La rinascita della comunità come redenzione della gioventù smarrita

Qualche giorno fa nel Ferrarese due ragazzini si sono macchiati di un efferato crimine dove a rimetterci la vita sono stati i genitori di uno dei due, il più piccolo, sedicenne. Genitori normali, onesti lavoratori, senza vite spericolate e degenerate ma che si sono ritrovati in casa un mostriciattolo sanguinario amico inseparabile di un’altra belva umana sua coetanea, ossia l’autore materiale del duplice omicidio.

Come si intuisce facilmente siamo in presenza di due giovanissime menti debilitate che a guisa di spugna hanno assorbito il peggio della società consumistica contemporanea, una società piena zeppa di narcisismo, individualismo, egoismo, materialismo ateo, nonché di aggressività e di violenza inaudite veicolate da tutto l’infetto ciarpame modernista fatto di videogiochi diseducativi, mondo virtuale, alcol e droga, sesso compulsivo sfrenato. In altre parole stiamo trattando della perversa portata del postmoderno nella cui liquidità sguazzano come maiali, purtroppo, moltissimi dei nostri giovani e adolescenti.

Due minorenni che arrivano a trucidare i genitori di uno dei due a colpi di ascia sono i perfetti figli di questa barbarica temperie “culturale”, dove niente ha più senso perché vengono a mancare del tutto modelli, esempi positivi, buoni maestri che possano instradare sulla retta via una gioventù informe e malata di megalomania, i cui risvolti si rivelano poi in tutta la loro spaventosa drammaticità. Si perde letteralmente il contatto con la realtà che da questi adolescenti e giovani viene concepita come un mondo senza regole in cui ognuno fa da sé, come meglio gli pare, e in cui a vincere (?) sono i più infami, maligni, perversi, come se essere dei cinici e sadici criminali fosse manifestazione di forza e non, come invece è realmente, una gravissima e fatale pulsione verso la distruzione di sé e degli altri, a partire da coloro che più sono vicini e legati a questi tragici piccoli piccolissimi individui.

Un ragazzino di sedici anni che beve, si droga, non si dedica e appassiona a nulla se non alla vita da dissoluto in erba vissuta all’insegna del disordine più totale, e che assolda l’inseparabile amico come sicario dei genitori, ovviamente è profondamente disturbato ma prima di questo è uno di quei sempre più numerosi giovani e giovanissimi che non trovando un senso da dare alla propria esistenza finiscono per trascinare sé stessi e gli altri in un abisso senza fine, in un inferno di atrocità e dolore che distrugge intere famiglie. Naturalmente, e per fortuna, i risvolti più tragici di queste situazioni sono casi molto rari ed isolati, dove spesso esiste un enorme disagio e degrado sociale (anche se questo non sembra essere il caso ferrarese in questione); ciò però non toglie che la nostra gioventù, in un mondo occidentale di relativismo su vasta scala dove i modelli vincenti (si fa per dire) sono incarnati da quei soggetti edonisti, egocentrici, arroganti a cui sembra tutto dovuto grazie a soldi e violenza e che si sentono padroni del globo, viene tremendamente deviata e pervertita, usata dall’internazionale del male – e della sua banalità – per gli scopi più abietti.

Tutto viene banalizzato, tutto diventa relativo e opinabile, tutto perde valore ed importanza ed è allora che l’anarco-individualismo si manifesta in tutta la sua letale portata giungendo a macchiarsi di crimini esecrandi e per mano di minorenni, rincitrulliti a tal punto da perdere completamente il contatto con la realtà, che sfuma e si trasforma in un gigantesco videogioco dove a trionfare è il più violento e diabolico. Si capisce che qui si sta parlando di una situazione in cui non si crede più in nulla, in cui nulla sembra più avere senso e ragione di esistere, perciò se essere al mondo non ha più significato ci si abbandona al cupio dissolvi contraddistinto dall’abbattimento dei confini tra il bene e il male, tra ciò che è giusto e sbagliato nonché tra la verità e la menzogna, la mendacia.

