Aryas – Parte X

Tre triskelion su di un manufatto aureo rinvenuto nel Sichuan (Cina)

Numerosi test del DNA sono stati fatti sulle antiche mummie del Tarim e molte di esse mostravano firme genetiche di origine eurasiatica occidentale:

– Un’antica mummia dello Xinjiang è stata trovata appartenente all’aplogruppo mtDNA H (il più frequente aplogruppo mitocondriale europeo), secondo uno studio di Francalacci del 1995.

– Diverse mummie del Tarim vecchie di 2.000 anni sono state trovate appartenenti agli aplogruppi mtDNA U3, H, I, T2 e T, che sono aplogruppi mitocondriali dell’Eurasia occidentale, secondo studi di Xie, C. Z. et al del 2007 e di Gao, S. et al. del 2008.

– Uno studio di Chunxiang Li et al. del 2010 ha scoperto che i resti di tutti i maschi della popolazione del complesso tombale di Xiaohe testata (un’antica popolazione dell’Età del bronzo dello Xinjiang), che vivevano intorno al 2000 a.e.v., erano R1a1a, e mentre una larga maggioranza di aplogruppi mtDNA erano asiatici orientali, due di essi erano dell’Eurasia occidentale (i mitocondriali K e H). Per quanto riguarda H, individui dei nostri giorni che corrispondono a questa stessa firma genetica nelle banche dati, sono stati trovati tutti in Europa (1 Tedesco, 1 Islandese, 1 Ungherese, 1 Portoghese, 1 Italiano e 4 Inglesi).

È stato trovato anche l’aplogruppo mtDNA C4, di estrazione asiatica orientale, che rafforza l’idea che questa popolazione provenisse dalla Siberia meridionale (e pertanto derivasse dalla Cultura di Afanasevo), dato che questo aplogruppo può essere ivi trovato in un certo numero.

Il continuum di R1a1a nella Siberia meridionale antica e nella regione dello Xinjiang (in accoppiata con le linee materne eurasiatiche occidentali /europoidi), presente pure a nord del Mar Nero, [R1a1a era radicato anche in Germania almeno dal 2600 a.e.v., ma molto probabilmente da secoli prima], il similare tipo morfologico europoide associato alle culture poste nelle steppe ponto-caspiche di Sredny Stog e Yamnaya e anche alle popolazioni pastorali sud-siberiane della Cultura di Afanasevo (pure nello Xinjiang), la chiara relazione tra le culture a nord del Mar Nero e quella di Afanasevo supportano senz’altro la teoria kurganita.

In questo contesto, associare l’antenato della lingua tocaria alla Siberia meridionale è la cosa logica da fare. Data la natura di tale idioma (cioè molto più vicino alle lingue anatoliche ed indoeuropee occidentali dell’Europa che alle lingue indo-iraniane, sebbene ad esse più vicino), possiamo supporre che abbia lasciato la culla indoeuropea all’incirca al tempo della lingua protoindoeuropea (più o meno). La Cultura di Afanasevo, che si manifesta nel 3500 a.e.v., ci può approssimativamente far conoscere la datazione della lingua protoindoeuropea, che si adatta ad alcuni dei comuni vocaboli protoindoeuropei, che ci permettono di favorire un’origine attorno al periodo calcolitico.

Il fatto che il turco öküz, “bue”, apparentemente sembri direttamente correlato al (proto?) tocario okso (una radice indoeuropea trovata per esempio nella parola danese okse, la parola sanscrita ukṣán o, naturalmente, nella parola inglese ox) piuttosto che ad un’espressione indo-iraniana equivalente (la presenza indo-iraniana nel sud della Siberia risale ad un periodo successivo) sembra essere un fatto sicuro. La famiglia di lingua indo-iraniana, probabilmente, è diventata prominente in questa regione quando è passata dall’antica Cultura di Afanasevo all’orizzonte di Andronovo e il fatto che il bestiame mongolo sia parzialmente derivato da bestiame dell’Eurasia occidentale appoggia chiaramente questa ipotesi.

Mummia di una donna alta e dal fenotipo europeo trovata nello Xinjiang

È interessante notare che le tracce di queste antiche migrazioni occidentali sembrano raggiungere persino la regione di Shandong, nella Cina orientale:

Struttura genetica di una popolazione umana di 2.500 anni in Cina e dei suoi cambiamenti spaziali-temporali

“Non coerente con la distribuzione geografica, la popolazione antica di 2.500 anni di Linzi ha mostrato una maggiore similarità genetica con le popolazioni europee attuali rispetto alle popolazioni asiatiche attuali . La popolazione di Linzi di 2.000 anni fa aveva caratteristiche che erano intermedie tra le popolazioni europee e quella di Linzi di 2.500 anni fa e le popolazioni asiatiche di oggi. Queste relazioni suggeriscono il verificarsi di drastici cambiamenti spazio-temporali nella struttura genetica del popolo cinese durante i 2.500 anni trascorsi”.

