Islamismo e mondialismo: nomi diversi, stesso mandante

Il mondo islamico, storicamente, ha senza dubbio una grande spinta e predisposizione alla guerra e alla conquista, perché, a differenza del cristianesimo, la religione di Maometto è chiaramente molto maschia, guerriera, aggressiva e orgogliosa, e punta alla conversione tramite la spada più che il missionariato. Oltretutto, la fede in Allah è inscindibile dall’elemento etnico arabo (e anche per questo l’islam in Europa diventa problematico), pur avendo la sua innata sete di conquista, mentre la fede cristiana è slegata da qualsiasi connotazione etnica e razziale. E questo è un gravissimo limite delle chiese (eccetto l’ortodossa, legata alle nazioni e culture slave), così come la morale cristiana untuosa e patetica incentrata su pace, amore, perdono, masochismo. Basti pensare al solo Bergoglio, capo di un cattolicesimo che va a braccetto col mondialismo e con l’odio per sé stessi, la propria civiltà e cultura, e i tappeti rossi stesi di fronte agli invasori islamici, e non.

Dobbiamo fare però una necessaria distinzione, all’interno del mondo islamico, tra sunniti e sciiti, in particolar modo tra quest’ultimi e i salafiti-wahhabiti del sunnismo, poiché il fenomeno del terrorismo islamico, comunque disgiunto dalla fede musulmana, non ha nulla a che vedere con gli sciiti (presenti soprattutto in Iran, Siria, Libano, Iraq, Yemen) e, anzi, prende di mira innanzitutto gli islamici anti-mondialisti che, a casa loro, combattono contro di esso e le ingerenze imperialiste di Usa e Israele (più lacchè atlantisti). E così l’islamismo in combutta con l’Occidente ha fatto fuori Saddam, Gheddafi, vorrebbe far fuori Assad e attacca l’Iran alimentando quella destabilizzazione mediorientale che fa comodo agli americani e quindi allo stato mondiale in fieri caldeggiato dall’alta finanza apolide. L’Occidente sfrutta il fanatismo islamico per armare il terrorismo, al fine di rovesciare i legittimi potentati, come quello alawita, e mettere le grinfie su petrolio, ricchezze, risorse e siti strategici, contando sull’appoggio dei sionisti e dei sauditi. L’islamofobia è una cretinata laddove faccia confusione per coprire le responsabilità occidentali, ma l’islam benigno è quello che se ne resta a casa sua e combatte, come Hezbollah, contro terrorismo e atlantismo, che dopotutto hanno il medesimo mandante.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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6 risposte a Islamismo e mondialismo: nomi diversi, stesso mandante

  1. indianalakota ha detto:

    Un solo appunto: il cristianesimo è stato scritto anche col sangue di noi pagani! In Europa sono stati sterminati senza pietà i miei antenati Druidi,nel mondo i pagani sono stati convertiti con il sangue e la violenza. Mi raccontavano i miei fratelli Lakota di come ai loro nonni venisse lavata la bocca col sapone ogni volta osassero nominare il proprio Dio dai missionari delle scuole in cui erano obbligati ad andare. Non erano differenti dai terroristi islamici di oggi! Per fortuna noi Druidi siamo sopravvissuti,in parte,e non rinunceremo mai alla nostra Religikne

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      I tempi del fanatismo cristiano sono tramontati da un pezzo, ma sicuramente la Chiesa è sempre stata nemica dell’Europa: tra massacri, inquisizione, crociate interne, conversioni forzate e perversione dei culti tradizionali indoeuropei, ne han fatte di cotte e di crude pure loro. Ma l’essenza della religione cristiana è un’altra cosa, ed è scritta nel vangelo: amare i nemici, porgere l’altra guancia, perdonare, farsi sputare in faccia, frustare, crocifiggere e lasciarsi diffamare in lungo e in largo. I martiri musulmani sono (a loro modo) dei combattenti, quelli cristiani delle pecore condotte al macello.

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  2. Werner ha detto:

    Condivido il senso dell’articolo, come molti altri che Lei scrive, e che leggo con interesse. L’unica cosa che non condivido, è l’avversione al Cristianesimo, per quanto comprensibile, ma la colpa è della stessa Chiesa di Roma che con il Concilio Vaticano II ha distrutto il senso stesso del Cristianesimo trasformandolo in una dottrina universalistica ed ecumenista, secondo cui il Dio a cui crediamo noi cristiani sia lo stesso di quello dei musulmani, per esempio.

