Aryas – Parte IX

La “bella di Xiaohe”, mummia tocaria

Lo Xinjiang è la regione nordoccidentale della Cina, a nord del Tibet e alla stessa longitudine rispetto all’India. È una terra molto arida e deserta. Questa regione, chiamata anche Turkestan cinese, è abitata prevalentemente dagli Uiguri una popolazione di lingua turca. Questa regione è turcofona sin dal IX secolo era volgare, ma popolazioni indoeuropee (cioè i cosiddetti Tocari e gli indo-iranici Saka, che hanno lasciato tracce delle loro lingue nello Xinjiang, vedi l’idioma khotanese) hanno abitato l’area molto tempo prima, il che spiega come molte parole del vocabolario locale mostrino ancora radici indoeuropee.

Questo è il luogo di scoperta delle mummie del bacino del fiume Tarim, alcune delle quali hanno circa 4.000 anni. Molte di loro hanno fenotipi europoidi e, anzi, è degno di nota che alcuni vecchi testi cinesi abbiano descritto alcune popolazioni di queste regioni in generale, come i Wusun, probabilmente affini agli iranici Alani, come individui rossi di capelli con gli occhi azzurri, che è anche conforme ad alcuni affreschi del Tarim che mostrano anche i Tocari con capelli e occhi chiari.

Sono state fornite testimonianze di popolazioni eurasiatiche occidentali/europoidi, radicate in Asia, in un passato antico (almeno risalente al tempo del Calcolitico). Queste tracce riguardano l’Asia centrale, la Siberia meridionale e apparentemente la regione di Shandong, nella Cina nordorientale.

Al momento sembra abbastanza probabile che l’antenato della lingua dei Tocari sia stato parlato nella Cultura di Afanasevo, che apparve intorno al 3500 a.e.v. e che si diffuse dal centro del Kazakistan, dalla Siberia meridionale e fino all’ovest della Mongolia, la cui maggior parte delle strutture scheletriche dei resti rinvenuti sono considerate europoidi (si dice che abbiano più somiglianze con le popolazioni delle culture di Sredny Stog e Yamnaya, in Ucraina e Russia). Questa cultura ha molte analogie con le culture delle steppe pontiche di quel tempo; le sepolture o le ceramiche, per esempio (tra le altre cose), sono abbastanza simili a quelle della Cultura di Yamnaya (anche detta Cultura della tomba a fossa, pit-grave).

È interessante notare che il signor Han Kangxin dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali, a Pechino, ha esaminato 302 teschi delle mummie del Tarim (nel 1994 e 1998) e ha concluso che le popolazioni antiche più vicine ad esse erano quelle della Cultura di Afanasevo e della Cultura di Andronovo (si è ipotizzato essere le primeve popolazioni indo-iraniane). Il tipo fisico delle culture di Afanasevo e Andronovo è simile al tipo fisico della Cultura di Jamna (conosciuta anche come di Yamnaya o della tomba a fossa, come riportato sopra) e in tutti questi casi è stato classificato come europoide.

I resti umani delle culture di Afanasevo e Andronovo sono infatti facilmente riconoscibili come europoidi:

“Durante questo periodo [cioè nel Calcolitico] l’altopiano dell’Altai-Sayan fu occupato da genti europoidi; il tipo antropologico della popolazione, che ha lasciato dietro di sé le reliquie delle culture di Afanasevo e Andronovo, non dà origine ad alcun dubbio”.

“I gruppi europoidi occuparono le steppe dell’Altai e il distretto di Minusinsky, mentre la cintura forestale sia nella Siberia orientale che in quella occidentale continuava ad essere ampiamente occupata dai tipi mongoloidi. Il confine tra di essi non era affatto permanente. Dalle steppe Altai-Sayan, i gruppi europoidi sembrano spostarsi abbastanza lontano a est; la popolazione neolitica a ovest del Lago Baykal, in particolare, mostra una commistione europoide. A loro volta, gli elementi mongoloidi penetrarono nelle regioni steppiche”.