In questo scenario si rivela la straordinaria necessità di recuperare quei valori sociali, patrii e civili che hanno reso grande l’Italia e l’Europa e che sono la salvezza e la redenzione di tutte le genti europee, oggi stritolate dal tritacarne mondialista e avvelenate dalla vulgata consumista che sta alla base della metastasi relativista e liquida e che porta al disorientamento soprattutto dei più fragili, degli adolescenti, di coloro che si trovano nella più delicata delle fasi della loro vita, in cui si formano carattere ed inclinazioni degli individui. Il nucleo della personalità di un uomo e di una donna si struttura proprio in tale periodo adolescenziale, ed è chiaro che un ruolo primario è giocato dalla famiglia e dall’ambiente sociale che circonda il soggetto; venendo a mancare la sfera spirituale, quella patriottica e civica, e quella famigliare i giovanissimi finiscono allo sbando e si mettono sulla cattiva strada condizionati da avanzi di galera o comunque da cattivi maestri a loro volta sottoprodotto di una società senz’anima travolta dal troppo benessere. È nel progresso (si fa per dire), nel pacifismo, nell’ozio, nell’agnosticismo e nell’indifferenza, nell’immonda e amorfa liquidità del consumismo che si creano le condizioni ideali per lo sviluppo di quel brodo di coltura infame del tutti contro tutti da cui pescano senza requie coloro che nell’ombra si fregano le mani e ghignano mentre gli Europei si fanno vicendevolmente a pezzi.

I nostri giovani hanno tremendamente bisogno di modelli di vita, di esempi positivi, di pilastri granitici di una società sana e dunque patriottica e ordinata, che domi il caos e lo trasformi in energia positiva, benigna, da impiegare nell’elevazione spirituale e materiale della comunità. Il disordine viene dall’alto, come si suol dire, e si capisce che venendo a mancare l’autorità civile e politica, quella religiosa e naturalmente quella famigliare si creano tutte quelle condizioni necessarie a scatenare l’anarchia e il “rompete le righe” generale che travolge la nostra società contemporanea. Qui non si tratta di ritirare fuori dalla naftalina l’olio e il bastone, o l’oscurantismo chiesastico oppure ancora misure di grigio conformismo borghese ma anzi di ridare vita a ciò che oggi è purtroppo morto perché liquidato sbrigativamente come “antidemocratico”, come se la democrazia odierna non fosse parte integrante della degenerazione morale e civile della Patria. Si badi che i mali moderni dell’Europa a guida americana derivano tutti da questa (fittizia) democrazia pilotata dall’atlantismo, che si riflette poi su identità, tradizioni, usi e costumi, spirito religioso e civico, società e famiglia. Dall’America, che ha ridotto l’Europa occidentale a sua sterminata base militare, proviene tutta l’infetta spazzatura postmoderna fatta di culto del denaro, del successo facile, del nichilismo, e quindi anche della violenza e della malvagità perché invece di essere individui assertivi in seno alle nostre comunità etniche tendiamo a divenire schegge impazzite di narcisismo che usano il prossimo, spregiano i valori tradizionali e patriottici, preferiscono piacere e conformarsi agli standard mondialisti anziché realizzarsi spiritualmente e materialmente divenendo componente dinamica della comunità etnonazionale non per manie di protagonismo ed esibizionismo ma per il benessere della Nazione, e dunque anche di sé ma nel rispetto di chi ci è fratello di sangue ed è come noi tassello nel mosaico della collettività patria.

Insegniamo dunque ai nostri figli il valore inestimabile della natura, del sacrificio, dello studio, del lavoro, dell’attività fisica, della famiglia, della creatività personale messa al servizio del bene comune, comune non nel senso di ecumene “bastarda” globale ma nel senso di comunità nazionale, etno-razziale e culturale e soprattutto del valore di sangue, suolo e spirito, le colonne portanti di una società sana, forte, virtuosa, esemplare, solidale e che non si disgreghi nei mille rivoli del capriccio individuale, che è poi quello che sfocia nel vizio e nel male. Se le nostre comunità sapranno sbarazzarsi delle zavorre del pensiero unico liberal-democratico, secondo cui ognuno può fare quel che vuole a patto che non attacchi i valori di cartapesta degli stati-colonia americani dell’Europa atlantica, potranno tornare a spiccare il volo verso la società ideale plasmata dall’identitarismo patriottico e tradizionalista, e dal recupero di quella genuina ed intima dimensione umana comunitarista grazie a cui anche e soprattutto i nostri giovani possano esprimersi senza danneggiarsi e danneggiare; coinvolti in quella straordinaria fusione tra popolo e natura, che abbiamo perso ma che occorre ritrovare per dare un senso di autenticità e positività alla nostra vita, essi si libereranno dal contemporaneo mostro interiore del mal di vivere trasformando la passività sadomasochistica del misero consumatore plagiato dal sistema al dinamismo propositivo e battagliero del ferreo e redivivo volontario d’Europa.

Ave Italia!

http://www.ereticamente.net/2017/01/la-rinascita-della-comunita-come-redenzione-della-gioventu-smarrita.html

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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