Unione Europea, prigione e tomba dei popoli d’Europa

Emmanuel Macron è il nuovo presidente francese, dopo aver sconfitto al ballottaggio, come era ampiamente prevedibile, Marine Le Pen. Il personaggio è un soggetto uscito dalle file dell’alta finanza (Rothschild) e infatti incarna il peggio della politica occidentale: centrista, liberal-democratico, europeista, a metà strada tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, che non a caso si sono affrettati ad elogiarne l’elezione. Il francese si è già recato in pellegrinaggio dalla sua padrona, la Merkel, a testimonianza del fatto che l’Unione Europea è fondamentalmente questo: padrone tedesco, lacchè francese. Tutto il resto vale zero. I britannici non sono fessi, infatti hanno tagliato la corda e tanti saluti al giocattolo franco-tedesco. L’italietta, che oggi è “governata” da Gentiloni – uno che ha una faccia da quaresima che non finisce più – si nutre delle briciole che cadono dal tavolo di Germania e Francia e, per l’appunto, Gentiloni è pronto a correre a Parigi per riverire il nuovo cameriere della Merkel.

L’Unione Europea è la prigione e la tomba dei popoli europei, perché a contare sono solo gli stati, o meglio i due stati suddetti. Inutile illudersi che l’Italia possa contare qualcosa al tavolo di Bruxelles, essendo una realtà periferica rispetto al Benelux, e la considerazione che lassù nutrono per noi “mediterranei” è alquanto bassa, ancorché mascherata dall’antirazzismo (che funziona solo con gli allogeni). Per il resto è la sagra delle prese per i fondelli, del sussiego, o della benevolenza paternalistica di gente che se non fosse per Roma sarebbe ancora sulle piante. Ma la vera colpa è degli italiani collaborazionisti, che si beano di fare i lustrascarpe dei “nordici”, facendo credere alla gente che svendere sovranità, autorità e identità all’Unione sia un toccasana; è paradossale: se cedi le prerogative nazionali ad enti sovranazionali puoi dire “ciao ciao” all’indipendenza, alla libertà del popolo. E Macron è l’ennesimo pupazzo nelle mani di banche, alta finanza, tecnocrazia, pronto ad alimentare la demolizione delle residue sovranità nazionali, che è del resto l’obiettivo primario dell’europeismo. La salvezza dell’Italia sta negli italiani, non negli apolidi enti antinazionali.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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