La buona geopolitica

In un pianeta Terra sempre più globalizzato e piagato dai fenomeni mondiali di asservimento al dio danaro, serve come ossigeno un mondo ordinato secondo criteri sovranisti, e in cui l’Europa torni ad essere protagonista ma senza più legarsi al carrozzone atlantico degli USA. Un mondo senza mondialismo, insomma.

Nell’articolo scorso vagheggiavo un consorzio imperiale europeo unito, o comunque tenacemente alleato della Russia, e in buoni rapporti con tutte le realtà politiche eurasiatiche di estrazione indoeuropea. Questo per trarre una comune fonte di ispirazione da quel sistema di valori intramontabile plasmato dai nostri Padri indoeuropei e dalla loro fulgida condotta (che oggi chiameremmo “identitaria” e “tradizionalista”), affinché in particolar modo l’Eurasia occidentale raggiunga concertazione sui principali obiettivi geopolitici. La lotta per la preservazione di ciò che di più nobile abbiamo, in contrapposizione al marasma materialista e amorale che oggi impera nel mondo occidentale.

La razza caucasoide arianizzata è la linea rossa che collega l’Europa ad altri importanti areali del Vecchio Continente, quali l’Asia Minore, il Levante, la Persia, l’India, l’Asia Centrale. Va da sé che, da Europei, senza sfumature razzistiche al centro delle proprie premure debbano esserci i cosiddetti Europidi, ossia i Caucasoidi europei. Ciò non toglie che vi debba essere anche rispetto, cameratismo, buoni rapporti e armonia in tutto l’ambito “caucasico”, nell’ottica della comune battaglia per Identità e Tradizione. Stesso discorso per quelle comunità di “Bianchi” sparse per il globo che ripudiano l’odioso imperialismo apolide targato Stati Uniti. E sia chiaro: molto più umano collaborare a distanza che spostare torme di disperati per arricchire parassiti sulla pelle degli indigeni europei.

Sfide più ardue ma anch’esse importanti, dovrebbero essere quelle di mantenere legami amichevoli con aree extra-europoidi, come la Cina, il Giappone, il Sudamerica, l’Africa, anche nell’ottica di contrastare nel modo migliore possibile l’immigrazione di massa e ciò che essa comporta.

Nel continente eurasiatico, l’Europa dovrebbe mantenere buoni rapporti innanzitutto con zone come  l’Armenia, la Siria, l’Iran, l’India, l’Asia Centrale, tutte aree costellate da interessantissime resistenze di quell’elemento ariano che ritorna anche nell’aspetto fisico di molte tribù montanare; anche se islamizzate o cristianizzate, le genti caucasoidi che popolano l’Eurasia sono spesso e volentieri ancor depositarie di quella mentalità luminosa, nobile, aulica, retaggio degli antichi Arii, nonostante, peraltro, l’elemento genuinamente indoeuropeo sia stato poi sommerso nel tempo dall’elemento etnico predominante, anariano. L’Europa dovrebbe altresì rinsaldare i rapporti con le entità politiche nordafricane, allo scopo di contrastare efficacemente le migrazioni di massa. Mai maledizioni saranno sufficienti contro coloro che han tolto di mezzo Gheddafi.

Israele, mi chiederete? Il suo posto è negli Stati Uniti: la Palestina appartiene alla Grande Siria. Gli Ebrei, che dal Medioriente provengono, possono restarsene tranquillamente colà, a patto di rinunziare a quel sionismo guerrafondaio intriso di bubbole bibliche e di accettare la sovranità Alawita.

E poi c’è l’Asia “gialla”, ovviamente di altra estrazione razziale rispetto alla nostra, eppure a suo modo degna del nostro rispetto soprattutto pensando a quelle eroiche manifestazioni guerriere che furono del Giappone. La Cina è un po’ un’incognita, con il suo tumultuoso sviluppo e la straripante popolosità (che reca seri problemi anche all’Italia, tra immigrazione selvaggia come a Prato e contraffazione, schiavismo, concorrenza sleale), ma nella posizione in cui si trova è un ovvio e prezioso interlocutore per l’Europa, nonché baluardo orientale nella lotta contro la diffusione delle pestilenze americane. Discorso analogo per la Corea del Nord, sicuramente più “simpatica” della Cina.

Nelle Americhe, purtroppo, non ha finito per prevalere l’elemento confederato sudista degli Americani, che è stato sconfitto dai finti democratici e finti filantropi unionisti del Nord, con tutta la loro concezione multirazziale, apolide, mercantile, borghese, “atlantica”, e fortemente intrisa di sudditanza per il lobbismo ebraico americano. A monte di questo, la rovinosa intromissione dell’elemento calvinista, le cui metastasi hanno generato sette su sette accomunate dal paradiso per “eletti” e dal comune sistema di valori che più che ideali sono quelli depositati nelle banche.

