50 validi motivi per difendere l’Italia e la sua identità – Parte I

Ho pensato di enumerare una cinquantina di buone e valide ragioni (a tappe, dieci per cinque soledì) per difendere l’esistenza e l’unità (non solo politica) della nazione italiana, che per quanto – come ormai risaputo – variegata e caratterizzata da una grande ricchezza identitaria, mantiene a tutt’oggi un aspetto patrio che è segno di secoli e millenni, sebbene non vadano certo dimenticati 1500 anni di frammentazione post-romana, così come i peculiari sostrati preromani che permettono di delineare dei precisi confini etno-culturali interni al Paese. Ne approfitto per ricordare brevemente che le macro-aree etno-culturali italiane, a mio avviso, sono sei: Lombardia (nordovest gallo-italico), Venezie (nordest venetico e retico), Etruria (Italia centrale tirrenica e italica), Ausonia (meridione italico-greco), Enotria (estremo meridione greco-italico) e Sardegna (isola anche genetica, contraddistinta da una netta identità propria).

Questo articolo vuole essere una risposta al “nazionalismo” civico ed inclusivo alla catalana, un separatismo progressista e dunque idiota che, come abbiamo potuto tragicamente notare nei giorni scorsi, si fa cavallo di Troia dell’immigrazione, della società multirazziale e di tutte le conseguenze del degrado che esse generano, dal terrorismo islamico alla criminalità allogena. Preferisco di gran lunga un’Italia unita ma etno-federale, rispettosa dell’identità nazionale come di quelle sub-nazionali, piuttosto che un indipendentismo suicida che, con pretesti pseudo-culturali usati per celare le vere ragioni di fondo (economiche), finisce per collimare con le derive attuali fomentate dal mondialismo per dividere e distruggere dunque i popoli europei indigeni, dilaniati da folli pulsioni auto-genocide. Veniamo ora a noi.

1) Europa meridionale. Tutta l’Italia, dalle Alpi alla Sicilia (o meglio alle isole maltesi, per questioni di spazio geografico), è parte integrante del sud europeo, del bacino mediterraneo, per essere più precisi si trova in una posizione centrale in tale contesto, mentre ad ovest troviamo gli Iberici e ad est Balcani pre-slavi (l’Illiria), Romeni ed Ellenici; naturalmente non si tratta di uno spazio omogeneo, come la stessa Italia dimostra, perché troviamo influssi atlantici ad ovest, centro-europei in Italia, slavi nei Balcani, tuttavia – anche da un punto di vista genetico – i popoli che rientrano in questo areale sono meridionali, grazie soprattutto all’isolamento geografico.

2) Mediterraneo. Europa meridionale significa bacino mediterraneo, fondamentalmente, per quanto, anche qui, vi sia della variazione nella geografia, nel clima, nei biomi; tuttavia quello mediterraneo è l’aspetto principale del sud europeo, anche dell’Italia, e nelle aree periferiche di questo scenario (ad esempio nel nostro Nord) la presenza di influenze esterne non ha certo una consistenza tale da negarne la precipua filiazione. È un discorso che vale, davvero, per svariati campi. Va da sé che, ancor oggi, il Mediterraneo dovrebbe essere mare nostrum.

3) Spazio geografico. L’Italia geografica comprende il sunnominato territorio dallo spartiacque alpino alle isole di Malta, che include anche, ad ovest, Nizzardo, alcuni scampoli di territorio cisalpino ceduti alla Francia, Corsica; a nord la Svizzera italiana, ovvero Sempione, Ticino, Mesolcina, Grigioni lombardofono, Val Monastero; ad est gli storici territori della Venezia Giulia ceduti alla ex Iugoslavia tra cui il bacino isontino, l’Istria, Fiume, il Carnaro, mettiamoci pure la Dalmazia (sebbene fuori dall’Italia geografica), le isole di Pelagosa; a sud le isole maltesi (qualcuno si addentra più a sud ancora includendo l’Isola della Caletta e, a sudest, le Ionie).

4) Mare e montagna. Oltre ad avere un ben definito territorio geografico, plasmatosi nei millenni a braccetto con la storia, l’Italia tutta è caratterizzata da questo suo peculiare aspetto marittimo da una parte e montuoso dall’altra, con quattro grandi mari (mediterranei) che la circondano, le Alpi a coronarla smarcandola nettamente dal mondo mitteleuropeo germanico e slavo e una dorsale appenninica, a mo’ di colonna vertebrale, che dai territori gallo-italici di Liguria ed Emilia, passando per l’Italia centrale, culmina nell’Aspromonte calabrese, continuando idealmente nelle catene montuose della Sicilia tirrenica. E non dimentichiamoci del cuore montagnoso di una terra aspra e fiera come la Sardegna.

5) Paesaggio. Il nostro ambiente naturale è qualcosa di semplicemente straordinario, e non è certo casuale se la nostra terra viene chiamata “giardino d’Europa”, e da sempre è mirabile soggetto e fonte di ispirazione per poeti, pittori, letterati, artisti in genere. E non ne siamo nemmeno consapevoli sovente, visto come finiamo per trattare il territorio circostante; analogo discorso si può fare con un altro inestimabile patrimonio italiano, quello artistico. Mari, montagne, foreste, laghi, isole, le campagne e la pianura… L’Italia è un capolavoro della natura.

