Dai Umberto, dilla una scempiaggine ogni tanto!

Matteo Salvini è uscito vincente dalle “primarie” leghiste, battendo in maniera schiacciante Gianni Fava, candidato bossiano. Questi, e Umberto Bossi, hanno molto insistito, durante la loro piccola campagna elettorale, sulla “deriva nazionalista” della Lega salviniana, accusata di inseguire tematiche neofasciste per elemosinare voti al Centro-Sud, archiviando così la questione federalista e, soprattutto, secessionista. Scusate, ma a me vien letteralmente da ridere: Bossi, quello del cerchio magico, del Trota, di Rosy Mauro e della moglie di origini meridionali, di Belsito e della Tanzania, che per un ventennio si è strafogato ad Arcore e che ha aperto la Lega a politici centro-meridionali spedendo nel dimenticatoio la storia della Padania, accusa Salvini di aver regalato la Lega al Meridione d’Italia? Incredibile la faccia di tolla dell’Umbertone padano, si vede che ha imparato alla perfezione la lezione del suo patrono brianzolo. Bossi è il maestro dei ribaltoni, per mero opportunismo, e prima di accusare qualcun altro farebbe bene a farsi un bell’esamino di coscienza…

La Padania è stata un’invenzione propagandistica per gettare fumo negli occhi ai “militonti”, e infatti dopo 5 anni di smargiassate è stata bell’e che archiviata per tornare in buon ordine a cuccia, come giullari, alla corte di re Silvio. Adesso Bossi, messo in un angolino dopo gli scandali del 2012, vuol fare casino per tornare a far parlare di sé, cercando con un colpo di coda di prendere ancora una volta per i fondelli la base dei duri e puri, parlando di scissioni e diaspore verso altri soggetti. Lungi da me elogiare uno come Salvini, ma ce ne vuole per prenderlo di mira dal pulpito bossiano… Indubbio che esista una questione settentrionale, dal momento che il Nord ha una propria identità distinta da Centro e Sud, ma chi crede di risolverla con le cialtronerie padaniste è ormai fuori tempo massimo. Il progetto leghista serio era quello di pensatori come Miglio, fautori del federalismo, del presidenzialismo e di un parlamento federale, per armonizzare la struttura politica italiana dando così un volto etno-culturale ad una complessa nazione. Il resto è solo teatrino tra bossiani e salviniani, tra chi versa lacrime di coccodrillo e chi fa l’italianista per convenienza. D’altronde, dopo la crisi bossiana, solo una svolta nazionalista poteva riciclare un partito che langue da anni, andando a tappare il buco lasciato da Alleanza Nazionale.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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