La sagra antinazionale del 25 aprile

Ogni anno le immancabili polemiche del 25 aprile ci regalano ghiotti spunti di degrado che permettono di comprendere quanto, questa tafazziana celebrazione laica, non sia altro che la sagra variopinta di chi si bea nel vedere l’Italia occupata da 113 basi militari americane. Tra partigiani, Brigata ebraica, liberali che si eccitano con le bandiere a stelle e strisce dell’invasore americano, antifascisti di ogni forma e colore e teppa dei centri sociali lo spettacolo è assicurato e, un po’ come nel Pd, mentre gli avversari sghignazzano i promotori delle parate antinazionali si sbranano a vicenda consumandosi nelle consuete diatribe su chi abbia il diritto di sfilare e chi no. Che tristezza… Un teatrino tragicomico degno di chi celebra in pompa magna una disastrosa sconfitta patita nell’ultimo conflitto mondiale, celebrando i propri carcerieri statunitensi e tutti coloro che li hanno aiutati nell’impresa, inclusi i partigiani rossi. I loro eredi, poverini, credono che la “liberazione” (mai nome fu più surreale) sia opera dei fazzoletti rossi, quando invece fu tutta farina del sacco alleato.

Che diavolo avremmo da festeggiare? Qui non siamo in Russia, dove la vittoria sulla Germania di Hitler è frutto del coriaceo patriottismo dell’Orso eurasiatico; qui siamo in un Paese che ha tradito il proprio alleato meritandosi una rovinosa disfatta, un Paese che tramite la corrotta classe politica sabauda ha trescato con i più forti per tentare goffamente di passare dalla parte dei vincitori finendo per fare la grama figura delle banderuole. Il Fascismo (o meglio, Mussolini) ha sicuramente le sue responsabilità ma a Piazzale Loreto dovevano penzolare le teste coronate e i loro tirapiedi badogliani: costoro barattarono l’onore dell’Italia per mettere al sicuro le proprie natiche, abbandonando i soldati e gli Italiani al loro destino. Festeggiare il 25 aprile, la beffarda ricorrenza chiamata “liberazione”, è castrare il proprio patriottismo e celebrare la fine della sovranità e dell’indipendenza della nazione che da 72 anni è schiacciata sotto il peso dell’anfibio statunitense.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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Una risposta a La sagra antinazionale del 25 aprile

  1. Rettiliano Verace ha detto:

    Un italiano che festeggia il 25 aprile e’ come un eunuco che festeggia il giorno in cui e’ stato castrato!

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