La necessità di un patto etnofederale tra italiani

Nessun identitario si sognerebbe di difendere la Repubblica italiana nata nel 1946, e meno che meno il sottoscritto. Lo stato italiano (che non è l’Italia) è un contenitore di popoli diversificati privi di armonica coesione federalista, indispensabile in un Paese come il nostro che ha alle spalle una storia antichissima, nobile e gloriosa ma caratterizzata anche da una certa eterogeneità etno-culturale. Gli sfracelli del centralismo romano sono sotto gli occhi di tutti, così come il degrado di una capitale che sembra incapace di rimettersi in carreggiata e fungere da esempio per tutti gli italiani. Chiaro dunque che lo stato vada completamente ripensato e trasformato, anche per evitare che invece di rappresentare i cittadini li schiacci sotto il peso di un’infernale trappola burocratica, che è poi quella che sovraffolla il Settentrione (con immigrati interni ed esterni) e spopola il Meridione abbandonandolo a sé stesso. L’unità politica (ma prima ancora identitaria) dell’Italia non è in discussione, essendo una realtà storica affermatasi per la prima volta con Ottaviano Augusto: qui va riformato radicalmente lo statuto dell’entità politica italiana.

La frammentazione del Paese non ha mai giovato ad esso. Per quanto l’inestimabile ricchezza artistica e culturale dell’Italia moderna sia fiorita in un periodo preunitario, caratterizzato da profonde divisioni e orgogli campanilistici, quando il Paese era frammentato in un pulviscolo di staterelli era altresì in balia dello straniero: Francia, Spagna, Austria, Svizzera, Chiesa, spesso benedetti dagli stessi Italiani per farsi la guerra, finendo sotto il loro giogo. Certo, anche il Risorgimento conobbe palesi condizionamenti di parte forestiera, segnatamente inglesi, ma credo sia pacifico che l’unità politica della Penisola sia per essa la garanzia di sovranità, identità e autorità, a patto che, ovviamente, l’Italia sia per davvero libera da ogni vincolo mondialista (cosa che attualmente è remota). Lo stato italiano è giovane, come lo è quello tedesco, e presenta le sue brave contraddizioni; urge dunque un patto etno-federale tra le principali genti d’Italia, perché la nazione italiana sussiste laddove vi sia il rispetto della sua peculiare natura etnica e storica.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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