Orientarsi nel guazzabuglio islamico

La questione dell’islam e dell’islamismo non può essere facilmente liquidata assumendo posizioni islamofobe da fallaciani o salviniani perché il quadro è molto più complesso di quanto si possa credere, come gli stessi sviluppi degli eterni conflitti mediorientali dimostrano. A monte la faccenda riguarda l’islam e il mondo islamico, che inevitabilmente viene a toccare anche noi e l’Europa, in un mondo purtroppo vieppiù globalizzato.

La cultura musulmana non nasce in Europa, e quanto quella giudeo-cristiana è un prodotto di importazione che ha fatto più danni che altro; si tratta di dottrine sviluppatesi in un mondo agli antipodi del nostro, semitico, lunare, ctonio, femmineo sotto certi aspetti, molto incline ai tenebrosi ambiti funerei della superstizione mediorientale dove l’aridità del suolo si mescola al fanatismo e al sangue versato nelle guerre di religione. Un dio assoluto, dispotico, vendicativo e sanguinario come quello di Bibbia e Corano è espressione della mentalità dei popoli che lo adorano, indubbiamente guerrieri (quantomeno prima dell’eresia cristiana) ma estranei alla nostra civiltà (indo)europea. Non credo di scrivere aberrazioni affermando che la mortificazione di carni e spirito, la sessuofobia, la teoria di sparate oscurantistiche volte a sottomettere l’uomo ad una divinità terribile, vendicativa, spesso più maligna che benigna siano tutte manifestazioni culturali di un ambito molto lontano dalla realtà spirituale europea, che non sente nessun bisogno di affidarsi ad un dio unico assoluto che schiavizza, invece di affrancare, e che è peculiare del Vicino Oriente.

Il monoteismo abramitico arruola schiavi e pecore, non uomini liberi e forti, dotati di autostima, che sappiano autodeterminarsi senza deresponsabilizzarsi affidandosi ad una improbabile Provvidenza; la religiosità indoeuropea è crescita spirituale ed elevazione non schiavitù e fanatismo, fondamentalismo, e soprattutto sterile pratica esteriore fatta di codici e codicilli farisaici da rispettare alla lettera, altrimenti Geova ti castiga e ti spedisce negli inferi. La gentilità è per uomini liberi, guerrieri, sicuri di sé e del proprio valore, viceversa l’assolutismo monoteista si concilia bene con la mentalità pecoronica di individui amorfi che hanno bisogno di uno che li comandi col bastone e la carota per combinare qualcosa. E questo si riflette ancor oggi nella cultura delle genti mediorientali.

Questo riguarda tutte le tre grandi religioni rivelate (cosiddette) e soprattutto, oggi, l’islam, che non ha subito processi di secolarizzazione occidentale come cristianesimo ed ebraismo. Questa però potrebbe essere una carta preziosa nelle mani dell’islamismo: mentre il cristianesimo predica pace, amore, perdono, pecoronismo mite e docile ormai come banale filosofia di vita, l’islam non castra il maschio, e anche se lo assoggetta al tenebroso dio del deserto lo sprona continuamente a combattere, sforna guerrieri, che poi prestano inevitabilmente il fianco al terrorismo anche per via delle sperequazioni dovute al neocolonialismo occidentale. Certo, in questo caso più che di guerrieri è bene parlare di vigliacchi plagiati e criminali, che però trovano il “coraggio” (mettete il termine tra un bel po’ di virgolette, per sicurezza) di sacrificarsi, ancorché per una causa disumana, perversa e folle. Non possiamo comunque negare che la religione islamica predisponga a ciò, così come non possiamo sminuire il ruolo dell’imperialismo euro-atlantico.

Ovviamente, preferisco vedere genuino piglio guerriero, nel mondo islamico, tra gli sciiti e quei lealisti fedeli ai legittimi governi anti-mondialisti come quello di Assad, ed è qui meritorio citare gruppi come Hezbollah e i pasdaran iraniani. Appare però chiaro che anche il terrorismo islamico trae linfa vitale da una religione che non è da eunuchi, per così dire, che al rosario preferisce la scimitarra e al presunto messia che muore come un ladro in croce il profeta bellicoso che assoggetta l’intera penisola arabica nel nome di un idolo pre-islamico elevato a dio supremo, Allah, sulla falsariga di quanto fatto da giudei e cristiani. Per questo, mi è capitato di dire che, oggi, la partita tra chi vuole agnelli castrati e autolesionisti (Gesù) e chi invece vuole uomini pronti a tutto (Maometto) appare dall’esito scontatissimo. A meno che ovviamente gli Europei si tolgano finalmente di dosso i panni dei castrati per riscoprirsi eredi di quei leoni che edificarono imperi, civiltà guerriere, potentati virili e solari, invitti esempi di gloria, potenza e civiltà. Hai voglia ad opporre alla furia conquistatrice musulmana i pacifisti balocchi cristiani, tra madonnine e crocifissi…