6) Terremoti. Questo è un dato tragico e doloroso, eppure, paradossalmente, la frattura unisce l’Italia da Nord a Sud escludendo solo la Sardegna, e la unisce soprattutto nella solidarietà tra connazionali, che non manca mai. Terremoti, ormai da tempi immemori, ci sono in Friuli e nel Nord-Est come in Sicilia, in Emilia come nel Sannio, in Toscana come negli Abruzzi, ma più che una maledizione della natura il vero problema sta, come quasi sempre accade, nell’incuria e nella barbarie dell’uomo, nella sua rapacità, nell’abusivismo, nell’affarismo che distrugge l’ambiente, al che la natura si ribella con esiti spesso catastrofici. Quello sismico è, oltretutto, un aspetto del più vasto problema del dissesto idrogeologico che caratterizza tutto il Paese.

7) Agricoltura. Che dire dell’innato aspetto rustico e “pagano” (anche etimologicamente, un termine esaltante) della Penisola, dato comune nell’ambito padano, in quello toscano, nell’agro romano come sugli Appennini, in Puglia, Sicilia e Sardegna, dappertutto, tanto che fino all’unità moderna d’Italia la nazione era considerata un’appendice agricola dell’Europa? Per qualcuno segno di ritardo e sottosviluppo, ma prima di tutto di genuinità, semplicità, virtù, tenace attaccamento alle proprie origini e radici. L’agricoltura è da sempre una nobile arte, basti solo pensare a quanto, il mondo latino arcaico (e la lingua latina stessa), ne sia debitore.

8) Vino, ulivi, stagionatura. Sono alcune caratteristiche che uniscono l’Italia differenziandola dall’ambito centro-europeo, dove si trovano, oltre al vino, la birra (spesso preponderante), una cucina decisamente meno mediterranea, e l’affumicatura. In questo senso l’Alto Adige fa da cerniera tra territorio transalpino e cisalpino, dove questi elementi si mescolano. Giustamente, bisogna sottolineare come, probabilmente, nei tempi antichi si consumasse a Nord qualcosa di analogo alla birra (ricordo che l’attestazione più antica di consumo di birra proviene da Pombia, ambito golasecchiano celtico), e come l’ulivo sia stato introdotto sulle pendici dei laghi prealpini lombardi dai Romani. Ovviamente ulivi autoctoni nel Settentrione possono essere trovati nella fascia ligure mediterranea.

9) Dieta mediterranea. Risaputo quanto la Penisola sia una (se non la precipua) terra della cosiddetta dieta mediterranea, basata su frutta, verdura, cereali, legumi, semi, olio d’oliva, con un moderato consumo di carni e latticini (sovente non freschi), di pesce, uova e dolci, nonché di vino (che in Italia, complessivamente, è secondo – ma dipende – solo a quello francese). Naturalmente, ribadisco, che nell’Italia settentrionale, soprattutto transpadana, vi sono chiari influssi continentali, anche germanici, con una dieta che varia nella qualità di pasta consumata (all’uovo, non di grano duro, spesso ripiena), nella quantità e qualità di carni (rosse, suine e bovine) e in alcuni piatti tradizionali, come i lombardi, che mostrano un’impronta “celtica” o longobarda, o germanica più recente, e un’ampia gamma di latticini freschi. Del resto, la Pianura Padana è una gigantesca industria del latte, sebbene gli Italiani (tutti, soprattutto scendendo a sud) non brillino per particolare tolleranza al lattosio da adulti, segno di precipua identità alimentare mediterranea.

10) Neolitico. Da un punto di vista biologico tutti gli Italiani sono sud-europei o mediterranei per la loro precipua componente genetica che è quella neolitica, recata in Europa dalle migrazioni di migliaia e migliaia di anni fa effettuate da agricoltori del Levante. Per intenderci è quella dei primi agricoltori anatolici (parliamo di circa 10.000 anni fa) e dell’uomo dei ghiacci Ötzi, la famosa mummia del Similaun, il cui genoma è assai simile a quello degli odierni Sardi. La genetica italiana segue, tuttavia, un cline genetico da Nord a Sud perché variano le percentuali delle varie componenti genetiche antiche – così come variano i fenotipi – sicché il Nord risulterà più continentale ed indoeuropeo e il Sud più mediterraneo e levantino arcaico, con il Centro intermedio (sebbene i Toscani siano più centro-settentrionali che centrali/mediani), con la Sardegna isolata. La Corsica, invece, pare essere un 80% di geni tosco-liguri e un restante 20% di geni simili a quelli sardi. Il grande ammontare di quota neolitica rispecchia anche alcuni elementi elencati sopra, corroborati dal naturale isolamento geografico italiano e dalla diffusione preistorica di culture unificatrici come quella della ceramica cardiale impressa, così come gli analoghi aspetti di culture del Calcolitico quali quella di Remedello al Nord e del Rinaldone al Centro.

Appuntamento a soledì prossimo.

Ave Italia!

http://www.ereticamente.net/2017/08/50-validi-motivi-per-difendere-litalia-e-la-sua-identita-parte-i.html

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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