolamo Savonarola è baskide o armenoide? anche il pontefice spagnolo Alessandro VI, nato Roderic Llançol de Borja, è baskide/armenoide.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Savonarola pare un Neanderthal. L’altro sì, stando ai quadri sembra proprio una combo di quel tipo. Alla fine dinarico e armenoide sono due facce della stessa medaglia tauride.

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  2. Benassi ha detto:

    il francese René Lacoste invece è proprio armenoide?

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Fenotipo veramente bizzarro, forse avrà avuto ascendenti ebrei o zingari, come Pierre Laval. Abbastanza difficile siano francesi etnici, non sembrano minimamente europei.

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