Il ventre delle nostre donne

Chiunque si ricorderà come, anni fa ma periodicamente l’argomento ritorna per propaganda, i media irregimentati ci abbiano propinato la demonizzazione dei Serbi non solo per i controversi massacri dei Balcani ma anche per la questione dello stupro etnico ai danni delle donne bosniache musulmane, e di quelle kosovare.

Un modo per marcare il territorio, ripulirlo etnicamente, umiliare il nemico fiaccandolo psicologicamente; peccato che i pennivendoli si ricordino di tutto questo solo quando serve ad attaccare una parte degli schieramenti, come se dall’altra ci fossero mansueti agnellini vittime dell’odio etnico e del fanatismo. Nello specifico i musulmani balcanici sono preziosissime pedine di Americani ed euro-atlantici e quindi si capisce benissimo a cosa serva demonizzare la Serbia, per di più tradizionalmente vicina alla Russia (anche se, oggi come oggi, quel Paese è prossimo alla standardizzazione europeista e dunque all’accettazione del ruolo univoco di macellaio nelle passate guerre iugoslave).

Quando però lo stupro etnico viene ad interessare popoli che non sono di alcuna utilità ai fini del foraggiamento dell’agenda mondialista, le accuse si inceppano e, anzi, chi di violenze si macchia viene persino giustificato e commiserato. Basta vedere infatti cosa sta accadendo in questi giorni in Germania, dove è emerso come, durante i festeggiamenti di Capodanno, a Colonia e in altre città bande organizzate di stupratori allogeni (i famosi “fratelli migranti rifugiati”) abbiano assalito, umiliato e violentato diverse donne tedesche, indisturbatamente. Il che non fa certo onore al maschio teutonico e alle forze di polizia di lassù, per non parlare della figura di… Merkel che la politica germanica sta facendo ultimamente.

D’accordo, non ci sarà esattamente la cornice bellica della Iugoslavia, in Germania o comunque nell’Europa occidentale, ma se ripensiamo a quello che la Francia sta subendo da un anno, alle varie minacce islamiste all’Europa, alle ondate di allogeni che invadono il Continente da mesi e mesi non c’è mica tanto da rallegrarsi! C’è una guerra più o meno silenziosa rivolta contro noi Europei che è mirata a quella che è una vera e propria sostituzione etnica in casa nostra, poiché ormai vecchi, sterili, fiacchi, ma costosi perciò da rimpiazzare con fresche forze aliene, maschie e prolifiche, provenienti dal terzo mondo. E anche qui, come nel caso di Bosnia e Kosovo, siamo in presenza di preziosissime pedine dell’agenda globalista, perché assai utili a chi vuole silurare l’indigeno per sostituirlo col più versatile allogeno. Questo si fa tranquillamente sfruttare per un piatto di lenticchie, mentre l’altro pretende uno stipendio decente e un lavoro sicuro, vuoi mettere?

Trattando di Germania, poi, come non evocare Hitler e il “nazzzismo”, quasi a sottolineare una sorta di contrappasso che dovrebbe per sempre riguardare quel Paese in materia di razze, etnie, immigrazione. Le stesse donne tedesche, o quelle italiane (vedi alla voce marocchinate), durante e dopo la seconda Guerra sono state vittime di sistematiche violenze ad opera di Alleati e Sovietici e nei territori orientali si sono attuati pure dei veri e propri massacri ai danni della popolazione tedesca presente al di fuori degli attuali confini politici. Ma che importa? I cattivissimi Teutonici se le sono cercate, no? Mica stiamo parlando dei “poveri” Bosgnacchi o dei “poveri” Albanesi! O dei “poveri” Ebrei, meglio ancora…

Sicché i fatti di Colonia e altrove non riescono proprio a trovare una condanna unanime, senza distinguo, da parte di politica e società civile (si fa per dire). Ci deve per forza essere qualcuno che di fronte a dei crimini, siccome perpetrati da immigrati, tende a minimizzare, contenere, se non addirittura fare dello sciocco “benaltrismo” e dunque giustificare! E pensare che ci son di mezzo delle donne, dove diavolo sono i femministi e le femministe? O forse vale solo con le donne esotiche protagoniste della martellante propaganda occidentalista al servizio degli Stati Uniti, e che dunque serve per promuovere rivoluzioni colorate e “primavere” arabe? Il femminismo è una piaga borghese figlia della Scuola di Francoforte e del Sessantotto, mica potete pretendere chissà che.