“Da allora la percentuale dei vari tipi mongoloidi tra la popolazione della Siberia sudoccidentale ha continuato ad aumentare. Questo è stato, particolarmente, il caso durante il periodo Tashtyk. Alla fine del primo e l’inizio del secondo millennio era volgare, anche nell’altipiano dell’Altai-Sayan i gruppi di tipo mongoloide hanno quasi completamente sostituito l’antica popolazione europoide”.

(M. G. Levin, I tipi antropologici della Siberia ne I popoli della Siberia, a cura di M. G. Levin e L. P. Potapov, The University of Chicago Press, 1964)

O anche:

“Secondo i dati paleoantropologici, la popolazione caucasoide (per quanto riguarda le sue caratteristiche morfologiche) predominante nelle steppe della regione dell’Altai-Sayan durante il Neolitico [qui, a quanto pare, almeno a partire dal periodo calcolitico] , il Bronzo e in parte all’inizio del Ferro Età [fasi 1-3]. A quel tempo la componente mongoloide è stata osservata solo in pochi casi. Tuttavia, a partire dall’Età del ferro precoce, la presenza di questa componente è in aumento ed è divenuta prevalente nei tempi moderni. Pertanto, le dinamiche della composizione antropologica delle popolazioni dell’Altai-Sayan possono essere caratterizzate da una sostituzione definitiva della componente caucasoide da parte di quella mongoloide.” (Derenko et al., 2002)

Monaco tocario, Xinjiang

Un recente studio di Keyser et al. (2009) ha determinato che le popolazioni del Bronzo e del Ferro della Siberia meridionale (inizialmente luogo della Cultura di Afanasevo e a quel punto parte dell’orizzonte di Andronovo) erano in gran parte europoidi (abbastanza rivelatore è il fatto che durante l’Età del bronzo le linee femminili, del DNA mitocondriale, erano al 90% ovest eurasiatiche occidentali/europoidi).

“Per aiutare a svelare alcuni dei primi movimenti migratori dalla steppa eurasiatica, abbiamo determinato aplotipi e aplogruppi cromosomici, Y-DNA e mtDNA, di 26 antichi esemplari umani provenienti dalla zona di Krasnoyarsk, datati tra la metà del secondo millennio a.e.v. e il IV secolo.

Per andare oltre alla ricerca dell’origine geografica e dei tratti fisici di questi esemplari meridionali della Siberia, abbiamo anche tipizzato polimorfismi a singolo nucleotide (SNP) fenotipo-informativi. Le nostre analisi del DNA autosomico, del cromosoma Y e di quello mitocondriale rivelano che, mentre alcuni esemplari sembrano essere correlati in via matrilineare o patrilineare, quasi tutti i soggetti appartengono all’aplogruppo R1a1-M17 che si pensa segnali la migrazione verso est dei primi Indoeuropei. I nostri risultati confermano anche che durante l’Età del bronzo e del ferro la Siberia meridionale era una regione di schiacciante insediamento europoide predominante, suggerendo una migrazione verso est del popolo dei kurgan attraverso la steppa russo-kazaka. Infine, i nostri dati indicano che, all’epoca del Bronzo e del Ferro, i Siberiani meridionali erano di occhi azzurri (o verdi), di carnagione chiara e chiari anche di capelli, e che avrebbero potuto svolgere un ruolo nello sviluppo precoce della civiltà del bacino del Tarim [cioè nello Xinjiang, Cina nordoccidentale]. Finora non è stata condotta un’analisi molecolare equivalente.”

Lo studio mostra anche che le corrispondenze nei database, del mitocondriale e degli aplotipi R1a1a, dei Siberiani meridionali antichi con le popolazioni moderne si trovano principalmente in Europa (e naturalmente anche nella Siberia meridionale), il che conferma l’origine dedotta sia dal loro tipo fisico che dall’archeologia.

Questo è completamente in accordo con l’ipotesi kurganita e permette una spiegazione facile e soddisfacente sul perché la lingua tocaria abbia molte più somiglianze con le lingue indoeuropee più occidentali centum (germanico, celtico, latino e altre, tra cui l’ittita) piuttosto che con le lingue satem indo-iraniane geograficamente molto più vicine.

