Risorgi, Europa!

L’Europa è investita da un’ondata allucinante di denatalità che sta falcidiando la popolazione indigena, e questo è un problema che affligge soprattutto l’Italia, un Paese che invecchia a vista d’occhio e non fa nulla per frenare la fuga dei propri giovani, drogati come sono dalle balle rifilategli dalla corrente mentalità innamorata del “sogno” americano, o comunque anglosassone (si fa per dire).

La situazione è aggravata dall’invasione allogena che assale il Continente da ogni parte (col beneplacito di chi, con essa, ci guadagna) e da scellerate modernità quali l’aborto indiscriminato, il culto dell’arido sesso come mero divertimento materialistico, l’omosessualismo, gli attacchi alla famiglia naturale e tradizionale, e soprattutto la demonizzazione continua del ruolo femminile tradizionale di moglie, madre e angelo del focolare domestico che sfocia in una campagna di plagio delle nostre donne (a partire dalla giovanissima età) mirata a distruggere la Donna per creare un’ameba consumistica a immagine e somiglianza dei bassi appetiti edonistici frutto della società all’americana.

Insomma, l’Europa tradizionale (che non significa giudeo-cristiana, tengo a precisare) è sotto attacco quotidiano dei suo nemici, gli ascari del sistema-mondo che non vedono l’ora di celebrare il funerale del nostro (un tempo, perlomeno) glorioso Continente, oggi ridotto a succursale della centrale del “grande satana” globalizzato che sono gli Stati Uniti d’America.

Dicevo che molta parte di questa campagna d’odio anti-europea passa per il pervertimento del ruolo tradizionale femminile all’interno della famiglia e della società europee; dal ’68 in poi questa basilare figura, centrale nelle dinamiche del popolamento autoctono europeo, è stata oggetto dell’astio femminista che proponeva e propone invece un modello di donna degenerato fatto di capricci infantili, sterili ribellioni, piazzate abortiste, lesbismo, e dilagante isteria intrisa di odio per l’Uomo e la stessa Europa dei Padri: il feroce odio per il maschio e il padre ha avvelenato il dibattito circa il ruolo della donna nella nostra società farcendo di castronerie senza senso le menti giovanili delle donne dell’epoca.

Gli effetti di questa barbarie si registrano anche oggi, dove il benessere sforna donnette caricaturali, eterne principesse Disney viziate e capricciose, che reputano la maternità un peso patriarcale (?) e vogliono fare quel che più gli pare e piace confondendo la vera libertà (che è fare il bene della propria gente) con l’anarco-individualismo di genere, che in sostanza è un assist a quel dannatissimo mondialismo attuale nemico di tutto ciò che è identitario e tradizionale.

Intendiamoci, non va molto meglio all’uomo, anch’esso vittima della moderna temperie consumistica e capitalistica, e quindi effeminato a fronte di una donna mascolinizzata, ed è forse anche per quello che la donna si lascia andare a vizi e capricci, essendo spesso priva di una solida figura di riferimento maschile che guidi la famiglia. Sia chiaro che io qui non sto difendendo la visuale semitica in cui la donna deve essere reclusa in casa a badare a fornelli e marmocchi obbedendo ad ogni volontà del marito, ma semplicemente auspico che finalmente le donne capiscano che il femminismo è un nemico e che il tradizionalismo è amico perché colloca ogni ruolo naturale e sociale al suo posto difendendo non una presunta inferiorità della donna ma quella naturale complementarità dei sessi che è la forza di una società sana perché tradizionale.

E in fondo è proprio così: il troppo benessere, il pacifismo, il cattolicesimo, la democrazia ipocrita, il liberalismo ci hanno rammolliti e resi delle larve che più che vivere si lasciano vivere passivamente dagli eventi, senza esporsi e prendere posizione su tematiche spinose perché “tengo famigghia” e perché si teme il giudizio di una opulenta società borghese occidentale che pende dalle labbra americane avallandone ogni bestemmia. Il grigio conformismo occidentale ci ha castrati un po’ tutti quanti, tarpandoci le ali che potevano consentirci di riscattarci da quella patetica mentalità che affligge l’Europa intera e l’ha pure sterilizzata impedendole una riscossa basata sul ripopolamento autoctono.

Oggi infatti i nostri politicanti predicano l’accoglienza degli allogeni visti come risorse lavorative e pure demografiche, preferendo investire su costoro (che ovviamente sono altamente sfruttabili e ricattabili) a scapito del nerbo autoctono. O sciagurati, non sarebbe meglio combattere la denatalità e l’invecchiamento europei incentivando la creazione di nuclei famigliari europei mediante stanziamento fondi e politiche mirate all’irrobustimento del tessuto etno-sociale originale? Ovviamente alzando i salari e promuovendo il mercato del lavoro interno alla faccia di ogni liberismo scellerato che sta praticamente svendendo i destini della nostra gente e della nostra economia e industria a cani e porci!

Eh no, non va bene, l’Italia deve accodarsi alla fila delle nazioni mesmerizzate dal demone mondialista e sacrificare i propri figli sull’altare del transnazionalismo globalizzato, per fare un favore al mercato globale e al dispotismo anti-europeo dei gendarmi e dei banchieri del pianeta Terra. Invece di investire sullo sviluppo patrio, spronando gli individui a sposarsi e riprodursi e così ottenendo famiglie che sono il nucleo base di una società di combattenti di tutti i giorni, si preferisce adeguarsi alla vulgata universalista, incentrata sulle migrazioni di massa dal terzo mondo all’Europa mirate alla sostituzione etnica degli Europei, liquidati come vecchi improduttivi incapaci di costruirsi un futuro.

A completare il desolante quadro i capricci abortisti di chi vorrebbe stroncare sul nascere la vita europea che fiorisce, dandosi la zappa sui piedi poiché alla denatalità indigena risponde una copiosa prole allogena supportata a non finire dai succitati nemici d’Europa, che tradiscono gli indigeni per coccolare i forestieri. Gli Europei moderni se ne infischiano di matrimoni e figli, e sostituiscono i primi con le convivenze semi-animalesche e i secondi con mille animaletti inutili oppure con svaghi e feticci materiali quali, ad esempio, quelli tecnologici (pensiamo al fenomeno Apple).

La crisi demografica d’Europa nasce innanzitutto dalla perdita di orgoglio etnico negli Europei; 70 anni di demonizzazione di tutto ciò che è patriottico, virile, tradizionale, identitario, e direi pure naturale, ha riempito le cervella della gente di masochismo auto-genocida, lasciandosi vivere da quella gretta standardizzazione occidentale che non è altro che culto feticistico del dio danaro e delle sue svariate emanazioni consumistiche.

L’emorragia si blocca recuperando quel robusto sentimento etnico, nazionale ed europeo per cui passa la grandezza del nostro Continente, e rimettendo ogni cosa al suo posto tramite quel salutare tradizionalismo che è garanzia di ordine e disciplina contro la contemporanea barbarie anarcoide. Quella stessa barbarie anarcoide che attinge forza dal soqquadro relativistico e che solo dall’armonia identitaria può essere domata e sconfitta, poiché corroborata dal Sangue europeo che rifiorisce grazie alla rinascita delle vere famiglie e naturalmente grazie a delle politiche governative in linea con il patriottico amore per la Civiltà europea.

Ave Italia!

Risorgi, Europa!

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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