Quando però affermo che l’islamofobia è una sciocchezza, una paranoia (le fobie sono dei bambini) alla Fallaci, Allam o Salvini e altri manifesti della mediocrità liberal-conservatrice, non è solo perché, giustamente, tendo a distinguere tra quegli islamici anti-mondialisti che, a casa loro, lottano senza tregua contro l’imperialismo occidentale, e i terroristi salafiti-wahhabiti defecati come diarrea dall’obeso ventre saudita, ma anche perché proprio l’imperialismo atlantico è ciò che foraggia i “ribelli” che poi come per magia (ma dai?) si tramutano in sanguinarie belve pronte a saltare in aria con centinaia di innocenti. Non sto dicendo alcunché di nuovo, lo sappiamo bene: non c’è terrorista sunnita che non sia prima passato dalle scuderie americane per fare guerriglia contro i nemici dell’America, per poi divenire a sua volta “nemico” del suo stesso mandante. I guerrafondai dell’Occidente atlantista finto-crociato attingono a piene mani nel bacino di fanatici senza cervello addestrati da cialtroni barbuti e in palandrana nera, e così fanno tutti i bravi alleati degli Statunitensi + Unione Europea, tra cui Turchi, sionisti, Sauditi, emirati arabi, Qatar, e il variegato mondo dei “ribelli” anti-governativi. C’è poco da star qui a fare distinguo tra Califfato e ribelli, visto che il loro obiettivo è comunque (e qui parlo soprattutto della questione siriana) lo stesso: abbattere Assad ed installare fantocci manovrati dalle forze della sovversione mondialista, come già accaduto diverse volte altrove.

Se ci fate caso, sempre nel conflitto in Siria, noterete come dalla parte di Assad e del suo legittimo governo vi siano coloro che si battono per un mondo multipolare libero dal giogo globalista voluto fortissimamente dall’Occidente, con tutta la sua cascata di disvalori relativisti e capitalisti, e dalla parte invece degli antagonisti “moderati” (direttamente o indirettamente) ci sia tutta la feccia ufficialmente o meno terroristica che va dai maneggioni americani agli Israeliani, dagli islamisti ai loro caporioni sauditi, tutte parti in causa che concorrono allo scopo dell’America di sempre, cioè ridurre il mondo in ceppi schiavistici in nome della “democrazia” a stelle e strisce, che non è altro che un cumulo di spazzatura tesa ad infettare l’umanità per omologarla ai sacri dettami del liberalismo.

Insomma, come vedete quando si parla di islam, islamici, cultura islamica e islamismo la questione si fa spinosa ed intricata, anche se su una cosa dovremmo essere tutti d’accordo: in quanto patrioti europei, identitari e tradizionalisti, che per di più magari hanno mal di pancia incrociando rabbini e preti, dovremmo tutti senza distinguo riconoscere nell’islam, in Europa, un corpo estraneo animato da milioni di soggetti allogeni provenienti da Nordafrica, Medioriente, Africa nera e persino Sudest asiatico portatori di geni e culture del tutto estranee ai nostri Paesi. Per non parlare dei residui islamici nel nostro stesso continente che diventano spesso e volentieri bacini di reclutamento per terroristi, e cioè Bosnia, Kosovo, Albania, aree turcofone (così come, più in là, il Caucaso), zone che politici lungimiranti come Slobodan Milosevic avevano già a suo tempo indicato come polveriere islamiste pronte ad esplodere, se sollecitate appositamente dai tiranni che hanno tramutato in uno spezzatino a base di stati fantoccio la ex Jugoslavia, proprio per mettere in ginocchio Belgrado.

So che diversi nazistelli nostrani provano molta simpatia per l’islamizzazione, magari da inquadrare come salvezza spirituale (???) del nostro continente, perché disgustati dal giudeo-cristianesimo e dalla parabola discendente che la Chiesa cattolica sta vivendo; francamente, come già dissi, lo trovo completamente ridicolo e pericoloso perché porterebbe a solidarizzare con i nostri stessi nemici, anche interni, e con la pletora di musulmani che ci troviamo, nostro malgrado, in casa. Non capirò mai perché, pur avendo in Italia l’inestimabile eredità italico-romana della gentilità, qualcuno abbia bisogno di continuare a trastullarsi con le radici giudeo-cristiane o addirittura a vedere nella cultura maomettana la nostra possibilità di rinascita, in base a qualche sterile suggestione hitleriana. O forse, se la buttiamo su discorsi iniziatici, dovremmo divenire frammassoni o musulmani per evitare di crepare cattolici?

Non scherziamo, amici, noi siamo Italiani, figli prediletti di Roma e della romanità, ed è proprio in Roma antica che troviamo tutto quel che ci serve per edificare una robusta coscienza spirituale, civile e sociale in linea col nazionalismo etnico di cui l’Italia avrebbe tremendamente bisogno. Il che non implica paranoie e fobie da destrorsi terminali, sia filo-sionisti che nazi-islamisti, ma un’ottica razionale che guardi con occhio distaccato ma obiettivo alle vicende estere che ci mostrano le dinamiche del sordido disegno mondialista, cui concorrono tutti gli estremisti, nient’altro che caricaturali burattini nelle grinfie del proteiforme mostro unipolare e antinazionale.

Ave Italia!

http://www.ereticamente.net/2017/01/orientarsi-nel-guazzabuglio-islamico.html

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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