La Francia, l’Italia, l’Europa

Tempo di ballottaggi in Francia per le elezioni regionali, e dopo un primo turno dominato dal Front National di Marine Le Pen e della nipote Marion, si prospetta l’orrido inciucio tra socialisti (al caviale) e neoconservatori, per sbarrare la strada al movimento patriottico guidato dalla femminea accoppiata.

La Francia ha vissuto una patetica settimana all’insegna dell’imbarazzo dei movimenti “democratici”, il cui palese fallimento ha dato alla testa al punto di invocare un’alleanza scandalosa per frenare l’ascesa del Front. Il ministro degli Interni, Manuel Valls, ha preconizzato addirittura scenari da guerra civile qualora il FN vincesse su tutta la linea, segno di nervosismo e di sedere in fiamme dopo la batosta di settimana scorsa. Un’esternazione da irresponsabile, in barba all’incarico governativo, e per fortuna che nella sua testa sarebbero gli avversari quelli sconsiderati.

Il fatto è che socialdemocratici e liberali (o neocon, come li chiamano) sono due facce della stessa sordida medaglia mondialista, che differiscono solo per questioni economiche: coi primi la Francia ha vissuto la stagione del terrorismo islamista dell’IS, coi secondi è stata coinvolta nella sanguinosa spedizione di Sarkozy che ha liquidato Gheddafi, consegnando così la Libia all’estremismo di salafiti/wahhabiti, e ponendo indirettamente le basi per l’irruzione dei taglia-gole sul suolo europeo. I due schieramenti politici suddetti sono tappetini dell’imperialismo statunitense e allineano la Francia alla terroristica compagine di chi vuole colpire il Medioriente e i suoi legittimi governanti per spianare la strada ai burattini degli Americani, inclusi quelli che oggi terrorizzano il Vecchio Continente spargendo sangue innocente. Così facendo si alimenta lo stesso Califfato, fornendo pretesti a quello per aizzare i fanatici contro l’Europa complice dei misfatti d’Oltreoceano.

Un Francese patriottico, dunque, per chi dovrebbe optare? Per il socialismo al caviale di un inetto come Hollande, per il liberalismo di un Sarkozy che si crede Napoleone pur essendo una pedina dell’atlantismo sul libro paga di Israele, oppure per il patriottismo francese delle Le Pen, mai state al governo, senza alleanze e inciuci, e determinate a risolvere i problemi creati dagli altri schieramenti politici? State certi che c’è più sinistra nel Front National che in tutta la Leopolda renziana.

Intendiamoci, il FN non è un movimento perfetto e senza difetti, ideale per un rinnovato nazionalismo gallico all’insegna della Francia ai Francesi; la Le Pen non è etnonazionalista, non ha posizioni critiche verso la cospicua comunità ebraica francese che influenza pesantemente le scelte politiche dei Transalpini, non è ostile a Israele, non vuole rimpatriare tutti gli allogeni e bloccare del tutto l’immigrazione basandosi su di un serio ius sanguinis perlomeno all’europea. Ma credo che, obiettivamente, da un punto di vista realista il Front sia manna per la Francia attuale, con tutti i problemi che si vede costretta ad affrontare per colpa delle mezze cartucce che l’hanno governata negli ultimi anni, e ha sicuramente una visione geopolitica più illuminata degli altri, dal momento che è assai solidale con la Russia di Putin e vuole certamente riformare il quadro strategico europeo. Personalmente non ho molta simpatia per i soggetti politici capeggiati da donne, ma obiettivamente, ora come ora, il FN potrebbe essere determinante per raddrizzare la schiena ad una Francia ridotta a stato senza più una Nazione.

Ad ogni modo, direi che il solo fatto di terrorizzare cotanto gli altri partiti, costretti ad allearsi per frenare la Le Pen e in pieno delirio liberticida, rappresenta certamente un buon motivo per votare Front National. A Hollande e Sarkozy sta bene solo la democrazia che premia loro (ossia il sistema), perché se invece apre per davvero al consenso popolare diventa addirittura foriera di guerre civili, nonché assist al terrorismo islamista. Ma ci rendiamo conto? Uno dovrebbe tirarsi di continuo la zappa sui piedi, votando chi i problemi della Francia li ha creati (Sarkozy e Hollande), perché altrimenti si rischierebbero (?) scenari catastrofici? Caspita, sembra quasi che questi scenari siano caldeggiati da Valls e compagnia, pronti a tutto per impedire un governo patriottico francese.

Mi chiedo anche, ricollegandomi a quanto detto nei paragrafi precedenti, dove siano le femministe di fronte al trionfo di due donne; ho il forte sospetto, tuttavia, che quelle preferirebbero un trans meticcio, ateo e radical-chic, piuttosto che una donna “normale”, a capo del proprio stato.

In Italia il successo frontista è stato ben accolto da Salvini e dalla Meloni che però sono ben lungi dall’essere accostabili alla Le Pen; il primo non sa ancora cosa vuole fare da grande e rimane decisamente ancorato a cliché pagliacceschi, la seconda è espressione di una destruccia anodina da prefisso telefonico e impantanata nel conservatorismo che puzza di Vaticano e occidentalismo fallaciano. Logicamente, anche il caro Salvini è un fallaciano incapace di una matura visione multipolare del globo, dove le alleanze dell’Italia si rivolgano verso l’Eurasia piuttosto che verso la culla di tutti i nostri problemi, ossia Stati Uniti e Israele (con tanto di complicità con Turchi e Sauditi).

Da noi manca ancora un movimento politico, serio e forte, che sappia sintetizzare i valori identitari e tradizionali in una sapiente visione dell’Italia, dell’Europa e del resto del mondo. Un movimento che sia insomma sociale, nazionale, etnicista, federale, e sappia scrollarsi di dosso tutti quegli stereotipi accumulati negli anni dalla Lega o dai partitelli post-fascisti, e soprattutto che sappia scrollarsi di dosso la piaga del berlusconismo.

Non è più tempo di sprecare energie discettando di destra-sinistra, nero-rosso, fascismo-comunismo, o di darsi alle carnevalate sui pratoni di Pontida. È tempo invece di creare seri tavoli di discussione al fine di portare alla formazione di un soggetto etnonazionale (e federale) che sappia riformare profondamente l’Italia, trasformando questo stato-apparato inquadrato negli enti sovranazionali mondialisti in uno stato etnico e nazionale finalmente patriottico, perché affrancato dai potentati internazionalisti stranieri.

Che l’Italia torni ad essere faro per l’Europa, inaugurando una visione della stessa che sia squisitamente fondata sul Sangue, sul Suolo e sullo Spirito, su solide fondamenta naturali e razionali dunque, e non sterilmente ideologiche o intrise di quel vecchiume reazionario funzionale alla lotta di classe tra connazionali.

Ave Italia!

La Francia, l’Italia, l’Europa

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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Una risposta a La Francia, l’Italia, l’Europa

  1. Paolo Sizzi ha detto:

    Questo articolo è stato scritto ieri mattina, prima dunque di apprendere l’esito dei ballottaggi. Il Front National è rimasto a secco, e grazie tante: nell’accozzaglia anti-Le Pen mancavano solo i Power Rangers. La volontà popolare è stata frustrata dal sozzo inciucio tra socialdemocratici e liberali, a dimostrazione che la democrazia vale solo quando premia il $istema, non il Popolo. Ad ogni modo il FN ha vinto moralmente, perché solo tramando e terrorizzando i Francesi, Hollande e Sarkozy hanno potuto sbarrare la strada alle Le Pen. Aspettiamo le presidenziali, e speriamo di poter scrivere un’altra storia.

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