Chi semina imperialismo raccoglie terrorismo

Nel giro di un anno e mezzo o poco più la Francia (o meglio, quel che rimane della Francia) è stata messa a soqquadro dal terrorismo islamico che ha seminato morte, panico e distruzione in diverse località di Parigi e a Nizza, con dinamiche così clamorose da far pensare che o le forze di polizia e soprattutto il governo francese, con annessa la cosiddetta intelligence, sono ridotti con le pezze al sedere oppure che dietro ci sia qualcosa di più grosso che sfugge ai primi sguardi a caldo, dove sotto la lente d’ingrandimento viene posto il mondo islamico e viene del tutto trascurata la cornice storica e sociale ove devono venire inquadrati anche i fatti di sangue suddetti. 

Proprio per questo motivo la banalissima e stupida islamofobia da quattro soldi firmata Fallaci, Magdi Allam, Salvini, Meloni e compagnia varia non serve a nulla e anzi rischia solo di ridicolizzare una situazione ben più complicata di quanto possa sembrare agli sguardi di questi personaggi e dei loro accoliti, che non può essere ridotta al patetico gioco delle parti dove l’Occidente è buono e l’islam è cattivo, retrogrado, oscurantista, fanatico ecc. ecc. Tanto più che questo mitico Occidente civilizzato ha la sua bella fetta di responsabilità nelle cause scatenanti il fondamentalismo islamico. Basterebbe anche solo pensare ai disastri continui cagionati dalla presenza dell’entità sionista in terra palestinese, un’entità spacciata per “unica democrazia del Medioriente” quando invece è militarismo, razzismo, suprematismo etnico e religioso, confessionalismo e occupazione di territori che appartengono ad altri, e non agli Ebrei.

Ad invalidare ulteriormente la grossolana islamofobia delle destre usuali sta il fatto che queste amano ridurre l’intera questione a fatti di religione e cultura, sottovalutando del tutto la portata etnica dei fedeli del Corano, che al di là di qualche popolo balcanico consiste in milioni e milioni di nordafricani, levantini, turchi, mediorientali, asiatici, africani e pure genti del Sudest asiatico. Parlare di razze oggi è tabù ma occultare la questione etnica non serve a nulla e porta ad oscene semplificazioni anche in materia di immigrazioni e culture.

L’islam, è vero, è un ramo del monoteismo abramitico intriso di mentalità mediorientale che non avendo conosciuto illuminismi e rivoluzioni e allignando tra popoli sottosviluppati e del Sud del mondo inchiodati in scenari naturali spesso desertici e desolati (e dunque poco propensi a fruttare sviluppo) ben si presta ai fanatismi e alle estremizzazioni fondamentaliste che vengono sapientemente cavalcati da chi vuole destabilizzare il cruciale scenario del Vicino Oriente per questioni di denaro, petrolio e potere. Ed è qui che scende in campo la rapace azione neocolonialista del mitico Occidente salviniano, di cui la Francia di Chirac, Sarkozy e Hollande fa degnamente parte e in cui anzi fa la parte del leone, parlando di contesto europeo.

Secoli e secoli di colonialismo e di sfruttamento, di massacri e schiavitù, di guerre hanno incattivito le genti soggiogate dai Francesi (ma anche da Britannici, Belgi, Olandesi) tanto che lo stesso Hitler intuì l’importanza di un’azione globale ribelle del mondo islamico oppresso in funzione anti-imperialista e dunque anti-alleata, così come Mussolini (sebbene anch’esso nei panni del colonialista) ebbe un approccio differente rispetto alle democrazie borghesi occidentali nei confronti dei musulmani. E si aggiunga poi quanto accaduto nel secondo dopoguerra, dove il neocolonialismo delle multinazionali non ha cessato lo sfruttamento del terzo mondo portando così anche alle ben note migrazioni di massa verso l’Europa, agevolate dall’antifascismo e dal neomarxismo, nonché dall’imbecillità auto-genocida degli indigeni europei (solleticati da aliene aberrazioni come quelle sfornate dalla famigerata Scuola di Francoforte). Si pensi anche a chi combatte, in primis, questo islamismo foriero di morte e distruzione che a sua volta è islamico, soprattutto sciita, e che lo fa a casa propria, nelle proprie martoriate terre levantine barbarizzate dalle guerre degli Americani paladini dell’Occidente.

