Il democratico dispotismo dei regimi occidentali

Ogni volta che in Europa accade un fatto di sangue terroristico, cagionato dalle cosiddette “risorse” bipedi provenienti dalle remote terre islamiche, i commentatori europeisti sono soliti uscirsene con un’affermazione che la dice lunga sul marcio sistema politico che nel nostro continente è stato instaurato da 60 anni, proprio con quell’aborto mancato che risponde al nome di Unione Europea: “Questo è il prezzo della democrazia”. La libera circolazione, l’immigrazione di massa, la società meticcia, multirazziale, e il proliferare di farseschi “diritti civili” volti a tutelare le categorie protette allogene (assieme alla cessione di sovranità nazionale in favore della NATO, quindi USA, e di Bruxelles, quindi Berlino odierna e Parigi) sono il costo “democratico” che gli Europei pagano salatamente sulla propria pelle, e prima ancora sulla propria identità.

Il fallimento di queste politiche democratiche viene così certificato dagli stessi ruffiani dei boiardi di stato dell’Unione, ma dopotutto è la scoperta dell’acqua calda: la democrazia non fa l’interesse della maggioranza, del popolo indigeno di un Paese, ma quello delle intoccabili lobby espressione dell’alta finanza e del libero mercato, che sono ciò che per davvero regge le redini dei regimi democratici. Regimi, appunto: non esiste alcuna libertà in un regime democratico, c’è una finta concezione di quel sacrosanto principio che non è altro che anarco-individualismo, e cioè il caos.

La democrazia ha sacrificato i diritti sociali del popolo (che riguardano dunque la famiglia, la comunità, la nazione, il lavoro e la società) in nome dei capricci dei ricchi borghesi e delle minoranze intoccabili, le categorie protette tanto amate dalla liberal-democrazia, inventandosi nuovi (finti) diritti chiamati sarcasticamente “civili”. Infatti cosa vi è di civile nell’assecondare stravaganti tendenze sessuali oppure bizzarrie da ricconi che vorrebbero comprare bambini, come fossero bambolotti, e che passano per uteri in affitto, pratiche da laboratorio costosissime, procreazione assistita, “unioni arcobaleno” e tutto il resto del bailamme progressista?

Non vi è più nulla di civile in una società se si sacrificano i diritti sociali a quelli modernisti, e lo stesso socialismo si prende un ceffone in faccia qualora si mettano da parte i diritti della famiglia, dei lavoratori, di operai e contadini per grattare la pancia al liberismo e al liberalismo delle multinazionali (“stranamente” sempre dalla parte dei diritti arcobalenati, chissà come mai…).  Lo stesso discorso vale per l’immigrazione e, dunque, il terrorismo islamico, perché oltretutto non si parla più di clandestini ma di allogeni integrati e di seconda o terza generazione, come li chiamano, parte integrante del degrado cosmopolita di quegli stati un tempo colonialisti (Regno Unito, Francia, Belgio, Olanda) e che oggi sono i più colpiti dall’integralismo musulmano, assieme alla Germania turchizzata e castrata dall’eterno senso di colpa postbellico. Alla faccia di chi pensa che sia la condizione di clandestinità ad incattivire e rendere pericolosi gli immigrati…

Se ci pensate bene, vi hanno tolto l’amor patrio, la pietas religiosa, la famiglia, il lavoro per colmarvi di ciarpame di prima qualità, che riguarda le futilità narcisistiche del giorno d’oggi e i bisogni di pancia solleticati dal consumismo e dalla martellante propaganda delle campagne pubblicitarie; inoltre, con la scusa che da 60 anni nell’Europa occidentale non vi sarebbero guerre, vi vengono a dire che dobbiamo genufletterci di fronte a chi ci avrebbe liberato (?) dal nazifascismo perché senza di loro saremmo ancora sotto dittatura. A parte il fatto che la sofferenza di un popolo non passa necessariamente per la guerra palese ma per gli stenti quotidiani sul lavoro e in famiglia, in una situazione di degrado e povertà in cui lo stato si disinteressa dei suoi cittadini indigeni per contemplare i “nuovi diritti”, e accodarsi al carrozzone degli schiavi del mondialismo. La gente comune affronta guerre ogni giorno, e per di più è oggi minacciata dalla mina vagante del terrorismo allogeno, che ne mette a repentaglio sicurezza e benessere.

Le tanto demonizzate dittature nazifasciste (o anche comuniste) vengono condannate perché, alla luce del sole, nemiche dell’anarchia individualistica che passava per gli antesignani dei diritti civili, e invece promotrici del benessere nazionale e patriottico di un Paese. Ma badate bene che per esservi una dittatura non serve che scorra il sangue, le carceri siano stracolme, o la libertà d’espressione venga soppressa: basta che a comandare siano banche, usura, lobby, organismi sovranazionali, cioè pochissimi su decine di milioni di persone. Il concetto di libertà che le moderne democrazie difendono è solo un inganno, una parodia di libertà, perché libertà è fare il bene del proprio popolo e non assecondare i bassi appetiti di minoranze o del singolo individuo, drogato dal relativismo e tramutato in attentatore suicida dalla società dei consumi.

Le priorità di uno stato devono essere quelle di difendere la propria nazione da ogni genere di minaccia, sia interna sia esterna, e non ci sono balle terzomondiste che tengano. Questo vale anche per i diritti sociali, per un socialismo nazionale schierato dalla parte degli indigeni e delle loro famiglie e del loro lavoro contro il mondialismo e i suoi perversi tentacoli, nella salvaguardia di ciò che è per davvero libertà: non libertinaggio e anarchia ma comunitarismo, patriottismo, tradizionalismo, che costituiscono la spina dorsale di una società sana. E in una società sana non può esservi alcuno spazio per le aberrazioni moderne incarnate dal relativismo e dai regimi democratici concepiti come succursali dell’Occidente atlantista, non per chissà quale fregola neofascista e liberticida (come se poi, oltretutto, gli stati-apparato europei non fossero a favore della censura anti-identitaria…) ma perché il benessere, la salute, la forza del popolo inteso come comunità etnica radicata sul suolo patrio vengono prima di qualsivoglia compromesso con la contemporanea temperie internazionale.

Ave Italia!

http://www.ereticamente.net/2017/03/il-democratico-dispotismo-dei-regimi-occidentali.html

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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