La Catalogna è Spagna

Ci sono principi, ideali, valori che vanno al di là dei manganelli castigliani e delle parate catalaniste, e proprio per questo ridurre la Spagna al governo centrale di Madrid e la Catalogna al separatismo progressista è ingiusto e miope. Sicuramente se migliaia di persone scendono in piazza inneggiando all’identità catalana non possono essere ignorate o liquidate come un branco di perdigiorno ma, prima di questo, occorre comprendere che l’identità catalana è parte della più ampia identità spagnola/iberica che riguarda tutti i popoli della penisola iberica. Quando si parla di patriottismo, identità e tradizione non si può sorvolare sulla storia comune dei popoli, che nel caso di quelli iberici significa Iberi, Celtiberi, Hispania romana, Visigoti, Reconquista, monarchia spagnola, inquisizione (espressione del peculiare cattolicesimo spagnolo), cultura e letteratura di Spagna, franchismo e altro ancora. In questo senso anche il Portogallo è Spagna, terra ibero-romanza e parte della Galizia storica, così come il Rossiglione, oggi sotto la Francia.

L’Iberia/Hispania/Spagna esiste e, quanto l’Italia, è una realtà plurisecolare che riguarda ogni popolo storico della penisola. Castigliani, Catalani, Galiziani, Baschi, per quanto caratterizzati da forte identitarismo regionale, appartengono ad un comune destino che passa anche per una comune identità, pure biologica! I Baschi, ad esempio, sono sicuramente, quanto i Sardi, un fiero popolo isolato e geloso della propria anima e storia, ma la loro peculiare identità genetica è, in parte, condivisa anche dal resto della Spagna, tanto da conferire al genoma iberico un forte effetto mesolitico del fondatore. Io mi domando, perché buttare a mare l’identità nazionale in favore di uno spezzatino di popoli deboli, isolati, senza peso e autorevolezza quando ogni questione può essere appianata con un congruo federalismo anche etno-culturale? Perché gettare il bambino con l’acqua sporca per (dopotutto) faccende economiche? Un popolo sarà sempre più importante del proprio stato, ma qui non è in ballo lo stato spagnolo (per quanto mi riguarda la monarchia può anche essere abolita) bensì la coscienza spagnola che non esiste da ieri ma da millenni. Non vedo contraddizione nella coesione di ambito particolare con quello nazionale, soprattutto se si medita sui pericoli anti-europei di una deriva separatista per tutto il continente.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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