Dacci oggi il nostro bollettino di guerra quotidiano

L’atroce fine di Emanuele Morganti, ventenne pestato a sangue da un branco di delinquenti fuori da un locale di Alatri (Frosinone), ci sbatte in faccia per l’ennesima volta la belluina violenza dei nostri giovani, che però agiscono in concertazione con malavitosi immigrati. Pare infatti che il massacro sia stato innescato da un albanese ubriaco che, al bancone del locale, si è messo ad infastidire il giovane ammazzato e la fidanzata. Le fonti parlano di un pestaggio selvaggio posto in essere da una decina tra italiani e allogeni, nel contesto di quella che sembrerebbe essere una contesa territoriale. In questo si riflette anche la situazione di un centro dell’Italia centro-meridionale coi suoi bravi problemi sociali ed economici, che non agevolano la vita alle giovani generazioni.

Credo che, al di là delle problematiche giovanili figlie del degrado e del disagio alimentato, direttamente o indirettamente, dai falsi miti dell’Occidente consumistico e materialista, un dato di fatto innegabile sia qui rappresentato dalla presenza allogena in Italia, che più aumenta e più rafforza la criminalità o comunque gli atteggiamenti incivili che, ovviamente, preesistono al suo arrivo in Italia. Ma è chiaro che se già l’Italia ha i suoi problemi in termini di delinquenza, importare altro degrado e altro disagio dall’esterno non può che raddoppiare i devastanti effetti della violenza sulla società e sulle sue fasce più sensibili, come quella giovanile. Non è chissà quale retorica razzista, questa, ma la constatazione che chi viene da lande povere e problematiche non può magicamente tramutarsi in un lord inglese, una volta sul suolo nazionale.

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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8 risposte a Dacci oggi il nostro bollettino di guerra quotidiano

  1. Michele ha detto:

    Forza Nuova parla di “Umano rimpatrio”, Generazione Identitaria di “Remigrazione”, nessuno si pone il problema di come fare.

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    • Paolo Sizzi ha detto:

      Il “come fare” dipenderebbe dalle istituzioni, ma finché si è in balia del sistema atlantista e di quello europeista le decisioni saranno sempre quelle degli altri. I flussi andrebbero bloccati, la massa incompatibile degli allogeni andrebbe rimpatriata, cercando poi di rispedire al mittente, in maniera graduale, anche i migranti di origine europea (che spesso danno più problemi di altri). Ridare l’Italia agli Italiani implica una profonda trasformazione della costituzione e l’uscita dell’Italia da ogni ente mondialista. In caso contrario non si riuscirà a combinare mai nulla e tanto varrà cercare l’ultima salvezza nel comunitarismo.

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  2. Michele ha detto:

    Sono d’accordo con te, da parte mia auspico il rimpatrio di quasi tutti per non dire tutti gli stranieri; forse sogno, non lo so, ma l’immigrazione deve essere selezionata con cura certosina, la nostra non è una terra di conquista o da colonizzare (senza senso il continuo parallelo con l’emigrazione italiana nelle Americhe). E smettiamola anche con questa storia dei “lavori che gli italiani non vogliono più fare” – noi italiani dobbiamo saper lavorare la terra, navigare e pescare.

    Ti ringrazio molto per la risposta.

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    • Argo ha detto:

      Io auspico un’immigrazione controllata di sole persone di origine europea.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Anche in quel caso bisogna andarci cauti: romeni, albanesi, kosovari, moldavi sono europei ma notoriamente portano seco un bel po’ di problemi.

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      • Michele ha detto:

        Romeni, albanesi, kosovari, moldavi assolutamente no. Già tollero a stento i polacchi, ma i primi si sono rivelati particolarmente ostili e dannosi nei confronti del nostro Paese.

        Molto irritante e ulteriormente irrispettoso e irriconoscente il discorso che fanno di solito, ovvero quello che “badano ai nostri anziani”, che se non ci fossero loro “i nostri anziani sarebbero abbandonati”.

        Che uomini e donne di gran cuore eh? Sono venuti apposta dalla Romania e dall’Albania proprio per aiutare i nostri anziani e per pulirci le case (in tutti i sensi), davvero sono commosso.