Alcuni esempi di parole tocarie e alcune delle loro corrispondenze più vicine nelle lingue indoeuropee:

Tocario A ko, “mucca”: inglese cowdanese ko, armeno kov, lettone govs, ecc.

Tocario B  mälk, “mungere”: ingleseto milk, tedesco melk(-en),latino mulg(-ere), greco anticoamelg(-ein), ecc …

Tocario B puwar, “fuoco”**: ittita pahhuwar/pahhur, umbro pir, greco antico pyr, ecc.

Tocario B wrauña, “corvo”:  russo voron, lituano varn(-as) ecc.

Tocario A  laks, “pesce”: danese laks, “salmone”,lituano lasis*, ecc.

Tocario B yakwe, “cavallo”: latino arcaico equ(-os) (pronunciato approssimativamente ekw(-os), irlandese antico ech, ecc.

Tocario B ku, “cane”: irlandese antico cu, greco antico kuon, frigio kun(-es), ecc.

Tocario B twere, “porta”: russo dver’, olandese deur, albanese derë, etc.

Tocario A áñme, “anima”: latino anim(-us) (anima), greco antico anem(-os), “respiro”, ecc.

Tocario A känt, “cento”: latino cent(-um) (nel latino classico “cent-” si pronuncia kent-), bretone kant, ecc.

Tocario A árki, “bianco”: ittita harki, “bianco, chiaro”, latino argent(-um), “argento”, greco antico arg(-os), ecc.

Tocario A luks, “illuminare”: latino lux, “luce”,russo luch, “raggio di luce”, danese lys, “luce”, ecc.

Tocario A knán, “conoscere”: inglese to know, greco antico gnosis , latina cognosc(-ere), russo znanie* , ecc.

Tochario A  tkaṃ, “terra”: ittita tekam, greco antico khthòn, sanscrito kṣam, ecc.

Tocario A  wär, “acqua”: inglese water, ittita watar, greco antico hydor, umbro utur, ecc.

* nelle lingue indoeuropee satem (come in russo o in lettone in questi esempi), l’indoeuropeo “k” diventa una “s” e la “g” diventa una “z” (ad esempio latino cord- e greco antico kardi-, ma russo serdtse, tutti col significato di “cuore”; sempre dalla stessa radice, ma nella famiglia delle lingue germaniche, l’iniziale protoindoeuropea “k” diventa “h”) e per esempio il germanico gold e il russo zolot(-o), “oro”, oppure il greco antico geront-, “anziano” e l’osseto zärond, “vecchio” o l’ittita gima e il russo zima, “inverno”.

** La “p” iniziale protoindoeuropea diventa “f” nelle lingue germaniche (es. latino pisc e danese fisk, “pesce”).

Mummia europoide, Xinjiang

Nell’ipotesi kurganita, le lingue indo-iraniane sono una fase successiva dell’evoluzione seguita dalle lingue indoeuropee che, probabilmente, è apparsa tra il 2500 e il 2200 a.e.v. (2000 a.e.v. al massimo) nella Russia meridionale e nel nord-ovest del Kazakistan, o forse nella Cultura di Abashevo della Russia (come accennato da tracce antiche di prestiti indo-iraniani nelle lingue ugro-finniche e nelle lingue caucasiche orientali). La Cultura di Afanasevo appariva intorno al 3500 a.e.v., approssimativamente nel momento in cui la Cultura dell’anfora globulare e quella della ceramica cordata apparivano nel nord dell’Europa tra il 3500 e il 3000 a.e.v. (e che possiamo pensare all’origine ancestrale di famiglie linguistiche come la germanica, la celtica e altre), perciò possiamo supporre che le somiglianze tra tocario e lingue indoeuropee occidentali dipendano dalla loro comune posizione d’origine (e cioè tra Ucraina e Russia meridionale) approssimativamente nel medesimo periodo, durante la fase protoindoeuropea.

https://web.archive.org/web/20141026092028/http://pastmists.wordpress.com/

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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