La cialtroneria senza fine dei professionisti dell’antifascismo

Premessa: ritengo che trasporre nell’oggi ciò che fu 70-80 anni fa diventi inevitabilmente una cialtroneria, una pagliacciata, perciò per rispetto verso ciò che fu sarebbe davvero il caso di non ripescare pari pari nel passato, con l’inevitabile risultato tragicomico di banalizzare il tutto e di tramutare in una farsa l’originale che, oggi, apparirebbe per l’appunto fuori luogo. Ovviamente, sto parlando di coloro che se ne vanno in giro travestiti da camicie nere o da federali fascisti, fanno saluti romani, inneggiano al Duce, sventolano vessilli nazifascisti e si recano a Predappio per farsi immortalare nei luoghi di Mussolini tra una selva di “A noi!” e di kitsch neofascista (o meglio, come si dice oggi, “da fascio-minkia”).

Nello specifico mi riferisco al fatto di Chioggia, della spiaggia “fascista” gestita dalla solita macchietta “nera”, personaggi che non apportano alcun beneficio alla causa ma, anzi, tornano utili ai detrattori per ridicolizzare o demonizzare (come infatti abbiamo visto per l’immonda gazzarra scatenata dai piddini, Renzi e Fiano in testa). Il Fascismo (con la “f” maiuscola perché qui si parla di un fenomeno storico squisitamente italiano, sebbene il termine venga declinato dagli pseudo-democratici come sinonimo di dittatura, dispotismo e tirannia) fu uno straordinario laboratorio di idee, pensieri, programmi e manifesti, nato in Italia da Italiani, che non può essere ridotto al suo esponente di spicco, Mussolini, e tanto meno a questioni come la guerra e ciò che ha comportato.

Fenomeno complesso il Fascismo, un movimento politico, ideologico, culturale e anche mistico/spirituale, che è davvero indegno ridurre alle sue manifestazioni più controverse oppure a vicende indipendenti dalla volontà dei suoi artefici; stiamo parlando di una pagina storica del nostro Paese, della naturale prosecuzione dell’ideale risorgimentale, non una semplice parentesi ma più di un ventennio in cui molto di buono fu fatto e che, sicuramente, se non fosse stato per le vicissitudini belliche sarebbe ancor oggi visto con occhi diversi, anche dai soliti sputasentenze antifascisti.

D’altronde, già allora, fino all’8 settembre tutti fascisti, subito dopo tutti antifascisti e pronti a saltare sul carro dei futuri vincitori per mettere il sedere al riparo di chi si apprestava ad invadere l’Italia devastandola con bombardamenti terroristici, marocchinate, mafie e contingenti esotici tratti dalle proprie innumerevoli colonie (ma ovviamente loro erano i democratici… gli stessi di Hiroshima e Nagasaki). Eppure, nonostante la guerra, anche la Repubblica Sociale merita degna considerazione poiché i suoi progetti, molto avanzati per l’epoca, prevedevano la concretizzazione del salutare binomio di socialismo e nazionalismo, ed è inutile che si parli di stato-fantoccio o altre amenità consimili, poiché l’alleato germanico – dopo il tradimento sabaudo – voleva ovviamente cautelarsi controllando la situazione italiana (anche per la debolezza congenita delle forze armate italiane, in generale, di molto inferiori rispetto a quelle tedesche), in uno scenario spaccato in due dove il Centro-Sud era nelle mani degli Alleati, e dei traditori.

Proprio per questa situazione complessa, a tratti ambigua, ma prima di tutto caratterizzata da diversi aspetti positivi, della dottrina fascista, serve una trattazione delicata, attenta, ponderata e per nulla farsesca, altrimenti i risultati sono sotto gli occhi di tutti: personaggi da bar sport o da fumetto alla Alan Ford che rendono un pessimo servizio alla causa e alla Patria, contribuendo all’inflazione di un termine come, appunto, “Fascismo”, che oggi, come accennavo, è sinonimo, sempre negativo, di regime autoritario ecc. E qui si inserisce la, consueta, cagnara dei sedicenti democratici italiani che tra un delirio liberticida e l’altro sfruttano il pretesto fornitogli da elementi pittoreschi come il gestore della spiaggia di Punta Canna (Chioggia) per dare giri di vite alle già esistenti leggi contro la libertà d’espressione.