La Repubblica Francese si è così riempita di milioni di allogeni, segnatamente musulmani, provenienti dalle ex colonie e al contempo ha portato avanti un’agenda di stampo mondialista volta al controllo indiretto della polveriera mediorientale per assecondare la volontà degli Americani e degli Israeliani (senza dimenticare che in Francia si trovano 600.000 Ebrei che di certo condizionano opinione pubblica e politica estera dell’Eliseo); i Francesi appoggiano il desiderio statunitense di liquidare “despoti” legittimamente sovrani come Gheddafi, Assad, Saddam, Ahmadinejad, Khomeini e vogliono fare la voce grossa a livello internazionale forti del fatto che, ad esempio rispetto a Germania e Italia, sono in una posizione privilegiata, in parte autonoma, e con tanto di testate nucleari. Ma alla lunga la storia viene poi a presentarti il conto, di queste attività rapinose di ingerenza negli affari altrui.

I ribelli che ieri hai armato per combattere contro il demonizzato tiranno capace, col pugno di ferro, di tenere sotto scacco intere regioni impedendo lo sviluppo di fondamentalismi e di emigrazioni di massa verso l’Europa, oggi si rivoltano fomentando l’odio contro l’Occidente imperialista, guerrafondaio e dispotico e dando vita alle funeree sigle del terrore che conosciamo ormai a menadito. Forti della loro propaganda terzomondista fanno leva sulla miseria e l’ignoranza, e la gente che non ha nulla da perdere, si sa, si rende capace di tutto. Il verbo del terrorismo islamico ha gioco facile a penetrare nelle teste anche di coloro che risiedono in Europa da generazioni e si sono integrati nel tessuto di una società sempre più materialista, consumista, atea, cinica adottandone i costumi. Non è certo sorprendente che gli stragisti semitici approdati in Francia ed integratisi fumassero, bevessero, vivessero all’occidentale, avessero in non cale le prescrizioni maomettane e andassero a donnine in barba al Corano: l’islamizzazione è il pretesto, ma sotto sotto questi esseri abominevoli non sono poi tanto diversi da quelli che stritolano i loro Paesi d’origine nella morsa dell’unipolarismo atlantico. E come da copione, in Medioriente come in Europa, il prezzo più alto lo pagano gli innocenti e i bambini, siriani, iracheni, libici, palestinesi che vivono – e da decenni prima – la sorte dei bambini di Nizza falciati da un tir guidato da un tizio che diceva di dover portare il gelato. E lo han lasciato passare come nulla fosse.

I terroristi di Parigi e Nizza erano degli allogeni semitici integrati e non individui appena giunti dai barconi, e questo la dice lunga su chi pensa che integrare significhi disinnescare criminalità, disagio, degrado e fondamentalismo. Non è il concetto di nazionalità ridotto al pezzo di carta della cittadinanza che può tramutare quel che nasce tondo in quadrato, tanto più che comunque i fenomeni migratori di massa trovano la loro causa nelle mafie atlantiche e nello sfruttamento capitalistico dell’esercito industriale di riserva, da impiegare al posto dei costosi, vecchi e sterili indigeni. Oltretutto non si può pretendere rispetto da chi è ospite se gli Europei per primi non portano rispetto per sé stessi.

La Francia, insomma, sta pagando a carissimo prezzo decenni di sciagurate politiche interne ed estere a partire dalla rottamazione della propria Identità nazionale in favore dell’assimilazionismo e del patriottismo di cartapesta che dovrebbe magicamente integrare, con i fumosi dettami giacobini della Republique distorti ampiamente dal mondialismo, milioni di individui alloctoni che nulla c’entrano con l’Europa e la sua millenaria cultura. Chi semina imperialismo globale raccoglie immigrazione di massa e terrorismo islamico.

Ave Italia!

Chi semina imperialismo raccoglie terrorismo

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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