        Adesso, lasciando perdere il discorso relativo ai furti che fanno nelle abitazioni private le varie domestiche di cui prima (e fortunatamente so che molta gente non vuole più gente straniera in casa) la domanda che mi ripeto sempre è: Chi li ha mai chiamati a questi?

        L’immigrazione controllata deve selezionare i migliori e non quelli che “sanno fare le pulizie”, quelli vanno aiutati a casa propria, se proprio dobbiamo e se siamo nelle condizioni di farlo.

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      • Paolo Sizzi ha detto:

        Rendetevi conto di come sono cambiate le sinistre: Engels denunziava il fenomeno dell’esercito industriale di riserva irlandese in Inghilterra, che ovviamente andava a scapito dei lavoratori inglesi che si vedevano sorpassati dai ben poco esigenti lavoratori stranieri, a tutto vantaggio degli squali locali (stessa cosa che accade in Italia oggi con gli allogeni, con l’aggravante che questi, spesso, nemmeno sono europei); la marmaglia progressista contemporanea, invece, si presta al gioco del grande capitale infischiandosene dei lavoratori locali che finiscono sul lastrico perché perdono il lavoro a vantaggio degli economici (per i padroni) immigrati. Poi vogliono spacciare per razzisti noialtri perché ci opponiamo a questa barbarie che, oltretutto, scatena guerre tra poveri indigeni e poveri allogeni, rimescolati dal liberismo. Il razzismo non c’entra nulla in tutto questo, e liquidare le lamentele locali contro l’immigrazione di massa come “razziste” è una cialtroneria degna dei circoli del Pd; altresì, a migrare sono i meno qualificati che una volta in Europa se non diventano schiavi si danno alla delinquenza. Ergo l’immigrazione di massa è sempre sbagliata perché le sue ricadute sono esiziali per la nostra società e non aiutano comunque per nulla gli stessi migranti. Aiutarli a casa loro è l’unica seria alternativa, ma naturalmente è un compito di chi, per secoli, li ha sfruttati, non certo del povero disgraziato europeo che fa fatica a sbarcare il lunario per colpa degli stessi filantropi xenofili, che lo accantonano per sfruttare gli immigrati.

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  3. Michele ha detto:

    L’immigrazione serve solo ed esclusivamente ai miliardari, infatti stanno creando un mondo a misura di miliardario. Nessuno di noi è razzista, io ho grande stima, rispetto e ammirazione per un africano che si batte per la sua terra. Ma si sa, i termini “razzismo” e “xenofobia” sono utilizzati come bastoni da tirare sui denti a chi non vuole cancellata la sua identità.

    Da meridionale comprendo pure il fastidio degli abitanti del Nord Italia quando si sono visti arrivare tutta quella gente dalla Calabria, dalla Sicilia, ecc… Anche quello fu un disastro foraggiato da un certo capitalismo. Ma questa è un’altra storia, che ci porterebbe molto lontano.

    Tornando ai Bollettini di Guerra, questo è quello di ieri:

    ANSA – “Una badante moldava di 57 anni ed il figlio trentenne, approfittando dell’incapacità di intendere e di volere di un anziano di Limone sul Garda in provincia di Brescia, si sono fatti consegnare, inizialmente, in contanti, circa 250mila euro e poi, sempre a discapito degli eredi legittimi, gli hanno fatto sottoscrivere un testamento che li avrebbe resi eredi universali di tutto il patrimonio, consistente in 5 immobili e titoli per oltre 1 milione e mezzo di euro.

    Dopo la denuncia presentata dai figli dell’anziano, la Guardia di Finanza ha bloccato tempestivamente tutti i beni e li ha restituiti alla custodia degli eredi legittimi.”

    E queste sono le notizie che ogni tanto saltano alla ribalta della stampa nazionale, ma basta fare un giro presso gli studi notarili per scoprire quanto sia diffusa questa pratica. Ma ancora una volta la colpa è anche nostra, che mettiamo i nostri genitori e i nostri nonni in mano a questa gente.

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