Vaccinarsi contro l’anarco-individualismo

Io non sono laureato in medicina, non sono medico e nemmeno farmacista, e ho dunque il buonsenso di non esprimermi su questioni, delicatissime, che non conosco abbastanza, come ad esempio i vaccini. Dobbiamo fare riferimento, perciò, a chi se ne intende, ossia i medici; chi di voi, di fronte ad un guasto della propria auto, si rivolgerebbe al panettiere? Nessuno sano di mente. Perciò fa fede il giudizio di chi la medicina l’ha studiata e con essa ci guadagna da vivere. Chi non è addetto ai lavori farebbe bene a tacere, onde evitare di risultare ridicolo, prima di tutto. La stragrande maggioranza delle persone trae beneficio dai vaccini; qualcuno potrebbe registrare piccoli effetti collaterali, transitori, ma penso che sia una risicatissima minoranza quella di chi ha riportato danni seri e permanenti, e ancor meno chi ci ha rimesso la pelle. Del resto non siamo tutti uguali e le cure che possono giovare ad uno non è detto che giovino ad un altro. Purtroppo la scienza non è verità assoluta, e i medici sono comuni mortali, quanto noi.

Sicuramente dietro le case farmaceutiche ci sono enormi interessi, ma questo vale per tutte le grandi industrie. Se vogliamo agi, benessere e cure (ed è anche grazie a medicine, ospedali e vaccini se l’aspettativa di vita è aumentata, assieme a stili di vita virtuosi, che peraltro sono l’unica via per evitare medici) dobbiamo rimanere a contatto con la civiltà, altrimenti – per coerenza – chi si oppone a tutto ciò che è chimico, industriale, artefatto se ne dovrebbe stare in un eremo a nutrirsi di bacche e radici, senza luce, gas, telefono, internet, auto, cure mediche. E se davvero esistono persone così hanno la mia stima perché fanno del loro anticonformismo una genuina e coerente missione, senza ipocrisie. Peccato però che, quasi sempre, chi si oppone a 360° al progresso è gente che nel progresso ci sguazza da mattina a sera, e dunque sputa nel piatto in cui mangia. Vaccinate i vostri figli contro le magagne più pericolose, e vaccinateli anche contro l’anarco-individualismo complottaro, che è la rovina di una comunità nazionale.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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7 risposte a Vaccinarsi contro l’anarco-individualismo

  1. ilBuonPeppe ha detto:

    “ho dunque il buonsenso di non esprimermi su questioni, delicatissime, che non conosco abbastanza”
    “Vaccinate i vostri figli contro le magagne più pericolose”
    Noto una contraddizione, ma temo non esista un vaccino per questo.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Quello si chiama buonsenso, caro signore. Vorrei proprio vedere, qualora scoppiasse un caso di meningite nella classe di un suo ipotetico figlio, se non correrebbe a vaccinarlo…

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      • ilBuonPeppe ha detto:

        Con un caso di meningite in classe servirebbe a poco il vaccino. Paradossalmente però proprio questo è l’approccio corretto: i vaccini vanno impiegati in modo mirato, rispetto a esigenze reali. Invece si fanno campagne di vaccinazione a tappeto, senza alcun criterio e soprattutto senza controlli. E questo non è buon senso.
        Come non è buon senso, va detto, quello di chi rifiuta i vaccini a prescindere; si tratta per fortuna di pochi fanatici. Il problema è che chiunque provi a fare una domanda sui vaccini viene automaticamente collocato in questo gruppo di fanatici e screditato. Una operazione disonesta, motivata evidentemente solo dalla necessità di difendere a qualsiasi costo l’industria dei vaccini. Qui il buon senso dovrebbe far sorgere qualche domanda.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Nel dicembre del 2007, a Treviso, vi furono diversi casi mortali di meningite, di persone che avevano frequentato il medesimo locale. In casi simili non credo proprio che la profilassi sia uno sproposito, e infatti i giovani dell’area si vaccinarono in massa su invito dell’Asl; senza quella campagna di vaccinazione, probabilmente, di ricoverati e/o morti ce ne sarebbero stati altri. Guardi che io non sto con i fanatici di nessuna fazione, non appoggio né i complottari che vorrebbero curare con le erbe i tumori né i “governativi” che vorrebbero imporre vaccini a tappeto per legge; sono favorevole alle vaccinazioni indispensabili, non a quelle di cui si può fare tranquillamente a meno. Il fatto, comunque, è che viviamo in terre, si pensi alla pianura padana, dove vi è una sovrappopolazione pazzesca, con tanto di sempre crescente presenza allogena, pertanto dovendo frequentare luoghi affollati, in particolar modo durante la stagione invernale, alcuni vaccini potrebbero essere assai preziosi. Si capisce, ad ogni modo, che qui si presentano tutta una serie di problemi che andrebbero affrontati alla radice, e in questo senso tra sovrappopolazione, immigrazione, scuola e istruzione di lavoro ce ne sarebbe parecchio… Ragionando però in termini di Realpolitik la questione non va presa sottogamba. E non certo per fare favori alle multinazionali del farmaco, come quelle svizzere…

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  2. Luca Verna ha detto:

    Come in tutte le cose, la verità sta nel mezzo….vaccinare si ma con grano salis….diversamente si rischia di fare il gioco di multinazionali che non sono state create per fare il bene dell’umanità, ma per fare soldi. Lei signor Sizzi, queste cose dovrebbe capirle….non sono forse, queste ultime, ascrivibili a noti personaggi dal grosso naso?…

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Non mi sembra proprio di avere appoggiato, nel breve scritto, le politiche delle multinazionali, anzi: le multinazionali sono un cancro. Ma qui si tratta di questioni serie e delicate e infatti la mia posizione era proprio equilibrata e moderata: vaccinarsi dove e quando serve, esclusivamente contro le magagne peggiori e più aggressive. Sarebbe folle fare a un neonato decine di vaccini, credo lo capisca chiunque. La soluzione alle multinazionali starebbe nella nazionalizzazione e nella creazione di industrie farmaceutiche nazionali direttamente controllato dallo stato, ma sui si finisce in argomenti che esulano dal contesto dei vaccini: lo stato italiano andrebbe radicalmente trasformato in una realtà per davvero sovrana, identitaria e dotata di autorità, libera finalmente dai legacci di ogni organismo sovranazionale.

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  3. Marcy ha detto:

    Il problema e’ grosso piu di quanto si possa vedere. Le case farmaceutiche non puntano ne’ a guarire e ne’ a prevenire malanni, bensi’ ad avere un sempre maggior numero di consumatori dei loro prodotti, questo implica la creazione di farmaci che tengano costante lo stato di salute solo con l utilizzo continuativo. I vaccini prevengono solo in parte, evitano si le epidemie ma non evitano forme lievi che possono poi essere corrette coi farmaci. Purtroppo siamo costretti a vaccinarci per evitare guai peggiori.
    La ricerca sara’ sempre e solo terapica e mai eziopatologica, ragion per cui invito tutti a non donare un centesimo a quei miserabili.

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