Gioventù bruciata, ovvero l’Occidente

Ci sono stati, di recente, due omicidi che hanno molto colpito l’opinione pubblica, per via dell’efferatezza e dell’identità disturbata di chi li ha compiuti. Mi sto riferendo alle uccisioni di Gloria Rosboch e di Luca Varani, la prima nel Canavese e la seconda a Roma, nel quartiere Collatino.

Gli autori di questi omicidi sono figli della modernità e dei suoi risvolti più malati e perversi: narcisisti patologici, manipolatori, “liquidi” e camaleontici, disonesti, edonisti e materialisti, maligni e sadici, con alle spalle famiglie devastate (con genitori alquanto immaturi e superficiali, fallimentari) e vissuti difficili sintomo di esistenze meschine, insignificanti.

Ma il dato che colpisce di più è l’omosessualità di questi personaggi, o comunque la sessualità liquida e trasformista, che mai come in casi simili diventa qualcosa di morboso perché frutto di quella letale miscela tra disagio e sofferenza e disturbi psicologici cagionata dalla moderna temperie nichilista. Eh sì, anche gli arcobalenati uccidono cari miei e si può persino scorgere una subdola trama eterofobica nel loro agire, ma non ditelo ad alta voce sennò qualcuno potrebbe avere un fortissimo bruciore anale…

Infatti in queste ore ci sono tizi che si stanno arrampicando sugli specchi per cercare in qualche modo di attribuire la responsabilità di simili atroci delitti non a chi li ha pianificati lucidamente e compiuti bensì alla società “omofoba, machista, sessista” che perseguita degli agnellini come questi Defilippi e Prato, anime in pena vessate dall’”arretratezza” del popolaccio italiano. Siccome non si può dire, dopo le farse variopinte in favore di sposalizi gay e affido di minori ad omosessuali (nonché in favore degli uteri in affitto), che gli omosessuali spesso e volentieri sono soggetti problematici e traumatizzati che rischiano a loro volta di traumatizzare chi vi giunge in contatto, ecco che la colpa di delitti diabolici viene attribuita a chi sfotteva, ad esempio, il Prato in quanto obeso e “finocchio”. Siamo alle solite amici: gira che ti rigira la colpa è del “fascismo”.

La realtà, la tristissima realtà, è invece quella di individui sì disturbati caratterialmente per l’insulsa esistenza fino ad oggi vissuta o le traversie famigliari ma certamente non pazzi o handicappati; questi personaggi sono capacissimi di intendere e di volere, plagiano i loro complici parimenti omosessuali/bisessuali e nulla conta se nel momento del delitto erano strafatti di alcol e droga, il che a ben vedere non può che essere un’aggravante. Gli assassini del Collatino sono due luridi vermi che amano sguazzare nella lutulenta bolgia di una modernità diabolica e perversa, figli perfetti di una temperie “culturale” dove i modelli sono i paladini degli eccessi, coloro che per raggiungere i propri perversi scopi nichilistici calpestano la propria dignità e soprattutto la vita degli altri.

Il Defilippi che manipola per vivere da dissoluto sfruttando il prossimo, il Prato che si veste da donna per fare “la bambolina” di quell’altro deviato, Foffo, che voleva ammazzare il padre per futilissimi motivi sono null’altro che porci (con rispetto parlando per i suini, si capisce) affamati di quella banalità del male che si ritrova perfettamente nell’oggi occidentale, essendo completamente svuotato di ogni valore morale, di ogni ideale, di ogni sentimento positivo e finalizzato al benessere della propria Comunità, un oggi privo di razionalità peraltro, in quanto reso isterico dalla confusione del relativismo. Questi tizi sono il prodotto di decenni di americanizzazione antifascista della società europea occidentale, dove i principi tradizionali di “dio – famiglia – patria” (non necessariamente da inquadrare in ottica cattolica o neofascista, si capisce) sono stati rimpiazzati dal culto edonistico per il denaro, il successo, il materialismo, l’effimero e l’apparenza, per una vita insipida maciullata dal tritacarne del più bieco conformismo mondialista. E gravi responsabilità hanno i genitori, che non hanno saputo insegnare nulla di positivo a dei figli viziati, capricciosi, appestati dalla mentalità borghese o pseudo-tale immancabilmente socialdemocratica ed antifascista. Il Prato, non a caso, è un antifascista ostile a CasaPound che non ha mai nascosto il proprio astio contro chi difende la salutare normalità delle famiglie tradizionali e l’eterosessualità. L’antifascismo, signori, è quella meretrice ingravidata dagli Americani che ha partorito ogni contemporanea barbarie anti-europea.

