Gli USA, ovvero la negazione totale di ciò in cui crediamo

Gli Stati Uniti d’America incarnano tutto quello che un etnonazionalista identitario e tradizionalista può avere in odio, soprattutto da un punto di vista europeo (che non significa europeista in senso contemporaneo, sia chiaro). Personalmente, quando devo rappresentare tutto il degrado della modernità occidentale non può che venirmi in mente la società americana, una società paradigmatica per quanto concerne ciò che si contrappone ad una visione civile, culturale, sacrale e schiettamente patriottica delle cose; riflettendoci provo persino del malessere perché l’America è letteralmente agli antipodi di quella idea d’Europa di cui l’identitario è innamorato.

La propaganda hollywoodiana ci ha sempre propinato l’immagine eroica dell’epopea coloniale nordamericana negli attuali USA come un qualcosa di romantico ed ispirato da altissimi valori patriottici, dove cioè pistoleri e cowboy allogeni sarebbero i buoni mentre i legittimi proprietari di quelle terre, ossia gli Indiani d’America, vengono squalificati come barbari retrogradi e assetati di sangue. Un po’ come quel che riguarda le vicende della seconda guerra mondiale: i buoni tutti da una parte e i cattivi dall’altra; i primi nei panni dei nazifascisti o dei Giapponesi e i secondi in quelli degli Alleati. E poco importa se questi hanno sganciato due bombe atomiche sul Giappone, o hanno raso al suolo una miriade di città europee o ancora si sono lasciati andare a devastazioni, violenze e stupri tra la popolazione civile europea. A loro, e a chi sta dietro a loro (che sappiamo bene di chi si tratti), è tutto concesso, altrimenti diventi automaticamente un reprobo antisociale.

Il Nordamerica statunitense incarna dunque ciò che è agli antipodi dei valori genuinamente patriottici che animano il nazionalista europeo: esso nega la sacralità del Sangue, perché è un crogiolo multirazziale tenuto insieme dal culto del dio denaro, con i veri indigeni amerindi sbattuti nelle riserve a fare i fenomeni da circo; violenta la sacralità del Suolo perché quando orde allogene invadono un territorio altrui impiegano ogni mezzo per conquistarlo, incuranti degli effetti delle loro azioni (la terra natia è tutto per il suo padrone ma viceversa è nulla per l’invasore, che la vede solo come terra di conquista da saccheggiare e colonizzare); annichilisce la sacralità dello Spirito, perché gli USA sono quanto di più lontano ci possa essere dalla Civiltà figlia di una cultura tradizionale e radicata nei secoli e millenni, con tutta la loro sovrastruttura di velenose futilità edonistiche, consumistiche e materialistiche. Insomma, sono la negazione della Civiltà europea per quanto figli dell’Europa colonialista. Ma del resto, sono stati quei corpi tossici espulsi dal nostro continente a partorire l’epopea americana, che ha portato a tutto ciò che conosciamo.

Al netto naturalmente degli scenari naturalistici di quell’area, che però logicamente si legano alla cultura territoriale dei Nativi e non certo degli immigrati di tutto il mondo giunti in Nordamerica per dare vita all’in-civiltà meticcia fatta confederazione di stati, se uno di noi deve pensare a ciò che sono gli Stati Uniti che volete che si rappresenti? I grattacieli, le banche e le multinazionali, la vita viziosa e sconsiderata fatta di lustrini e apparenza, la società multirazziale coesa dal dio finanziocratico dei consumi e del materialismo, il militarismo e l’imperialismo, Hollywood, i vari personaggi borderline figli di quella società e via dicendo. Un’immagine, perciò, del tutto negativa perché rappresenta esattamente ciò che un patriota, identitario e tradizionalist,a detesta visceralmente! I borghesi nostrani e i semicolti che sognano una vita da bifolchi arricchiti, invece, hanno il mito dell’America, imperniato su quei finti valori di cartapesta che gli Americani, ipocritamente, dicono di difendere: lo sprovveduto vede la Statua della Libertà in un inferno di cemento come New York e si ubriaca di immagini patinate basate sul farsesco mito dell’America paladina della religione civica, costruito sull’inesistente rispetto della libertà, della giustizia, dell’equanimità, del diritto alla felicità! Gli Americani sono maestri nell’inventarsi tutta una serie di baggianate messianiche che vengono prontamente smentite dalla loro rapace condotta affaristica e guerrafondaia, calvinista, ovviamente esportata a piene mani in tutti i teatri bellici del globo.