Le assurdità dei cosiddetti “progressisti” si sprecano: “non facciamo di tutta l’erba un fascio, non erano stupri in fondo, eh ma lo facciamo anche noi, eh ma il turismo sessuale europeo, siamo maschilisti e violenti anche noi, siamo noi che non li sappiamo integrare…” e quindi, nemmeno troppo velatamente, ecco la giustificazione e la comprensione, e le accuse che rimbalzano verso l’Europa razzista, intollerante, ipocrita, che insomma non si lascia violentare in santa pace dalle bipedi risorse pigmentate! C’è marmaglia che prova più odio per espressioni tradizionaliste come “nostre donne” che per la criminale violenza di chi, qui, non ci dovrebbe stare!

Ma sì, e che diamine, siamo nel 2016, apriamoci al diverso, lasciamoci conquistare dal suo dinamismo e poco importa se questo esonda nella criminalità; dopotutto è sempre colpa nostra che non sappiamo accogliere ed integrare, giusto? La signora Merkel che dà in escandescenze, adesso, per queste spinose faccende è la stessa utile idiota che spalancava le porte della Germania (manco fosse cosa sua) alle torme di disgraziati provenienti dalla Siria e che era però sparita di fronte alle stragi di Francia dello scorso novembre. Cara cancelliera dei miei stivali sporchi di liquame, se si accolgono cani e porci ci si deve aspettare violenza, criminalità, disordini, tensioni e non perché “non li sappiamo integrare” ma perché c’è incompatibilità tra Europei e allogeni. E questo non vale solo per i clandestini e i richiedenti asilo ma anche, per l’appunto, per gli stranieri “integrati” che sono coloro che in nome di religioni forestiere ammazzano, si fanno saltare in aria, e vogliono sottomettere le nostre Nazioni.

Lo stupro (che ovviamente non viene chiamato “etnico” da giornali e opinionisti ma che nei fatti lo è) si inserisce nel quadro di conquista, come se ci fosse di mezzo una guerra all’Europa, poiché la violenza sessuale è un modo per far capire chi comanda, per umiliare il padrone di casa, per imporre il dominio straniero ad una terra sempre più vecchia, sterile, anodina, effeminata, debosciata, incapace di opporre seria resistenza alle invasioni barbariche moderne. Anzi: si arriva a coprire lo stupro dell’allogeno, a giustificarlo quasi, pur di dare contro a chi ancora vuole contrapporsi a questa barbarie, e viene squalificato come “razzista-nazista-fascioleghista-xenofobo-populista”. Beh, certo, volete mettere la gravità di un saluto romano contro quella di uno stupro di un “fratello migrante” che, poverino, ha bisogno del nostro affetto e del nostro calore?

Una cosa è certa: solo una società che è corrotta, decadente e marcia al suo interno può lasciarsi conquistare dall’esterno, e in questo senso il violentatore di gruppo esotico non ha colpe perché la responsabilità principale ricade su chi dovrebbe difendere e tutelare i suoi cittadini. Ma oggi come oggi le sue priorità sono ben altre, e obbediscono al volere del padrone a stelle strisce che vuole ridurre l’Europa a succursale euro-atlantica fatta a immagine e somiglianza del bordello multirazziale statunitense.

Siamo in piena decadenza, una riproposizione dei passati secoli bui potrebbe essere alle porte (e questo anche per fattori economici), ma di sicuro la sacrosanta battaglia per la difesa della nostra Identità e della genuina Tradizione oggi più che mai assume fondamentale rilievo poiché Sangue, Suolo, Spirito non sono opinioni ma intoccabili verità, di vita e di natura. E il ventre delle nostre donne, metafora dell’Europa, dev’essere il tempio della vita autoctona difesa con le unghie e con i denti.

Ave Italia!

Il ventre delle nostre donne

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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