Rianalisi della storia della popolazione eurasiatica: evidenza dell’affinità tra popolazioni sulla base del DNA antico (Bennett, Casey C., Kaestle, Frederika A., 2006).

“I risultati suggeriscono che esistano differenze decise nelle affinità genetiche tra le antiche popolazioni di Linzi nella Cina settentrionale e di Egyin Gol in Mongolia. Il materiale di Linzi sembra avere un’affinità più forte con gli individui del Vicino Oriente e gli Europei piuttosto che con le popolazioni attuali della Cina settentrionale, sebbene all’interno di Linzi sia presente una definita componente est-asiatica o del Sudest asiatico (come dimostrano gli aplogruppi). Suggeriamo che, piuttosto che una “popolazione simil-europea”, nell’antica regione di Linzi, il materiale può essere almeno parzialmente legato agli Indo-Iranici (un ramo degli Indoeuropei, sebbene a questa altezza cronologica sia più corretto parlare di Iranici), che, durante quel periodo o almeno poco prima di esso, probabilmente abitavano aree di tutta l’Eurasia centrale. Più precisamente la popolazione di Linzi era correlata ai Karsuk o ai Saka/Saci (gruppi presumibilmente iranici che si adattano nel tempo e nello spazio) ma anche, più latamente, alle genti di Andronovo, Afanasevo, agli Sciti, ai Sarmati o addirittura ai parlanti del sogdiano.

I Karsuk e i Saka sono comunque i più probabili, data la loro esistenza nel primo millennio a.e.v. nelle parti centrali e possibilmente orientali dell’Eurasia centrale, anche se questi etnonimi sono un po’ ambigui e precise connessioni non sono realmente possibili. Tuttavia, Harmatta (1992) ha sostenuto che i primi gruppi iranici si sono diffusi in tutta l’Eurasia centrale dall’Europa orientale verso la Cina settentrionale nel primo millennio a.e.v., e Askarov (1992) ha sottolineato l’esistenza di tombe a cista kurganite (come resti umani europoidi, con influssi mongoloidi, suggeriscono) nella Mongolia nordoccidentale nello stesso millennio. Anche se speculativo, questo tipo di ragionamento si accorda con altre prove fornita dall’archeologia e dalla linguistica per quanto concerne i suddetti cambiamenti nella cultura dell’Età del bronzo cinese: i prestiti nel cinese antico e possibilmente siti come Zhukaigou e la Cultura di Qijia, così come le evidenze di Iranici nelle steppe e, possibilmente, nella regione dell’Altai, in quello stesso periodo.

La suggestione che vere e proprie popolazioni europee potrebbero essere state nella Cina settentrionale in quel periodo cozza con la generale evidenza del movimento della popolazione nella steppa, che vede uno spostamento graduale di presunti Indo-Iranici e Indo-Ari per tutta la regione e le aree associate nel secondo e primo millennio a.e.v., attorno all’Eurasia centrale, dagli Indo-Ari in India, agli Iranici occidentali sull’Altopiano Iranico, agli Sciti e Sarmati (e gruppi correlati) nella steppa meridionale russa e nell’Europa orientale [abbiamo visto prima che in realtà non è per nulla contraddittorio]. Ci sono alcune prove circa la presenza di questi popoli che si trovano nella steppa della Mongolia, nonché del loro insediamento nello Xinjiang (come Khotan) e forse nella regione dell’Altai (vale anche per i Tocari, che tuttavia non erano un popolo indo-iranico).”

A questi elementi si possono aggiungere le seguenti parole tratte dallo studio Dipanare le migrazioni nella steppa: sequenze di DNA mitocondriale provenienti da antichi Asiatici centrali (Lalueza-fox et al., 2004):

“Le analisi delle sequenze mitocondriali di Han moderni, di diverse regioni della Cina, individuano una presenza molto residuale (meno del 5%) di aplotipi “europei” in alcune regioni. Queste includono Qinghai (ad est di Xinjiang e Tibet) e Yunnan (sud della Cina), nonché alcune regioni costiere” (Yao et al., 2002).

Evidenze di un antico ingresso europoide sono rintracciabili anche nella regione di Ordos, nella Mongolia interna della Cina settentrionale (per ulteriori informazioni, consultare i precedenti scritti sull’Asia centrale).

https://web.archive.org/web/20141026092028/http://pastmists.wordpress.com/

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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