Quelli sono realmente agli antipodi dei principi eretici di questa comunità militante e di tutti coloro che vivono, combattono e anche muoiono per difendere la vera libertà, la vera giustizia sociale, la vera felicità che sta nella promozione e nella salvaguardia di ciò che è vero perché naturale: Identità e Tradizione. E dove starebbe l’identità degli Stati Uniti, se non nella loro blasfema religione del consumo e del marchio eletto a feticcio? E dove sarebbe la Tradizione di quelli? Da nessuna parte, perché sono gli anti-tradizionali per eccellenza, perché combattono la Tradizione e il sacro con le meschine armi della modernità sradicatrice! La presunta civiltà americana che cosa diavolo avrebbe di civile essendo questa tutta votata alla distruzione della diversità e della ricchezza culturale mediante società multirazziale e meticciato? Negli USA ci sono popoli provenienti da tutto il globo, che si sono rimescolati portando ad individui nelle cui vene scorre un sangue variopinto fatto di Europei del Nord e del Sud, di Afroamericani, di Ebrei, di Asiatici, di indigeni americani e chi più ne ha più ne metta. Il risultato è quello di aver partorito un uomo moderno meticciato, senza cultura, ignorante ma arrogante, fanatico di sette religiose che si riproducono come batteri e i cui modelli sono nei guru del capitalismo, del consumismo, dell’edonismo, dell’imperialismo a stelle e strisce che fonda le proprie pretese su di una sanguinaria vocazione pistolera che non ha alcun rispetto per millenarie civiltà sparse per il globo.

È paradossale pensare a come gli Americani ci tengano sotto scacco con tanto di guinzaglio e museruola, anche se dalla loro ci sono soldi, armi, egemonia nel panorama occidentale e vicende storiche che purtroppo conosciamo benissimo; la plurimillenaria Italia ridotta ad uno stato coloniale occupato da un centinaio e più di installazioni militari americane, alla faccia dei Cesari, dell’Impero Romano, dell’immortale mito di Roma è una tristissima realtà che fa male, malissimo, tanto più se si pensa che questi invasori stanno in piedi grazie innanzitutto alla complicità degli Italiani degeneri, di coloro che hanno sacrificato la propria Identità in cambio dello status quo di miti cagnolini occidentali che si nutrono con i rimasugli delle luculliane imbandigioni statunitensi.

Chi vince la guerra si inventa le menzogne che vuole, ma il vero dramma è che poi i vinti se le scolano allegramente dalla prima all’ultima, per meschini interessi di pancia e quieto vivere. Cosicché si diventa in tutto e per tutto una filiale dell’America, una pezzente riproduzione in scala che riflette le orripilanti storture, le perversioni, caratteristiche delle terre d’oltreoceano barbarizzate dal capitalismo e dalla mentalità consumistica dei moderni Unni. L’italietta renziana, ridotta a zerbino degli anfibi americani come da invereconda tradizione settuagenaria, ha in totale non cale l’identità etnica degli Italiani, così come la sacralità del Suolo patrio e la preservazione della nostra squisita Cultura italico-romana/italiana, ribadendo in questo modo come la collocazione politica dello stato italiano sia del tutto schierata a favore dei padroni a stelle e strisce, come si addice ad una filiale periferica dell’imperialismo statunitense. E ne vanno pure fieri, santi numi!

Posto che la migliore soluzione per gli Stati Uniti sarebbe una palingenesi della loro società, il che comporterebbe anche la recisione dei tentacoli unipolaristi che stritolano l’Europa, le imminenti elezioni presidenziali di novembre propongono lo scontro tra una isterica e sanguinaria protesi del premio Nobel di cartone 2008 che gode del pieno appoggio di tutti i nemici di Identità e Tradizione, e un miliardario che ricorda parecchio il nostrano Berlusconi, cioè uno scontro tra due degni figli della società americana. Il mio personale auspicio, ribadendo comunque la piena ostilità nei confronti della vera, perniciosa natura statunitense, è quello che alla Casa Bianca ci finisca lo spauracchio di tutti i benpensanti, anche nostrani, perché effettivamente osteggiato dai poteri forti americani e disinteressato ad una politica estera aggressiva e unipolare, schiettamente mondialista (anche se tra il dire e il fare ce ne passa). In caso contrario si avrebbe una prosecuzione della presidenza di colui che è stato eletto solo perché meticcio poiché al potere salirebbe l’ennesima marionetta premiata per via di una peculiarità strumentale, ossia l’essere donna, con tutte le conseguenze del caso, a partire da un’Europa vieppiù stritolata e avvelenata ideologicamente dalla morsa dell’imperialismo americano e gettata in pasto dell’esiziale conflitto con la Russia, che avrebbe risvolti catastrofici senza necessariamente sfociare in una guerra, è chiaro.

Tuttavia, l’ascesa di un candidato piuttosto di un altro non cambia la natura delle cose e il giudizio complessivo su ciò che sono gli Stati Uniti d’America, che potrebbe mutare solamente con un utopico ritorno alle origini per davvero americane o quantomeno ad una ridiscussione generale del quadro politico nordamericano (e, ovviamente, con la sconfitta totale dell’imperialismo occidentale capeggiato dagli Statunitensi). Chi di noi non liquiderebbe gli USA per tornare ai Confederati, alla restituzione delle grandi praterie dell’ovest ai Nativi e al restringimento del potere “nordista” verso la fascia costiera orientale? Fantapolitica, si capisce, ma sempre meglio che continuare a fare gli sciuscià del più forte accettandone acriticamente ogni singola aberrazione, violentando così la propria intelligenza e soprattutto la Tradizione ereditata dai Padri. Noi siamo l’Italia, non la bagnarola repubblicana capitanata dal giullare di corte fiorentino che pende dalle labbra del presidente meticcio e della sua, purtroppo, papabile sostituta.

Ave Italia!

Gli USA, ovvero la negazione totale di ciò in cui crediamo

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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