La storia la conoscete tutti, nel dettaglio, dove un tizio pieno di sé che si ritiene democratico pur avendo mire da ducetto sta facendo di tutto per tornare al potere strumentalizzando tutto quello che gli passa sotto al naso, cercando di dare un colpo al cerchio e alla botte: vuole la leggina antifascista (come se non esistessero già…) e lo ius soli per far contenta l’ala sinistra (in tutti i sensi) del suo partito, ma al contempo scimmiotta il motto leghista dell’”aiutiamoli a casa loro” per rodere i consensi a Salvini e alle destre, ma anche ai grillini, che sulla questione immigrazione hanno idee molto più sagge del Pd. Non che ci voglia molto, capiamoci.

Renzi è un perfetto politico: non lavora, dice balle, promette e non mantiene, bada ai propri interessi e alla poltrona, non ha ideologia, specula su tutto pur di raggiungere i propri obiettivi, banalizza questioni complesse e delicate, lecca i piedi ai ricchi e ai potenti per ingraziarsi la gente che conta… Nulla di nuovo sotto il sole. E costui sarebbe l’antidoto al berlusconismo: possiamo star freschi. Il concetto di democrazia di questi personaggi lo conosciamo tutti benissimo: servaggio della politica nei confronti dell’alta finanza, delle lobby e delle multinazionali. Inoltre, come detto, strumentalizzare le uscite infelici di personaggi folcloristici come il tizio di Chioggia per stroncare il dissenso col pretesto dell’antifascismo (in assenza di “fascismo” inteso come fenomeno autoritario), perché la questione è tutta qui: impedire di mettere in discussione i dogmi democratici, di cui il Pd si fa alfiere, e lasciare campo libero agli scherani della dittatura del pensiero unico, quello che non ammette revisionismi, negazionismi, pensieri alternativi, “deviazioni” dalla vulgata antifascista che impera sovrana in Italia ed Europa.

Quello del fantomatico ritorno di regimi autoritari morti e sepolti è il più classico degli spauracchi cavalcati dalle sinistre e dai liberali per seminare terrorismo ed indurre la gente a farsi gli affari propri, evitare di parlare e di esporsi con idee scomode (scomode per i vari Pd, si capisce), lavorare, star zitta, pagare tasse e al più baloccarsi col pallone, i motori, la tv e le polemiche da reality. Lo stato italiano di questi signori è uno stato senza nazione, dove il popolo paga tasse ed è atterrito dai reati d’opinione. E poi il problema sarebbe il fantascientifico ritorno di nazismi e fascismi, certo.

L’unica dittatura oggi esistente, e vieppiù concreta ed implacabile, è quella del dogmatismo antifascista, spalleggiato dal grande capitale e dal desiderio dei vincitori dell’ultimo conflitto mondiale di castrare le nazioni europee, come Italia e Germania, per tenerle controllate e manovrarle siccome marionette a proprio uso, abuso e consumo. I sinistrorsi, come i piddini, sono una pletora di utili idioti, gli sciuscià ben pagati dell’imperialismo americano. La nostra missione, di patrioti e identitari, è quella di essere intelligenti portabandiera dell’eterna Idea italico-romana, ed europea, sotto l’egida dei Padri indoeuropei, ma senza prestare anacronisticamente il fianco con le buffonate da “nazisti dell’Illinois” o da “fascisti su Marte” ai nostri implacabili nemici, dietro cui stanno i loschi pupari che usano ciarlatani come Renzi alla stregua di camerieri riccamente stipendiati.

Ave Italia!

http://www.ereticamente.net/2017/07/la-cialtroneria-senza-fine-dei-professionisti-dellantifascismo.html

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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