    Quindi più che il Cristianesimo a distruggere l’Europa, la sua civiltà, i suoi popoli e le sue nazioni, è la Chiesa cattolica post-conciliare, intesa dunque come istituzione e non come dottrina. Anche se comunque, la Chiesa anche prima del CVII ha commesso molti sbagli.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Con tutto il rispetto, visto che comunque siamo sulla stessa lunghezza d’onda, sulla Chiesa non riesco a seguirla. Il cristianesimo, eresia dell’ebraismo per quanto intriso di gentilità greco-romana (il cattolicesimo soprattutto), è sbarcato in Europa presentandosi come paladino di poveri, oppressi, emarginati ecc. lamentandosi per le persecuzioni romane; una volta tramontata la romanità pagana si sono messi a perseguitare i pagani con una crudeltà superiore a quella dei Romani verso i cristiani, e tra crociate interne contro popoli germanici, slavi e baltici, caccia alle streghe, roghi, inquisizioni, massacri, conversioni forzate, distruzione delle radici tradizionali, ipocrisia mascherata da dettami evangelici prontamente smentiti dalle guerre di religione e dal fanatismo in stile domenicano sono diventati un potentato temporale basato sul terrore, sull’oppressione, sulla schiavitù dei poveri derelitti ed ignoranti, sul parassitismo anti-italiano ed anti-europeo. Certamente la Chiesa di un tempo sapeva anche muovere guerra agli invasori islamici e non andava troppo per il sottile con gli Ebrei, ma tutto sommato l’Europa e la sua vera anima ci hanno solo che perso. Con un’eccezione, forse: l’arte e la letteratura. L’Italia senza anima artistica e letteraria cristiana sarebbe indubbiamente più povera. Ma è il massimo che posso concedere.

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      • Werner ha detto:

        Per carità, pur non condividendo le sue tesi sul Cristianesimo, le rispetto anche perché sono elaborate con educazione e senza sfociare nel vilipendio. I fatti storici da Lei menzionati hanno un riscontro, nessuno li nega; la cosa su cui insisto è questa, e cioè, che il Cristianesimo, specie nella sua variante cattolica, è per sua natura universalista, ma non è in alcun modo contrario all’esistenza dei popoli, delle nazioni e delle identità.

        E’ l’universalismo laico o laicista, quello nato nel Settecento con l’Illuminismo, quello di cui oggi è fortemente impregnato il pensiero unico dominante di stampo liberalprogressista, quello che sostiene la globalizzazione, l’eliminazione degli stati nazionali, l’immigrazione selvaggia, il multiculturalismo, ecc., ad essere avverso ai concetti (a mio avviso sacri) di “popolo”, di “nazione” e di “identità” (e aggiungo pure tradizione) e che ne vuole la definitiva eliminazione.

        Con il CV II la stessa Chiesa romana è stata corrotta dall’universalismo laico, ed oggi più che mai, soprattutto con l’attuale pontefice, ne rappresenta una delle maggiori espressioni. Io penso una cosa, che tutti i nazionalisti europei, credenti, atei o agnostici che siano, devono compattarsi e lottare per difendere le identità etno-razziali dell’Europa e per contrastare la diffusione dell’islam, quest’ultimo un cancro per la nostra società.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Senza dubbio il vero vuoto spirituale lo ha prodotto il secolo dei “lumi”, anche perché se io devo scristianizzare la società per colmarla con qualcosa di ancor peggio, di ancor più universalista, ecumenico e apolide tanto vale. Idem se si parla di materialismo, consumismo, relativismo, narcisismo e via di -ismi contemporanei partoriti dalla postmodernità. Il punto è che oggi abbiamo un cristianesimo che per di più è, appunto, modellato sul CV II e su personaggi squallidi come papa Bergoglio e che quindi si dimentica bellamente dell’Europa per appoggiare cosmopolitismo e meticciato, per non parlare delle varie aperture, anche solo propagandistiche, su diverse questioni scottanti che stanno molto a cuore ai compagni di arcobaleno e centro sociale dell’attuale vicario di Pietro. Ed è questa la realtà ecclesiastica e cristiano-cattolica con cui ci dobbiamo misurare, perché i cattolici tradizionalisti sono 4 gatti ininfluenti e ghettizzati. Di certo viviamo in tempi in cui, alla lunga, può rivelarsi inutile litigare tra identitari laici, pagani, cristiani ma dal mio modesto punto di vista la coerenza mi impone di prendere le distanze dalla religione di Cristo in quanto, comunque, estranea all’Europa per quanto ormai acclimatatasi da 2000 anni.

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