Solo nell’Occidente afflitto dalle istanze liberali e libertarie, dunque libertine, possono prendere forma quegli incubi rappresentati da giovani debosciati senza alcun valore e del tutto amorali che arrivano a prostituirsi al male e addirittura ad ammazzare per noia, perché le proprie vite da nullità umanoidi sono così infide da non riuscire a trovare più nulla di solido e concreto per cui valga la pena vivere e lottare. Si sentono dei ribelli, questi depravati idioti, ma non sono altro che gocce d’acqua torbida nell’oceano del consumismo e del conformismo euro-atlantico, poiché è dalla disumanizzazione operata dal mercato e dal capitalismo che nascono come tumori le perversioni di chi non ha alcun rispetto per la propria vita e innanzitutto per quella altrui.

Viviamo in una società in cui scarseggiano gli esempi positivi perché sommersi dalla massa di cattivi maestri con delle vite al limite che, altrove, sarebbero messi a tacere ma che nell’Occidente all’americana diventano autorità, pensatori, modelli di vita, araldi di una ribellione (?) che in realtà, come detto poc’anzi, è solo sovversione valoriale frutto del più inquietante qualunquismo pecoronico della massa amorfa e standardizzata secondo i capricci del grande capitale, del libero mercato, che non di Uomini ma di consumatori, di automi decerebrati, ha bisogno. E allora il tradizionalismo viene sputacchiato e combattuto, l’identitarismo preso a pesci in faccia e squalificato come “nazzi-fascio-razzismo anacronistico”, il rispetto per la famiglia (quella vera) è denigrato e trattato come fosse oscurantismo reazionario. Sempre più persone si uniscono ma dopo poco tempo si separano o divorziano tumultuosamente, col risultato di traumatizzare dei figli che cresceranno rimbecilliti, privi di valori, squilibrati e affetti dai moderni malanni della società opulenta, di chi cioè ha la pancia e il portafogli pieni ma l’anima desertificata da quella mentalità cinica e antisociale che premia i furbi e i disonesti ma fustiga gli identitari, sprezzantemente liquidati come disadattati o casi umani.

E non ci si stupisca di fronte al fascino sinistro che personaggi come quelli succitati esercitano su una società di morti viventi anestetizzati da quell’orgia di truculenza che viene sapientemente servita da ogni media, da quella esplosiva mistura fatta di violenza, sesso, droga, eccessi, che genera un’estetica del male troppo spesso alla base dell’agire di giovinastri senza arte né parte vampirizzati dal mostro a stelle e strisce, che vomita sull’Europa tutto lo schifo che ha in corpo.

Che allora la cronaca nera che sempre più spesso ci sbatte in faccia orribili vicende dove i protagonisti sono giovani uomini annientati da una personalità malata, perché contagiata dal virus del male “alla moda”, sappia svegliarci da questo torpore borghese che affligge tutti quanti (chi più, chi meno) e ci faccia comprendere come una società sana, virtuosa e forte possa sorgere solo ed esclusivamente da quel recupero di valori identitari e tradizionali che oggi più che mai sentiamo il bisogno di difendere e promuovere con ogni mezzo. La spiritualità o comunque la Cultura della Tradizione, il patriottismo e il socialismo nazionale, la salvaguardia della famiglia tradizionale devono tornare ad essere la base di un’Italia che, sebbene non devastata come altri Paesi europei dal relativismo nichilistico che partorisce mostri “insospettabili”, necessita di ritrovare la smarrita via dell’ordine per impedire che la propria gioventù si distrugga in nome di quel nichilismo che rende ciechi di fronte all’unicità di una vita veramente tale solo se spesa per quei valori per cui vale ancora la pena vivere, combattere e anche morire.

Ave Italia!

Gioventù bruciata, ovvero l’Occidente

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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