In uno scenario simile i legittimi padroni del Nordamerica, vale a dire i Nativi, sono stati sterminati, spazzati via e ghettizzati, ridotti a fenomeni da baraccone nelle riserve, e per cosa? Edificare un’accozzaglia di stati senza storia, tradizione culturale, senso patriottico genuino coesi dall’imperialismo e dal materialismo più esiziale. Avessero prevalso i Confederati non saremmo certo in una situazione di globalismo simile, dove gli Stati Uniti sono i capofila di quel nichilismo orripilante che sta seppellendo sotto tonnellate di letame l’Europa post ’45.

Una situazione similare si può ritrovare nel resto delle Americhe, le latine. Indigeni fatti fuori in nome del vangelo e del progresso (?) e stati rimescolati, multietnici e multirazziali dove l’ingerenza politica americana ha creato pupazzi (spacciati per fascisti dagli imbecilli di sinistra occidentali, dimentichi di come il genuino Fascismo all’America avesse dichiarato guerra e fosse stato piegato dalle mafie americane in combutta con quelle italiane) manovrati da marmaglia alla Kissinger, a scapito di governi socialisti e patriottici. Con la vieta tiritera dell’anticomunismo pacchiano, gli Americani hanno disseminato nelle aree da essi controllate dei manichini peggiori di qualsivoglia “compagno”.

Qualcuno, anche magari di simpatie di destra estrema, arriva a santificare il rapporto stretto tra Europei e loro ex colonie d’oltreoceano, vedendoci uait paua; il problema è che questa finta alleanza nel nome della comune origine europea ha finito per distruggere l’Europa mediante due diversi conflitti mondiali, completando l’opera con quanto sta accadendo qui da 70 anni a questa parte. Senza dimenticare di come gli esodi allogeni di massa verso le nostre terre siano frutto dell’imperialismo americano e del loro sfruttamento capitalista e neocoloniale, alla faccia della sovranità nazionale dei popoli della Terra. Ciò nonostante, dal mio punto di vista, è giusto mantenere legami con quelle comunità europee (come nel Sudafrica) che rischiano anche l’estinzione per colpa della propaganda antirazzista che pone enfasi solo sulle violenze che fanno comodo. Riportare i Boeri in Europa, rimpatriando l’elemento allogeno è qualcosa di ideale, per quanto difficilmente realizzabile.

Ed è qui che si inserisce il continente africano: incendiato nel Nord dalle “primavere arabe” scatenate da Usa + Israele e loro cagnolini europei, flagellato sempre nella parte settentrionale da quegli avanzi umani chiamati ISIS che sono la continuazione con altri mezzi delle ribellioni benedette dagli atlantisti, ridotto alla fame, alle malattie, al degrado, allo sfruttamento, alla miseria più nera che genera migrazioni nella sua parte negroide. Parte che invece di sovranità a casa propria si ritrova sommersa di favole cristiane o comunque abramitiche che invece di migliorare la qualità della vita la peggiorano istigando a continua riproduzione senza speranze, che finisce per pesare sulle spalle del resto del mondo. L’Africa avrebbe bisogno ancora di quei regimi “fascisti” del passato mirati all’ordine e alla disciplina, nonché al blocco di quella emorragia di genti che svuota l’Africa per riempire l’Europa. E direi anche al controllo delle nascite.

Un mondo ordinato da criteri identitari, tradizionalisti, sovranisti e anti-universalisti sarebbe il miglior mondo possibile, in cui l’Europa possa essere ancora una volta faro di Civiltà ispiratrice per tutti i popoli. Se proprio vogliamo “globalizzare” qualcosa che questo qualcosa sia il rispetto reciproco della sovranità di ciascuno e la lotta senza quartiere a quei velenosissimi miti irrazionali sull’uguaglianza, la fratellanza, la cittadinanza del globo che non è filantropia ma disprezzo totale della biodiversità umana. Con conseguente sua distruzione tramite società multirazziali, immigrazioni di massa e sostituzione etnica di popoli come quelli europei, troppo scomodi per l’affarismo internazionale che si fonda sullo sfruttamento della “risorsa” migrante silurando il lavoratore indigeno. Il vero razzista-suprematista, non a caso, è chi vuole conservare schemi di asservimento colonialista scatenando guerre tra poveri indigeni e allogeni, e non certo chi difende giustamente la propria legittima autorità sulla Terra dei propri Padri, con le unghie e con i denti.

Ave Italia! AVE EVROPA

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Informazioni su Paolo Sizzi

Lombardo, Italiano, Europeo per Sangue, Suolo, Spirito.
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