Le quattro componenti ancestrali

Gli studi sulla genetica delle popolazioni europee, in questo caso soprattutto italiane, moderne dicono che ci sono quattro popolazioni ancestrali alla base del nostro DNA. La componente ANE (Ancient North Eurasians) non arrivò mai direttamente, come dire, è una componente indiretta. L’ultima popolazione ancestrale definita dagli studi è CHG (Caucasus Hunter-Gatherers).

Noi Italiani (anche Spagnoli e Greci) nelle formal stats siamo, in media, un 50% neolitici. Questo valore può oscillare tra un 40 e 60%. Ovviamente il Nord Italia dovrebbe essere più puramente neolitico (EEF, Early European Farmers) del Sud. Alcuni metodi danno più la Toscana come neolitica, ma i campioni antichi scelti possono cambiare i valori. Ad ogni modo la tendenza dovrebbe essere quella, più geni neolitici sopra Roma. E precisiamo che questo antico dato neolitico contiene una certa percentuale di geni mesolitici, meglio conservati al Centro-Nord come in Sardegna e Iberia.

A questo 40-60% di Neolitico, si deve aggiungere negli Italiani una seconda componente che deriva da una cultura indoeuropea, con valori che possono oscillare tra il 40% (Nord Italia) e il 15% (Calabria, Sud estremo). Cultura indoeuropea non significa popolazione geneticamente 100% EHG (Eastern Hunter-Gatherers), ovviamente.

Quello che avanza viene coperto da una terza componente ricca di CHG, una non ancora identificata fonte dell’Età del bronzo. Ed è questo che ci differenzia sopratutto dagli Iberici, ed è questo il motivo principale del loro “trollaggio” virtuale nei nostri confronti, perché loro sono più WHG (Western Hunter-Gatherers), noi più CHG. Questo CHG si manifesta in alcuni calcolatori come eccesso di West Asian, CHG, e anche East Mediterranean. Ovviamente il CHG ce l’hanno tutti, perché Yamnaya (culla degli Indoeuropei) è una miscela di EHG + CHG. Solo che noi Italiani ne abbiamo oltre il dovuto, oltre quello che Yamnaya, e dunque i nomadi ariani, possano aver portato.

La copertura di questa terza componente oscilla tra il 10% (Nord Italia) e il 30% (Sud Italia). Con i campioni antichi giusti puoi ridurre al minimo questa componente nei Nord Italiani e contenerla in quelli del Sud.

Ma nei Sud Italiani (e negli isolani greci) può spuntare una quarta componente che serve a coprire quello che gli rimane scoperto. Questa quarta componente è una mistura più levantina antica, Natufian-like oppure Levant Bronze che varia molto, in genere è intorno al 10-15%. Se uno fa il furbo, come fanno in genere alcuni blogger, scegliendo determinati sample antichi piuttosto che altri, questa componente la puoi far esplodere nei Sud Italiani (e nei Greci delle isole) fino al 25% e a questo punto appare anche negli altri Italiani, nei Toscani, nei Greci continentali, negli Albanesi e qualche briciolo lo si può vedere anche nei Nord Italiani. Anche Spagnoli e Portoghesi possono avere questa quarta componente, se si scelgono determinati campioni antichi e modelli.

In alcune formal stats Italian Bergamo mostra un WHG molto alto, intorno al 15% quasi, su valori franco-iberici, ma in risposta gli diminuisce la percentuale di Yamnaya che diventa minore dei quella dei toscani, i quali invece non riescono ad avere alti valori di WHG, si fermano al massimo ad un 8%, se ricordo bene.

Per quanto riguarda il Neolitico c’è chi fa la distinzione tra EEF (Early European Farmers) ed ENF (Early Neolithic Farmers). Quest’ultimo dovrebbe aver seguito altre rotte ed essersi diffuso più al Sud. Probabilmente EEF potrebbe essere un segnale neolitico diffusosi nei Balcani e nelle piane del Danubio e successivamente giunto soprattutto nel Centro-Nord, mentre ENF qualcosa di più mediterraneo orientale e peculiare del Meridione.

Ovviamente i campioni del Neolitico possono già celare percentuali alte di WHG e minori di Natufian. Il Neolitico, come sappiamo, giunse in Europa via Asia Minore provenendo dall’area della mezzaluna fertile e, quasi sicuramente, gli agricoltori antico-levantini ad esso associati si devono essere mescolati con gli indigeni europei mesolitici, cacciatori-raccoglitori.

I Sardi, che hanno la componente puramente neolitica più alta di tutti, dovrebbero avere anche WHG e una manciata di Natufian, con la totale assenza di EHG e briciole di CHG. Nelle formal stats vengono così modellati:

Sardinian

Barcin_N 78.75
WHG 18.30
Natufian 2.30
CHG 0.65
Yamnaya_Samara 0.00

Barcin (Anatolia, odierna Turchia) rappresenta un campione di DNA del Neolitico precoce.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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2 risposte a Le quattro componenti ancestrali

  1. Flavio Scolari ha detto:

    Trovo sia veramente ben fatto questo articolo, descrive in maniera molto realistica la storia genetica Italiana del DNA antico. Ho provato a confrontare il DNA di alcuni Italiani attuali (sia del Nord che del Sud Italia) con numerosi campioni arcaici, ci sono certamente anche degli aspetti più individuali, tuttavia mediamente parlando, non vedo che vi sia una grande affinità al Levante neanche per quanto concerne il Sud Italia, anche nel Sud Italia la maggior condividione genetica è di gran lunga di tipo neolitico Anatolico-Europeo. I primi contadini neolitici erano geneticamente separati da quelli neolitici Iraniani e Levantini, che hanno contribuito al pool genetico degli attuali Medio Orientali, Anatolia_N originariamente trovava maggiori affinità agli HG Europei piuttosto che agli antenati di Levant_N e Iran_N.

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  2. mirko ha detto:

    ho finalmente capito cosa sono le componenti ancestrali . grazie

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